Gravidanza

Che cosa significa l’incompatibilità del fattore Rh?

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La madre Rh negativa può produrre anticorpi, chiamati anticorpi anti-D, contro i globuli rossi del feto Rh positivo, che l’organismo materno identifica come estranei perché diversi dai suoi.

Significa che la madre Rh negativa può produrre anticorpi, chiamati anticorpi anti-D, contro i globuli rossi del feto Rh positivo, che l’organismo materno identifica come estranei perché diversi dai suoi,

Nella prima gravidanza l'incompatibilità Rh non ha conseguenze a meno che non ci sia stato un contatto tra sangue materno e del feto

con successiva distruzione e conseguente anemia del feto che nei casi più gravi può condurre a morte endouterina del feto. L’incompatibilità Rh però non è la causa degli aborti precoci bensì di quelli tardivi ( dopo 18-20 settimane). Il passaggio infatti degli anticorpi emolitici verso il feto avviene dopo questa epoca gestazionale e necessita di un lasso di tempo relativamente lungo per produrre la grave condizione fetale se non si interviene opportunamente sul piano diagnostico e terapeutico.

Tale situazione clinica viene definita malattia emolitica feto-neonatale. In genere, però, il problema non sorge nella prima gravidanza perché la donna non produce anticorpi contro l’Rh positivo (non c’è stato contatto tra il sangue materno e quello del feto), a meno che non abbia avuto un aborto precedente, non abbia subito una trasfusione di sangue Rh positivo oppure non abbia eseguito esami diagnostici invasivi come la villocentesi, l’amniocentesi e cordocentesi. Nelle gravidanze successive invece la madre può sviluppare anticorpi contro il proprio bambino perché l’evento immunizzante precedente l’ha sensibilizzata e la gravidanza attuale è diventato l’evento scatenante della produzione di anticorpi.

Che cosa deve fare una donna Rh negativa con un partner Rh positivo?

In caso di gravidanza, la futura mamma deve fare ogni mese il test di Coombs indiretto. Questo test svela l’eventuale presenza nel sangue di anticorpi anti-D contro l’Rh positivo del feto. Se il test risulta positivo, significa che la madre sta producendo anticorpi contro i globuli rossi del feto, ma la presenza di anticorpi è preoccupante solo se supera certi livelli. Sarà il ginecologo a valutare caso per caso.

(Consulenza: Giuseppe Noia, docente di medicina età prenatale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e ginecologo responsabile del Centro di diagnosi e terapia fetale Policlinico Gemelli, Roma)

Leggi anche:

Fattore Rh, rischi sotto controllo

Le 4 regole per la futura mamma

03 Maggio 2013
1 Commenti
19 Gennaio 2014 09:56
Roberta G.
Salve, io sono alla quinta settimana di gravidanza ( calcolata dal concepimento), e sono una mamma rh posivita con un padre rh negativo.. Il feto corre dei rischi come elencato nell'articolo? O il problema si pone solo quando la mamma e' rh negativa?? Grazie mille Roberta G.
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