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Salute gravidanza

Gravidanza, tutti gli esami che puoi fare gratis

Di Valentina Murelli
gravidanzapancione

27 Ottobre 2008 | Aggiornato il 19 Giugno 2017
Visite ostetriche, ecografie, esami del sangue e delle urine, test di screening e diagnosi prenatale. Sono numerose le prestazioni gratuite che il Servizio Sanitario Nazionale prevede per monitorare la salute delle donne in gravidanza: ecco la lista presente nei nuovi LEA.

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Anche se la gravidanza non è certo una malattia, e nella grande maggioranza dei casi è un evento assolutamente fisiologico, ci sono alcune visite e alcuni esami che rappresentano tappe importanti di monitoraggio della salute di mamma e bambino. Per verificare che tutto proceda bene e non ci siano complicazioni potenzialmente pericolose.

 

Questi controlli sono previsti dal Servizio Sanitario Nazionale, e sono gratuiti purché effettuati in strutture pubbliche, oppure private convenzionate (compresi naturalmente i consultori familiari).  Per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket, è necessario che siano richiesti da un medico di base o da un ginecologo di una struttura pubblica e che sull'impegnativa sia indicato il codice di esenzione con la settimana di gestazione. Ovviamente, il medico può, se lo ritiene necessario, prescrivere indagini supplementari che saranno anche in questo caso fornite gratuitamente dal SSN.

 

La lista degli appuntamenti di base previsti per la donna in gravidanza è stata aggiornata di recente, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei cosiddetti nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza), il 18 marzo 2017. Ovviamente, un conto è la pubblicazione ufficiale dei Lea, un altro è la loro reale operatività. "Anche se le prestazioni previste per la gravidanza non sono molto diverse da quelle comprese nei Lea precedenti, alle Regioni serviranno comunque alcuni mesi per rendere i nuovi pienamente operativi" afferma il pediatra Rinaldo Zanini, direttore del Dipartimento materno infantile dell'Azienda ospedaliera di Lecco e membro del Comitato sul percorso nascita nazionale del Ministero della Salute.

 

Pensaci per tempo
È vero: in teoria il Servizio Sanitario Nazionale prevede che una serie di esami e visite siano fatte gratis nell'ambito di una gravidanza fisiologica. Purtroppo, però questo non significa che sia sempre possibile accedervi gratuitamente. "Il fatto è che alcuni esami possono e devono essere fatti solo in certi momenti della gravidanza - il bi-test o l'ecografia morfologica, per esempio - ma può esserci una lista d'attesa talmente lunga da impedire di fatto l'accesso in tempo utile" riconosce Rinaldi.

Per ridurre questo rischio il medico suggerisce due strategie:
1. Muoversi appena c'è la certezza della gravidanza, anche rispetto a esami che sembrano ancora lontani: "Se ti muovi a 18 settimane per prenotare un esame da fare a 20, sicuramente avrai dei problemi. Bisogna cercare di programmare il più possibile in anticipo".
2. Affidarsi a organizzazioni che sono in grado di garantire tutto il percorso, tra visite, esami, ecografie ecc. "Nei servizi pubblici, tra consultori e ospedali, l'offerta è sicuramente ricca, ma va allertata per tempo".

 

Visite ed esami gratis: ecco l'elenco
 

Primo trimestre (fino a 13 settimane + 6 giorni)

- Prima visita ostetrica: da fare appena si accerta lo stato di gravidanza. Serve all'ostetrica o al ginecologo per conoscere la futura mamma, le sue condizioni di salute generali e per raccogliere l'anamnesi (la storia clinica) della mamma, del papà e delle relative famiglie. Questo per escludere eventuali fattori di rischio che possono interferire con il buon andamento della gravidanza. Inoltre vengono prescritti i primi esami e prenotate le visite successive.

 

In genere, in una gravidanza fisiologica si esegue all'incirca un controllo al mese (o poco meno), tutti gratuiti. In questi controlli periodici si verificano lo stato di salute della mamma (compresa valutazione del peso e della pressione), la presenza di battito cardiaco fetale, l'accrescimento dell'utero e le condizioni del collo dell'utero. Inoltre si controllano gli esami eseguiti in precedenza e si prescrivono quelli successivi.

 

Alla mamma la prima visita serve oltre che a conoscere il medico (o l'ostetrica) e la struttura, anche per cominciare a chiarire eventuali dubbi sul suo stato e sugli accertamenti da fare. Per esempio, è bene cominciare a interrogarsi subito sulla volontà o meno di eseguire indagini di diagnosi prenatale.

 

 

- Pap test: il prelievo viene in genere eseguito nel corso della prima visita ostetrica, se non è stato fatto nei tre anni precedenti.

 

- Emocromo

 

- Dosaggio delle emoglobine (Hb), se non è stato eseguito in fase preconcezionale.

 

- Gruppo sanguigno ABO e Rh, se non è già stato eseguito.

 

- Test di Coombs (anticorpi anti-eritrociti). Questo esame va ripetuto a 28 settimane.

 

- Glicemia: serve per misurare il tasso di glucosio nel sangue, utile per scoprire tempestivamente un eventuale diabete non diagnosticato o un diabete gestazionale. Va ripetuta a 24-28 settimane.

 

- Virus rosolia, anticorpi IgG e IgM: per sapere se la futura mamma ha avuto in passato la rosolia e quindi è immunizzata. Se negativo (dunque la mamma non è immune) va ripetuto entro le 17 settimane di gravidanza. Se positivo o dubbio si procede con il cosiddetto test di avidità (anche questo gratis).


In realtà sarebbe meglio fare il rubeo test prima del concepimento perché, in caso di test negativo, è possibile vaccinarsi prima di restare incinte.

 

- Toxoplasma, anticorpi IgG e IgM: per vedere se la mamma è immune o meno. Se il test è negativo (e dunque non è immune) può così adottare tutte le precauzioni necessarie, alimentari e igieniche, per evitare il contagio. In caso di test negativo, l'esame va ripetuto ogni 4-6 settimane. Se positivo o dubbio, si procede con il cosiddetto test di avidità (anche questo gratis).

 

- Test della sifilide e test dell'HIV.

 

- Altri test infettivologici da eseguire solo in presenza di particolari fattori di rischio. Si tratta dei test per Chlamydia, gonorrea ed epatite C.

 

- Esame delle urine completo, ed eventuale urinocoltura (solo se si sospetta un'infezione urinaria, per poter fare una diagnosi certa).

 

- Prima ecografia, per determinare l'età gestazionale.  

 

- Bi-test o test combinato, da eseguire esclusivamente tra 11 settimane e 13 settimane + 6 giorni. Si compone di un'ecografia per lo studio della traslucenza nucale e di un dosaggio, nel sangue, di alcune molecole (frazione libera della gonadotropina corionica e Papp-A). Il test include la consulenza pre e post esame. L'offerta gratuita a tutte le donne del bi-test è una novità dei nuovi Lea.

 

L'ostetrica, una risorsa importante
Sei incinta? Non è necessario affidarti per forza a un medico. In realtà la gravidanza è un evento fisiologico e la figura formata per occuparsi della fisiologia delle gravidanza e del parto è un'altra: quella dell'ostetrica (il medico, per definizione, si occupa di patologia, cioè di quando le cose non vanno come dovrebbero). Purtroppo, in Italia non è particolarmente diffusa l'idea della gravidanza seguita dall'ostetrica - come avviene invece in molti altri paesi europei - ma anche da noi cominciamo ad aprire ambulatori pubblici gestiti dalle ostetriche. Puoi informarti e vedere se nella tua città c'è qualcosa del genere: "Non si tratta affatto di un'offerta di serie B" precisa Rinaldo Zanini. "È semplicemente un atteggiamento diverso nei confronti della gravidanza". Ovviamente, se c'è il sospetto che la gravidanza possa allontanarsi dalla fisiologia e presentare qualche complicazione, l'ostetrica dovrà indirizzare la donna al ginecologo.

 

Secondo trimestre (da 14 settimane a 27 settimane + 6 giorni)

- Tri test per la determinazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale, con dosaggio di alcune molecole nel sangue (AFP, E3, hCG). Si può fare se non è stato effettuato il test combinato in precedenza.

 

- Dosaggio seriale del glucosio dopo carico (curva da carico), solo in presenza di fattori di rischio.

 

- Virus rosolia e toxoplasma (se negativi in precedenza). Il rubeo-test va eseguito una sola volta, intorno a 17 settimane, il toxo-test ogni 4-6 settimane.

 

- Ecografia morfologica. La seconda ecografia va eseguita tra 19 e 21 settimane e permette di indagare in dettaglio l'anatomia del feto.

 

- Esame delle urine completo, con eventuale urinocoltura. Da fare tra 24 e 27 settimane +6gg.

 

Terzo trimestre (da 28 settimane al termine)

- Ecografia ostetrica, ma solo in caso di patologia (del feto, della mamma o della placenta).

 

L'ecografia del terzo trimestre
Abbiamo sempre pensato che in gravidanza fosse normale fare tre ecografie: nel primo, nel secondo e nel terzo trimestre. In realtà, già le Linee guida sulla gravidanza fisiologica (l'ultimo aggiornamento è del 2011) dicevano chiaramente che l'ecografia del terzo trimestre non serve di routine, ma solo in casi particolari. Un'indicazione già recepita da alcune Regioni e ora accolta dai nuovi Lea: d'ora in avanti, in condizioni di fisiologia (cioè se tutto va bene) il SSN passerà solo due ecografie, nel primo e nel secondo trimestre.

"In effetti la questione dell'utilità dell'ecografia del terzo trimestre è dibattuta" sottolinea la ginecologa Anna Locatelli, direttrice dell'Ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Carate Brianza e docente all'Università di Milano Bicocca. "Non c'è dimostrazione che sia davvero efficace come esame di screening per valutare l'accrescimento fetale nella finestra in cui è sempre stata proposta, cioè tra 28 e 32 settimane, mentre farla più avanti potrebbe creare altri problemi. È pur vero che eseguire un'ecografia tra 28 e 32 settimane potrebbe permettere di riconoscere malformazioni che non potevano essere viste prima, dando indicazioni per il parto ed eventuali primi trattamenti del neonato. In ogni caso in molti paesi europei non è proposta gratuitamente e i nuovi Lea si adeguano a questo atteggiamento".

In ogni caso, rimane il fatto che, in media, le donne italiane fanno molte più ecografie di quanto previsto dal SSN e, in generale, di quanto consigliato dalle linee guida nazionali e internazionali, almeno 4 o 5 a gravidanza. E questo non succede solo in ambito privato, ma anche in ambito pubblico. "Se si considera questo dato, forse poteva valere la pena mantenere l'ecografia del terzo trimestre nei LEA, e lavorare per cercare di ridurre l'eccesso complessivo di ecografie nei nove mesi" suggerisce Locatelli.

 

- Emocromo. Da fare circa una volta al mese.

 

- Test di Coombs, da fare tra 28 e 32 settimane + 6 giorni.

 

- Toxoplasma, da fare ogni 4-6 settimane se negativo nei test precedenti.

 

- Test HIV, test epatite B e test sifilide, da fare tra 33 e 37+6 settimane.

 

- Esame completo delle urine, più eventuale urinocoltura, da fare tra 33 e 37+6 settimane.

 

- Tampone vaginale per streptococco beta-emolitico gruppo B, da fare a 36-37 settimane.

 

La diagnosi prenatale invasiva
I nuovi LEA stabiliscono anche quando si può accedere gratuitamente alla diagnosi prenatale invasiva, cioè a villocentesi e amniocentesi. In generale, l'accesso è gratuito quando il feto presente un rischio di malattia o malformazione superiore a quello medio della popolazione. Questo rischio può essere noto a priori (per esempio perché i genitori sono portatori di una malattia genetica) oppure emergere nel corso della gravidanza da qualche esame. Più in dettaglio, ecco quando si può accedere alla diagnosi invasiva:

 

1. Se c'è un aumento del rischio di anomalie cromosomiche (in particolare sindrome di Down, trisomia 13 o trisomia 18). La definizione di questo rischio non dipende più dalla sola età materna (l'amniocentesi era offerta gratuitamente a tutte le donne con età superiore ai 35 anni), ma dall'integrazione del parametro età con altri parametri ecografici o di laboratorio. In particolare, si può fare l'esame gratis se questo rischio è superiore a 1/300 (in caso di valutazione nel primo trimestre) o a 1/250 (in caso di valutazione nel secondo trimestre).

 

Il test del DNA fetale
Il test del DNA fetale - un semplice esame del sangue che permette di stimare in modo molto accurato il rischio di di anomalie cromosomiche del feto - non è espressamente compreso nei LEA, che citano invece bitest e tritest, ma non è escluso che possa rientrarvi a breve. Il testo dei LEA, infatti, sottolinea che le Regioni devono offrire agli utenti "i metodi di calcolo del rischio con una maggiore sensibilità diagnostica e un minor numero di falsi positivi tenuto conto dell’evoluzione della ricerca scientifica e tecnologica".
Il test del DNA fetale è relativamente recente, ma i risultati della ricerca dicono già che le sue prestazioni sono in molti casi migliori di quelle di bitest e tritest, dunque è legittimo prevedere che prima o poi potrà sostituire questi test anche in ambito pubblico. Del resto, il fatto che la ricerca dica che funzioni è un requisito necessario, ma non sufficiente per questo passaggio, che non può essere improvvisato. "Bisogna formare gli operatori, allestire una rete di laboratori e così via" sottolinea Rinaldo Zanini. "Un conto è fare qualche decina di migliaia di test all'anno, un altro è proporlo a tappeto alle quasi 500 mila donne che ogni anno vivono una gravidanza".

 

2. Se i genitori sono portatori di un'anomalia cromosomica o genetica nota.

3. Se i genitori hanno già un figlio affetto da una malattia cromosomica o genetica.

4. Se l'ecografia ha rivelato anomalie anatomiche del feto o della placenta;

5. Se durante la gravidanza la mamma è andata incontro a un'infezione o si sospetta, dall'ecografia, che questo possa essere accaduto. La diagnosi prenatale invasiva permette infatti di compiere indagini infettivologiche per capire se anche il feto è stato colpito dall'infezione o meno (per esempio in caso di rosolia materna).

 

Ulteriori prestazioni gratis per le donne in gravidanza
- corsi di accompagnamento alla nascita;
- assistenza in puerperio;
- colloquio con lo psicologo in caso di disagio emotivo in gravidanza e/o in puerperio;
- vaccino antinflunzale, raccomandato al secondo e terzo trimestre, se questi coincidono con l'autunno, prima dell’arrivo dell’influenza stagionale

 

Fonti per questo articolo: nuovi LEA per la gravidanza, opuscolo sui nuovi LEA per la gravidanza del Ministero della salute, consulenza di Rinaldo Zanini, direttore del Dipartimento materno infantile dell'Azienda ospedaliera di Lecco e membro del Comitato sul percorso nascita nazionale del Ministero della Salute; consulenza di Anna Locatelli, direttrice dell'Ostetricia e ginecologia dell'Ospedale di Carate Brianza e docente all'Università di Milano Bicocca.