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Gravidanza multipla

Gravidanza gemellare, tutto quello che c'è da sapere

Di Alice Dutto
mamma-gemelli

08 Luglio 2008 | Aggiornato il 22 Giugno 2017
Da quando si vede, da chi farsi seguire, quali sono i rischi e com'è il percorso prenatale? Ecco tante informazioni utili sulla gravidanza gemellare per una gestazione serena e consapevole

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Una gravidanza gemellare ha caratteristiche differenti rispetto a una normale gestazione. Affrontiamo tutti i punti più importanti di questo percorso: dalle possibili cause ai rischi, insieme a Paolo Cavoretto, ostetrico ginecologo, esperto di diagnosi prenatale e dirigente medico della diagnosi prenatale reparto di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

Gravidanza gemellare, quando si vede

«È in occasione dell'ecografia del primo trimestre, che si effettua tra le 6 e le 14 settimane, che il ginecologo verifica la vitalità dell'embrione, la sede della gravidanza (intra o extra uterina) e il numero dei feti presenti».
 

Il controllo dell'ormone Beta-hCG, invece, non è molto indicativo per capire se la gravidanza sia gemellare: «Il dosaggio delle Beta-hCG si collega male al numero di feti: il valore è più alto di questo ormone può essere infatti causato da molti fattori, non solo la presenza di più embrioni nell'utero».

Gravidanza gemellare, le cause

«La gravidanza gemellare, nel caso di una gravidanza spontanea, è abbastanza rara: si verifica in meno dell'1% dei casi. Se, invece, la gravidanza è l'esito di un intervento di procreazione assistita, allora le probabilità aumentano. Anche la familiarità può giocare un ruolo nella possibilità di aspettare dei gemelli».

Gravidanza gemellare, le tipologie

È molto importante capire il prima possibile che si tratta di una gravidanza gemellare per valutare quale sia la tipologia.

 

«Queste gestazioni si differenziano per diversi fattori: il numero dei feti; il numero di placente; il numero di sacchi amniotici e la possibilità avere gemelli monozigoti o eterozigoti. A seconda di queste variabili, si interviene in modo differente».


1 – Il numero di feti
«Le gravidanze gemellari hanno generalmente due o, più raramente, tre feti. Se sono spontanee è molto difficile che si superi questo numero. In passato, le procedure di stimolazione ovarica potevano produrre anche gravidanze con 5-6 feti, ma ora le tecniche sono migliorate e non si vedono più casi di questo tipo. Sopra tre, infatti, la probabilità che giungano al termine della gravidanza o che si sviluppino normalmente è assai ridotta».
 


2 – Gravidanza gemellare monocoriale o bicoriale
«Circa il 10% delle gravidanze gemellari sono monocoriali, cioè a una sola placenta sono collegati due o più feti; negli altri casi sono bicoriali, dove si hanno due placente per due feti diversi. La prima eventualità è la più rischiosa, perché le circolazioni fetali sono collegate, quindi c'è la possibilità in un caso su sei che si verifichino trasfusioni di sangue gemello-gemello. Non sempre è un'eventualità grave, ma se così fosse in genere si interviene con un'operazione di separazione placentare con il laser, oppure si anticipa il parto. Un'altra complicanza della gravidanza monocoriale è il ritardo di crescita selettivo: uno dei due gemelli è più piccolo dell'altro, elemento che però mette a rischio anche il fratello».

 

3  Amnioticità

Generalmente abbiamo un sacco amniotico per gemello. Molto raramente (<1% delle gravidanze gemellari) i feti possono essere contenuti nello stesso sacco amniotico oltre che avere un’unica placenta. Queste sono gravidanze ad altissimo rischio e richiedono una consulenza e una gestione precoce.
 

4 – La zigosità

«Un'altra differenza delle gravidanze gemellari è la zigosità. I gemelli possono essere monozigoti, cioè derivare da un solo ovocita fecondato; oppure eterozigoti, ossia essere stati generati da due ovociti differenti. I gemelli monocoriali sono sempre monozigoti; quelli bicoriali, invece, una volta su sei/sette possono essere monozigoti, ma con due placente».
È importante conoscere la zigosità dei gemelli per capire l'incidenza di alcune patologie: «se un feto, ad esempio, è portatore di una malattia genetica e i gemelli sono monozigoti è probabile che anche l'altro ne sia affetto. Negli eterozigoti, invece, se uno è malato l'altro è probabilmente sano rispetto a quella determinata patologia».

Gravidanza gemellare, il percorso prenatale
«Per una gravidanza gemellare bicoriale il primo e il secondo trimestre sono molto simili a quelli di una gravidanza singola, anche come tipo di esami da effettuare, pur con alcune particolarità. Nel terzo trimestre, invece, ci sono problematiche specifiche da affrontare e generalmente qualche controllo in più. Le gravidanze gemellari monocoriali, invece, prevedono controlli ogni 2-3 settimane dall'inizio della gestazione al parto che in media avviene 2-3 settimane prima rispetto ai gemelli bicoriali (35 vs 37 settimane)».
 

Anche per quanto riguarda la diagnosi prenatale l'approccio è simile a quello di una gravidanza normale: «Si consiglia di fare il test combinato del primo trimestre, che prevede la combinazione della translucenza nucale a un prelievo di sangue per dosaggio di free Beta HCG e PAPP-A. I test che si basano sull'esame del DNA fetale circolante nel sangue materno presentano limitazioni nei gemelli: in particolare non possono identificare quale dei due feti sia eventualmente affetto da sindromi o malformazioni».

Gravidanza gemellare, i disturbi comuni
Una gravidanza gemellare in genere si caratterizza per alcuni elementi: la nausea all'inizio della gestazione; l'indurimento della pelle sulla pancia già dal secondo mese; bruciori di stomaco dovuti alla pressione che i bambini esercitano; problemi digestivi; fiato corto e affaticamento della circolazione; ritenzione idrica e comparsa di vene varicose.

Le madri si devono preparare a nove mesi un po' complicati: «Se i primi due sono abbastanza tranquilli, il terzo è quello un po' più critico, soprattutto per l'aumento di peso» che talvolta raggiunge livelli maggiori rispetto alla gravidanza singola.

 

Se nell'utero ci sono due feti saranno richiesti maggiori apporti energetici e di nutrienti per la loro crescita e di conseguenza la futura mamma può sentirsi maggiormente affaticata.

 

«Se riescono, le future mamme gemellari possono abbandonare il lavoro all'inizio ottavo mese, soprattutto quanto la gravidanza non presenta complicanze. Tuttavia, frequentemente devono rinunciare al lavoro un po' prima o molto prima, raramente invece è possibile svolgere attività lavorative faticose alla fine dell’ottavo mese beneficiando della flessibilità».
 

Gravidanza gemellare, i rischi
I rischi di una gravidanza gemellare con due feti sono aumentati rispetto a una gravidanza singola, ma in genere sono gestibili. «In linea generale, più aumenta il numero feti, più si riduce l'epoca gestazionale al parto: si parla di un'epoca media al parto di 36-37 settimane per due feti, che scende a meno di 32 settimane per le gravidanze trigemine. Con tre feti, infatti, c'è un rischio molto elevato di prematurità e mortalità per prematurità».

Nel 60% dei casi circa il parto prematuro è spontaneo. «In un terzo dei casi, invece, può essere necessario programmare un parto indotto o un cesareo a seguito di problematiche materne o fetali. Questo avviene soprattutto se le gravidanze sono monocoriali, in cui il parto è quasi sempre cesareo, o nel caso in cui intervengano le relativamente frequenti problematiche ipertensive (preeclampsia) o gestosiche, che implicano il rialzo della pressione sanguigna materna e il ritardo di crescita fetale intrauterino».

 

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| Pixabay


Per quanto riguarda il rischio di patologie anche genetiche (come la Sindrome di Down) o lo sviluppo di malformazioni, «le probabilità sono simili a quelli delle gravidanze singole. «Solo i gemelli monocoriali hanno un rischio aumentato di circa quattro volte di sviluppare malformazioni, ma rimangono comunque eventi rari».

Nella gravidanza gemellare è più alto il rischio di aborto almeno di uno dei due feti: «Se un gemello muore, in una gravidanza bicoriale in genere non si fa nulla se non osservare con attenzione mamma e feto, effettuando un corretto timing del parto ed eventualmente prescrivendo una terapia antibiotica per evitare infezioni. Se, invece, la gravidanza è monocoriale i rischi aumentano e possono essere necessari accertamenti avanzati fino all’anticipazione del parto. In linea teorica, prima avviene l'aborto più possibilità ci sono per l'altro gemello di sopravvivere e non avere problemi a causa del primo».

Gravidanza gemellare, centri specializzati

Per chi segue la gravidanza gemellare l'elemento fondamentale da conoscere è il numero di feti e delle placente. «Non è però una valutazione sempre semplice da fare, ecco perché è bene, una volta saputo che si tratta di una gravidanza gemellare, farsi seguire in un centro specializzato».
 

Si tratta di strutture che hanno la possibilità di assistere gravidanze problematiche: «cliniche universitarie, o centri con specifica competenza ed esperienza in medicina fetale. Di solito dove c'è esperienza per la translucenza nucale c'è anche esperienza per i gemelli».
 

Gravidanza gemellare, il parto
Il parto gemellare è più complicato: «La possibilità di un parto vaginale non è esclusa e solo al termine della gravidanza si può valutare se procedere in tal senso a seconda dei livelli di benessere della madre, della crescita fetale, della posizione dei feti e della placenta. Se questi prerequisiti sono soddisfatti si può tentare, ma spesso si finisce comunque in un taglio cesareo. Nelle gravidanze monocoriali, invece, si tende a fare cesareo elettivo-programmato. Perché ci possono essere complicanze aggiuntive».