La storia di Martina: incinta al nono mese e assunta

incinta
di Niccolò De Rosa

Non è bastato un pancione in bella vista a scoraggiare un imprenditore veneto dall'assumere Martina, valida lavoratrice che a giorni diventerà mamma per la seconda volta: "Perché non aspettarla qualche mese se penso che sia giusto investire su di lei?"

Quando le è stato offerto il contratto, Martina Camuffo, 36 anni, stentava a crederci: una simile opportunità nonostante il pancione. Non può essere vero!

 

Eppure la storia raccontata dal Corriere della Sera non solo è autentica, ma contribuisce ad abbattere l'anormale normalità secondo la quale una donna in carriera che sceglie di avere un bambino sembra perdere qualsiasi valore produttivo, come se la mamma fagocitasse la lavoratrice.

 

Martina invece ha dimostrato più volte di saperci fare nel suo campo e così, quando Samuele Schiavon era in cerca di una responsabile commerciale per l'ampliamento della sua piccola impresa, non ci ha pensato un attimo a contattarla per un colloquio.

Il giorno dell'incontro, Martina era al settimo mese e pensava che la sua situazione avrebbe scoraggiato Samuele ad affidarle l'incarico.

L'imprenditore però non ha visto una donna che avrebbe iniziato a lavorare ben cinque mesi dopo dalla sua assunzione (questo il tempo previsto per la maternità), ma una risorsa da valorizzare  e che avrebbe contribuito a rendere l'azienda ancora più produttiva.

 

 

La storia personale di Schiavon poi ha fatto il resto:

 

«Ho vissuto e capito le difficoltà di mia moglie — dice Schiavon al Corriere — aveva un tempo determinato e quando ha comunicato che aspettava un bambino è stata lasciata a casa. Sul piano lavorativo la maternità è quasi una condanna. Assurdo. E in ogni caso non volevo essere io a tenere comportamenti di questo tipo. Specialmente con Martina. Di fronte al valore della persona non ho avuto dubbi. Perché non aspettarla qualche mese se penso che investire su di lei sia la strada giusta?»

 

Due mesi più tardi, in prossimità del lieto evento, la firma del contratto.

 

Ora Martina può dirsi soddisfatta: una bimba in arrivo e, dopo i primi mesi dedicati interamente alla piccola, una nuova avventura in cui realizzarsi come donna, oltre che come mamma. In bocca al lupo!

 

Da mammenellarete, la storia: maternità e una promozione al rientro al lavoro

Portai avanti la maternità obbligatoria da aprile a ottobre e, al rientro, mi proposero di passare al coordinamento dei progetti. A partire da gennaio 2015, ebbi un cambiamento di contratto facendo sei ore, anziché 4 e, in più, un aumento della quota oraria. A marzo mi venne proposto il full time, ma scelsi di rifiutare e poco dopo scoprii di essere incinta per la seconda volta!È dura mancare da casa tutto il giorno avendo una bambina e immagino sarà anche peggio quando diventeranno due, ma amo il mio lavoro e l'indipendenza che mi offre, quindi il sacrificio vale la pena e mi auguro che le mie piccole capiscano e abbiano rispetto per la mia scelta.
Per leggere tutta la storia di questa mamma lavoratrice >>
08 Febbraio 2017
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