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Parto naturale

Come funziona il parto naturale, 5 cose da sapere

Di Alice Dutto
parto

31 Marzo 2015 | Aggiornato il 18 Maggio 2017
Qual è la prima fase del parto? Come va affrontato il travaglio? E l'ultima parte? Quali sono le criticità per mamma e bambino? Le risposte di Sabina Pastura, ostetrica de La Lunanuova.

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Dalle contrazioni all'espulsione, ecco come avviene il parto naturale e come ci si può preparare per affrontarlo nel modo migliore. Ce ne parla Sabina Pastura, ostetrica de La Lunanuova, lo studio professionale associato di Milano dedicato alle attività di preparazione alla nascita e assistenza in gravidanza.

 

1) Che cosa si intende per parto naturale?


È un parto rispettato nei tempi della donna, dalle posizioni che desidera assumere alle scelte che fa durante il travaglio insieme al suo compagno. L'importante è che lei sia al centro di questo processo.  

 

 

2) Qual è la prima fase del parto e come si può affrontare?


La prima fase è quella cosiddetta “preparante” in cui cominciano a comparire le doglie, che sono caratterizzate dalla contrazione dell'utero e da una dolenzia del basso ventre. Queste doglie si susseguono con una distanza e una intensità piuttosto irregolari e variabili. Questa fase può durare poche ore, come anche 24-48 ore. Noi consigliamo di fare un bagno caldo per lenire il dolore o, se si è già riposato, di fare una camminata all'aria aperta. (Leggi anche: le fasi del parto)

 

3) Cosa succede e come va affrontato il travaglio?


A questo punto, le doglie diventano più regolari, con una scansione di 5 minuti da una all'altra. La loro durata è di circa un minuto e la loro intensità aumenta progressivamente. Il tempo medio di un travaglio attivo per un primo bimbo si aggira attorno alle 10-12 ore. Per quanto riguarda invece un secondo bambino le fasi del travaglio possono essere molto più brevi (rimanendo comunque intense): si parla di un tempo di 2-3 ore al massimo.

 

4) Cosa accade nell'ultima fase del parto?


La doglia si trasforma e diventa un grande desiderio di spingere. Un desiderio che dura circa 2-3 minuti, il tempo della contrazione. Dopo ci può essere anche una pausa di 5-6 minuti tra una spinta e l'altra. Per un primo bambino passano solitamente una o due ore, mentre i tempi sono più veloci nel caso di un secondo o di un terzo bambino: passano anche solo un quarto d'ora, dieci minuti.

 

5) Quali sono le criticità del parto naturale?


Una delle criticità che oggi le donne affrontano di più è quella del dolore del parto. Credo che sia importante che le future mamme arrivino gradualmente a capire l'utilità di un segnale doloroso che il nostro corpo ci dà attraverso un percorso di preparazione alla nascita. Un dolore rispetto a cui, tra l'altro, la donna ha degli strumenti, come la respirazione o il sostegno dell'ostetrica e del compagno che le sono accanto.


Ovviamente, questo non vuol dire che non si possa ricorrere, nel caso di complicanze, a strumenti farmacologici che possono aiutare nella gestione del dolore.