L’episiotomia è una piccola incisione che si pratica nel perineo alla fine del periodo espulsivo e subito prima del parto, che facilita la fuoriuscita del bambino.
Nonostante in Italia sia ancora molto diffusa, (si calcola che venga fatta nel 65% dei parti spontanei, a differenza del 20% circa di episiotomie fatte negli Stati Uniti), almeno nella metà dei casi potrebbe essere evitata, visto che si tratta di una pratica piuttosto fastidiosa per la neomamma.
COME SI FA
Ci sono due tipi di episiotomia:
- la mediana, che va dalla vulva verso l’ano. È meno dolorosa e provoca una minore perdita ematica, poiché incide solo i tendini, però può comportare un maggior rischio di lacerazioni successive.
- La paramediana o mediolaterale, che va dalla vulva verso la natica destra, con un taglio obliquo. Incide anche i muscoli, pertanto crea un’apertura maggiore, ma è anche più invasiva e dolorosa.
Tra le due, la seconda è la più diffusa. In genere subito prima del taglio si fa una piccola anestesia locale, che rende più sopportabile anche il momento successivo, in cui si applicano i punti di sutura. I punti sono quasi sempre riassorbibili.
GLI INCONVENIENTI
- Il dolore dei punti di sutura, che permane per alcuni giorni e talvolta impedisce alla neomamma di stare seduta (e nei primi giorni anche di camminare). Per alleviare il fastidio, può essere utile sedersi sulla ‘ciambella’. Per allattare, meglio invece mettersi sdraiata su un fianco. Se il dolore è piuttosto insopportabile, si può prendere un analgesico a base di paracetamolo, farmaco sicuro anche se la mamma allatta.
- Il rischio che la ferita si infetti nei giorni successivi, obbligando la mamma a tornare in ospedale per le opportune medicazioni (ed in qualche caso per una nuova sutura).
- Dolore durante l’evacuazione. Se nei giorni dopo il parto si ha difficoltà ad andare di corpo, meglio aiutarsi con una supposta di glicerina o un microclisma.
- Una ripresa più lenta e dolorosa dei rapporti sessuali, poiché il tessuto cicatriziale rende meno elastica la vagina.
QUANDO E' EVITABILE E COME SI PUO' EVITARE
In genere si ricorre all’episiotomia:
- In caso di sofferenza fetale, ma solo se fosse realmente necessario accelerare la nascita;
- se si deve ricorrere a un parto operativo con la ventosa o il forcipe, poiché l’episiotomia allarga l’apertura e facilità l’uscita del bebè;
- per evitare lacerazioni se il bambino è molto grosso o la vulva piuttosto piccola.
Anche in presenza di tali condizioni, però il ricorso all’episiotomia si riesce a evitare: a volte basta solo aspettare qualche minuto in più perché la natura svolga perfettamente il suo compito.
Una delle prime condizioni per evitare l’episiotomia è che la donna possa condurre il travaglio nella posizione che preferisce: accovacciata, in piedi, carponi, seduta, sono posizioni che consentono di sfruttare meglio la forza di gravità e che la donna dovrebbe poter cambiare a suo piacimento per assecondare via via i movimenti di discesa del piccolo.
Prima di scegliere l’ospedale dove partorire, quindi, meglio informarsi se il ricorso all’episiotomia avviene quasi di routine e se la donna viene lasciata libera di condurre più attivamente il travaglio.
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