L'intervista

Meno dolore con il parto in acqua

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L'intervista: Meno dolore con il parto in acqua

parto in acqua

L’acqua riduce il dolore

Come puoi alleviare i dolori del parto in modo 'naturale'? Semplice, con l'acqua. Studi internazionali concordano: l’acqua esercita un effetto rilassante sul corpo della donna e aiuta a distrarre la mente dal dolore. “Gli studi ha evidenziato anche una riduzione degli ormoni legati allo stress e un aumento di quelli legati al piacere,” sottolinea inoltre Gigliola Verdicchio, capo ostetrica dell’Ospedale Valdelsa di Poggibonsi (Siena), conosciuto per autonomasia come l’ospedale italiano del ‘parto dolce’. A Poggibonsi si fanno 200-300 parti in acqua, il 10% del totale.

La capo ostetrica, all’Ospedale Valdelsa dal 1984, forte sostenitrice del parto in acqua (“far vivere bene il parto aiuta la donna e il suo rapporto con il bambino,” dice), ha risposto alle domande più frequenti, basandosi sulla sua esperienza e sui risultati degli studi internazionali in materia.

Quali sono i vantaggi dell’acqua per la partoriente?

Diminuisce il dolore; può diminuire la prima fase del travaglio, riducendo i tempi per la dilatazione; diminuisce il rischio di lacerazioni al momento del parto perché l’acqua aiuta la distensione dei tessuti; si riduce l’uso dei farmaci; risultano in calo i parti operativi.

Il parto in acqua è adatto a tutte le donne?

E' adatto a tutte le donne purché la gravidanza e il travaglio siano considerati fisiologici, cioè a basso rischio. Per questo nel nostro ospedale facciamo una selezione, sulla base dei seguenti criteri:
la gravidanza deve essere fisiologica (cioè non a rischio); non deve essere gemellare; deve essere a termine (37-41 settimane); giusta presentazione cefalica del bimbo; i test sierologici (come hiv) devono essere risultati negativi (hiv) per la salvaguardia degli operatori; non ci devono essere infezioni cutanee e febbre; il travaglio deve essere ben avviato.

Come si svolge il parto in acqua?

La donna entra nella vasca, in genere alta 70 centimentri circa, che è colma di acqua calda. E’ libera di muoversi, di stare accovacciata, di alzarsi, di uscire, di rientrare. Insomma, ha piena libertà di movimento, un aspetto considerato fondamentale dai fautori del ‘parto dolce’. La temperatura dell’acqua in travaglio è di 36° C, quando ci si avvicina all’espulsione aumenta a circa 37° C.

Il parto in acqua è più rischioso rispetto a quello normale?

Si temeva un aumento delle infezioni. Un importante studio britannico, che ha messo a confronto 25mila parti in acqua con 25mila parti normali, ha però concluso che non è così. Lo stesso vale per le emorragie e la mortilità del feto. Per quest’ultimo aspetto si raccomanda di tenere la temperatura non oltre i 37° C per periodi di tempo prolungati.

Il futuro papà si sente escluso dal parto in acqua?

No, anzi. I papà sono anche più partecipi e poi se vogliono possono entrare in acqua. Che questo succeda o meno dipende dall’intimità della coppia. A volte è capitato che la donna non volesse nessuno in acqua con lei, la vasca diventava un po’ come una tana.
In generale, comunque il partner è più tranquillo nei parti in acqua perché la donna è più tranquilla e serena. Spesso l’uomo non prova quel senso di impotenza che può sentire invece in un parto dove prevale, alcune volte anche in modo violento, la sofferenza e il dolore della donna.

Libri utili sul parto in acqua:

  • Manuale del parto in acqua, J. Balaskas Y. Gordon, Red edizioni
  • Per una nascita senza violenza, F. Leboyer, Bompiani
  • Preparazione acquatica al parto, Greco Palma, Red Edizioni
autore

Sarah Pozzoli


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Commenti a questo articolo
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  • di lory il 07 novembre 2009, alle ore 19:24

    Io sono al 3° parto, per il 2° sono riuscita a farlo in acqua!Mi auguro proprio di riuscire a fare in acqua anche Bryan!!!L'unica cosa mi spiace e che non mi sarà possibile donare il sangue del cordone ombelicale!!!
    per maria luisa, purtroppo non ti sarà possibile col parto in acqua effettuare l'epidurale,in quanto non sarebbe possibile all'ostetrica ee all'anestesista seguirti all'interno della vasca, il parto in acqua è considerato infatti quello più naturale perchè non è possibile neanche prendere anti-dolorifici!...forse ti conviene addiritura l'epidurale!
    Per Valentina, anche da noi va detto per tempo in quanto la vasca è una sola ma vai a fortuna, perchè la vasca dopo un parto ci vuole un tot di ore per la disinfezione e per prepararla per un altro parto!prova a chiedere quando vai alla visita ostetrica a termine presso l'osp. dove partorirai e segnala il fatto del desiderio di partorire in acqua scrivendolo in un piano parto!Auguroni a tutte e ci sentiamo nel forum Lory


  • di claudia il 21 agosto 2009, alle ore 22:13

    io non faccio proprio figli,la natura faceva poi le cose fatte meglio.


  • di maria luisa il 11 giugno 2009, alle ore 17:24

    sono incinta da 5 settimane,volevo sapere se col parto in acqua si può fare anche l'epidurale?non ho un buon raporto col dolore


  • di Valentina il 09 giugno 2009, alle ore 14:57

    sono alla mia seconda gravidanza alla 36° settimana vorrei fare il parto in acqua ma nell'ospedale dove partorirò va concordato ...quindi si decide la data e il parto viene indotto con la rottura del sacco... a questo punto non so che fare ...qualche commento suggerimento consiglio in merito..?!?!? Grazie infinite!!
    V.


  • di francesca il 20 aprile 2009, alle ore 17:26

    vi ringrazio per aver colmato alcune delle mie curiosità..spero di trovare vicino casa dove poter farlo!


    (5 Commenti)

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