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Taglio cesareo

Parto cesareo programmato: i rischi e i vantaggi

Di Alice Dutto
partocesareo

04 Maggio 2015 | Aggiornato il 18 Maggio 2017
Quali sono i pro e i contro di un taglio cesareo e quali sono le differenze rispetto al parto naturale? Ne parliamo con Enrico Ferrazzi, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell'Ospedale Buzzi di Milano

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Nel 2013 il 36,3% delle nascite in Italia è avvenuto con parto cesareo. È quanto emerge dagli studi dell'Istat: un numero molto alto secondo l'Organizzazione mondiale della sanità e che supera di quasi 10 punti percentuali la media dell'Unione europea (del 26,7% nel 2011).

 

Eppure, in alcuni casi, è necessario eseguire un taglio cesareo per evitare complicazioni per la mamma e il neonato. Enrico Ferrazzi, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell'Ospedale dei Bambini V. Buzzi di Milano, ha risposto a tutti i nostri interrogativi sul tema.

Guarda anche il video sui rischi e i benefici del parto cesareo programmato

 

 

1) Quando è consigliabile fare un parto cesareo?


I casi sono davvero pochi: se il bambino è podalico, e quindi non si è girato; se è una gravidanza gemellare con bambini podalici; se ci sono stati dei pregressi parti cesarei. 
Tutte le altre condizioni devono essere discusse con il proprio ginecologo per prendere delle decisioni comuni in funzione di due variabili principali: il desiderio della donna rispetto a come vuole partorire e la sicurezza che la sala parto può fornire.

 

2) Quali possono essere i vantaggi di questa scelta?


In realtà, non ci sono particolari vantaggi. O meglio, se si tratta di un parto cesareo effettuato nel corso del travaglio, quando ci sono dei rischi per il bambino, ovviamente è necessario farlo. Altrimenti, il cesareo crea solo problemi: il modo migliore di partorire per la mamma e di nascere per il bambino, infatti, è per le vie naturali.


E poi, il problema non è tanto del taglio cesareo in sé, quanto dei tagli successivi al primo, che poi possono creare dei problemi anche importanti.

 

3) Quali sono, invece, gli svantaggi del taglio cesareo per il bambino?


Più che di svantaggi, il bambino non gode degli stessi vantaggi di un bimbo nato in modo naturale. Chi viene al mondo con un parto tradizionale ha un tempo di adattamento più lungo dalla vita dentro l'utero a quella fuori. Qualche ora in più influisce positivamente sul funzionamento del sistema respiratorio, cardiaco e neurologico.


Inoltre, durante il travaglio la mamma sviluppa degli ormoni particolari, che sono gli stessi che sviluppa anche il bambino e questo li rende più vicini. 
Una volta venuti al mondo, mettiamo i piccoli senza vestiti a contatto con la pancia della mamma per alcuni minuti, in modo da creare un legame non solo psicologico, ma anche fisico tra loro. Così, il bambino acquisisce i primi batteri sani dalla mamma e questo lo proteggerà da allergie, dermatiti e malattie dell'infanzia.

 

4) Quali sono le complicazioni che possono insorgere?


Il rischio non riguarda tanto il singolo taglio cesareo, che è una procedura oggi abbastanza semplice, ma le gravidanze successive.


Possono capitare casi, anche se rari, in cui la placenta si inserisce male o determina un danno alle pareti dell'utero. Ci sono situazioni in cui la placenta si sviluppa meno o in cui andando a rifare un altro taglio cesareo ci possono essere delle difficoltà chirurgiche importanti.


La raccomandazione è quella di evitare di partorire nelle piccole sale parto nelle quali se occorre fare un parto cesareo ci vuole molto tempo per intervenire. Questo perché, a volte, il taglio cesareo deve essere fatto in fretta. E se è possibile farlo in fretta, allora vuol dire che è anche possibile seguire un travaglio anche quando c'è un piccolo rischio e aspettare prima di intervenire chirurgicamente, perché si è sicuri che se succede qualcosa in pochi minuti la paziente può essere assistita. 

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