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Parto in casa, più richieste

Maternità: Parto in casa, più richieste

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Aumentano i parti in casa. Lo evidenziano i dati nazionali elaborati da Maurizio Bonati, dell'Istituto Mario Negri di Milano. “I parti in casa rappresentano lo 0,2% del totale, tra i mille e i 1.500 l'anno, con il record negativo della Sicilia (0,04%) e quello positivo dell'Emilia Romagna (0,85%)”.

Gli episodi di depressione post partum sono rarissimi, quattro su mille, e lieve - si legge in un’indagine del Corriere -. Chi sceglie di far nascere il figlio a casa ha tra i 30 e i 40 anni, cultura medio-superiore, in genere è pluripara con una precedente esperienza ospedaliera non troppo felice.

Hanno scelto il parto in casa la ex top model Cindy Crawford, Demi Moore, Meryl Streep e Kelly Preston, moglie di John Travolta

SCELTA CONTROCORRENTE - “La gravidanza non è una malattia. Eppure c'è una forte paura a fare una scelta controcorrente. Non esiste consenso sociale su questo tema, se lo dici ti rispondono: ma sei matta? Mentre è più folle mettersi in auto il 15 agosto”, spiega al Corriere Marta Campiotti, 52 anni e 500 figli (fatti nascere), presidente del Coordinamento nazionale delle ostetriche che eseguono il parto a domicilio, una quarantina nel Centronord, zero al Sud ( www.nascereacasa.it).

QUANDO FARLO - ”Il nostro riferimento storico è il Protocollo di Klostermann. Malgrado sia datato, riassume l'essenziale: se una donna è sana, se il bimbo non è podalico, se non c'è sproporzione tra peso del nascituro e mamma, se il feto è unico, dopo la 37ª e prima della 43ª settimana di gravidanza il parto può svolgersi in modo naturale”.

PAURA DEI RISCHI - Piera Maghella, educatrice perinatale del Mipa, il Movimento internazionale del parto attivo (www.mipaonline.com), cita ricerche che comparano il parto in un buon ospedale con quello programmato in casa: “Il secondo è altrettanto sicuro per la mamma, ma è molto più sicuro per il neonato”. Lei, che ha fatto nascere nel suo letto tre dei quattro figli, destinando all'ultima la vasca da bagno, non ha dubbi su quale sia il deterrente principale: “È l'idea che possa essere pericoloso e il fatto che sia a pagamento”.

PROBLEMA COSTI - In Italia il parto in casa è caro: i costi sono di 2-3mila euro per parto, e includono la reperibilità delle ostetriche tre settimane prima della nascita e tre settimane dopo. “Chi rimane a casa lo fa per una scelta culturale, più che economica – dice Sabina Pastura, cinquant'anni ben portati, fondatrice della Scuola di arte ostetrica di Firenze e pilastro della Lunanuova di Milano ( www.lalunanuova.it), che offre assistenza alle aspiranti puerpere -. Non intende rinunciare all'intimità con il partner e con gli altri figli, a una modalità più fluida e raccolta di questo evento straordinario”.

RIMBORSO SPESE - Le uniche amministrazioni che riconoscono un rimborso spese sono l'Emilia Romagna (850 euro circa), il Piemonte (800 euro, con la possibilità di farsi assistere a casa dalle ostetriche del Sant'Anna), Trento e Bolzano. Ci sono poi iniziative autonome delle singole Asl, come quella di Parma: qui le ostetriche del consultorio lavorano anche a domicilio, e l'assistenza è gratuita. Dal 2001, l'anno di attivazione del progetto, al 2007, hanno scelto questa opzione 118 donne, 98 delle quali sono riuscite a partorire nel loro letto (il calcolo è di Teresa Simonazzi De Lorenzo, laureanda in Ostetricia alla Statale di Milano).

MEDICI CONTRO - Spesso il sostegno manca proprio da parte del ginecologo. “Quando una gravidanza decorre senza problemi non c'è motivo di andare all'ospedale. Purtroppo i primi nemici di questa soluzione sono gli stessi dottori, in Italia c'è una medicalizzazione incredibile: la media dei cesarei è del 38%, con punte del 59% in Campania e del 50% in Sicilia, mentre l'Oms raccomanda il 10-15 per cento”, conclude Giuseppe Battagliarin, ginecologo del Buzzi di Milano (3.600 parti l'anno) e garante di una delle tre Case di maternità in Italia gestite unicamente dalle ostetriche, strutture alternative dove far nascere il proprio figlio in una dimensione familiare (si trovano a Milano, Induno Olona e Bologna).


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  • elena 26 ottobre 2011, alle ore 10:30

    Allora forse comincia anche tu a pensare che la mancanza di sicurezza non c'è solo nelle case ma, come penseresti tu, anche in quei posti dove dovrebbero proprio garantirtela, ...informandoti, per esempio.
    Lo sai che una persona di mia conoscenza, è entrata in ospedale (luogo sicuro) il venerdì santo, con le prime contrazioni, e il lunedi (dico: il lunedi) è nato un bimbo che avevano aspettato troppo a far nascere? com'era questo bimbo ? deficente totale. Risarcita di non so quante centinaia migliaia di euro, per negligenza del personale (in una delle cliniche di maternità pubbliche più prestigiose d'Italia, con tanto di terapia intensiava neonatale), dopo che suo figlio è morto.
    Casi rari, anche questi.....o forse non cosi rari…

  • elena 26 ottobre 2011, alle ore 10:28

    sono sempre Elena, del commento precedente. Luna,più leggo il tuo commento, più mi fai venire i nervi. Parli di "nascondersi" dietro certi specchi. Rifletti, per favore su 2 cose:1) non penso proprio che tutte le mamme che scelgono di partorire in casa pensino cosi tranquillamente di poter morire, loro e/o i loro bambini, e le ostetriche di potersi prendere così tranquillamente delle responsabilità civili(...e PENALI, questo lo sai?);2)forse chi mette la testa sotto la sabbia, sono proprio tante donne che vanno in ospedale non domandandosi nemmeno minimamente cosa verrà fatto a loro e al loro bambino, in nome del fatto che "lì dentro sono tutti competenti". Lo sai a cosa può portare un'episiotomia fatta inutilmente(il personale le fa di routine per "tutelarsi")? lo sai a cosa può la routinaria pulitura del neonato col sondino naso gastrico? Allora forse comincia anche tu a pensare che la mancanza di sicurezza non c'è solo nelle case ma,

  • elena 23 ottobre 2011, alle ore 12:23

    capisco e rispetto totalmente che ha avuto dei problemi, e non mi sento di fare l'avvocato del diavolo, anche perchè per analizzare bene una situazione bisogna esserci, secondo me.Ma parimenti dico a chi parteggia totalmente per i medici che "se dicono che è pericoloso, un motivo ci sarà", di informarsi un po' di più, (vedi OMS, vedi protocolli internazionali, vedi come si comportano gli altri paesi...)e POI di tirare le conclusioni. I medici non sono l'unica faccia di questa realtà. E sono preparati per curare. Se chi di dovere si prendesse un po' + cura della fisiologia, anche loro avrebbero + tempo e testa per curare "veramente" le malattie. Informatevi a 360 gradi, prima di parlare.

  • Giulia 16 giugno 2011, alle ore 19:25

    ciao!Io ho partorito il mio primo bimbo a casa ed è stato bellissimo!Eravamo solo io, l'ostetrica(meravigliosa),mia sorella e il mio compagno!I cani li abbiamo dovuti mettere al piano di sotto dopo che uno si era sdraiato nelle mie acque appena rotte...sennò ci sarebbero stati anche loro! secondo me la cosa fondamntale perchè il parto in casa abbia successo,oltre ovviamente ad una gravidanza normale,è avere il sincero appoggio delle persone vicine. Se tu sei convinta e loro anche secondo me diventa tutto più facile. Io ho avuto 17 ore di travaglio di cui 5 davvero faticose. Ad un certo punto sembrava che le cose si fossero bloccate (finito tutto a detta dell'ostetrica se fossi stata all'ospedale mi avrebbero riempita di ossitocina!)l'ostetrica mi ha fatto sentire i capelli del bimbo e di li a poco, 3 minuti e due spinte è nato Noah 3,750 kg, il primo giorno di primavera. Il nostro piccolo fiore! insomma fatelo solo se siete veramente convinte, la psiche è una brutta bestia!!!

  • Alessia 05 marzo 2011, alle ore 08:55

    Ho partorito in casa la mia prima bimba, 4 kg con rispetto della fisiologia e dei tempi del travaglio. Il parto é stato molto piu sicuro che se non fossi andata in ospedale dove avrei sicuramente ricevuto infusioni di ossitocina e manovre ostetriche. Sono in attesa dell'inizio del mio secondo travaglio e sono felice di ripetere l'esperienza nell'ambiente che sento piu sicuro,con le persone che ho scelto e che sanno quali siano le mie esigenze e quelle del bambino, non lasciando per questo nulla al caso o alla. Superficialitá. Peccato il costo elevato, la donna dovrebbe poter scegliere in base alla sua sensazione di sicurezza e non in base alle sue possibilita economiche.

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