Da non confondere con il diabete di tipo I, il diabete gestazionale è una patologia legata unicamente alla gravidanza, che può essere tenuta sotto controllo efficacemente con la dieta e, solo in un numero esiguo di casi, con il ricorso all’insulina.
“Il diabete gestazionale consiste in un’alterazione del metabolismo del glucosio che viene diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza” spiega Gabriele Rossi, Dirigente medico della Patologia della Gravidanza presso la Clinica Mangiagalli di Milano.
“Non ha quindi nulla a che fare con il diabete che è preesistente alla gravidanza e che nel corso dei nove mesi può complicarsi, dando origine a patologie anche complesse. Colpisce circa il 4-5% delle donne gravide ma, se si seguono tutti gli accorgimenti necessari, consente di portare avanti la gravidanza in tutta serenità e senza rischi né per la mamma né per il nascituro”.
PERCHE' VIENE “Anche se la gravidanza procede in modo fisiologico, durante i nove mesi alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina, una sostanza sintetizzata dal pancreas che ha il compito di regolare la concentrazione di glucosio nel sangue” prosegue il gineoclogo. “Ne è dimostrazione il fatto che, verso la fine della gestazione, a parità di calorie introdotte con il cibo, una donna produce una quantità di insulina 3 volte superiore alla quantità prodotta da una donna della stessa età ma non gravida.
È un processo del tutto naturale, al quale l’organismo in genere fa fronte senza alcun problema.
A volte però succede che in alcune donne con caratteristiche genetiche particolari, il pancreas non riesce a far fronte a questa necessità di produrre più insulina, ed ecco che i valori di glicemia risultano più alti della norma: siamo in presenza del diabete gestazionale”.
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Le risposte ai dubbi più comuni sul diabete gestazionale Quali rischi si corrono se il diabete gestazionale non viene curato? Se il diabete gestazionale non è controllato, il bambino potrebbe crescere più del dovuto e questo può causare problemi al momento della nascita, con il rischio di un parto difficile. Col passare degli anni, inoltre, il figlio tenderà ad avere problemi di obesità e ipertensione. Se si ha il diabete gestazionale, è necessario partorire con il cesareo? No, non è un’indicazione assoluta. Una donna che ha avuto il diabete gestazionale è predisposta a sviluppare diabete? Una donna che in gravidanza ha avuto il diabete gestazionale è predisposta a sviluppare il diabete di tipo II, che colpisce prevalentemente gli adulti. Tuttavia il diabete si può prevenire efficacemente con una moderata ma regolare attività fisica e con una corretta educazione alimentare. E il bambino è predisposto ad avere il diabete? Il bambino nasce da una mamma geneticamente predisposta, perciò potrebbe essere predisposto anche lui ad avere il diabete da adulto. |
COME SI DIAGNOSTICA
Se la donna non ha fattori di rischio
In assenza di fattori di rischio (obesità, età superiore a 35 anni, parente di primo grado con diabete, precedente gravidanza con bambino nato di un peso superiore ai 4 kg, o precedente malformazione fetale, o pregressa morte endouterina) a 24-28 settimane si raccomanda alla gestante di sottoporsi a un test da carico chiamato minicurva glicemica. Leggi anche Gravidanza, tutti gli esami che puoi fare gratis
Alla donna viene chiesto di bere una soluzione con 50 g di glucosio e si determinano i valori di glicemia a distanza di 1 ora. Se il valore è superiore a 140, non vuol dire necessariamente che ci sia diabete gestazionale, tuttavia si consiglia di effettuare la curva da carico con 100 g di glucosio. L’esito viene letto in più tempi: la glicemia basale non deve risultare uguale o superiore a 85, dopo 1 ora non deve superare i 180, dopo 2 ore i 155 e dopo 3 ore non deve andare oltre i 140. Se ci sono almeno due valori uguali o superiori a questi viene fatta diagnosi di diabete gestazionale.
Se la donna presenta fattori di rischio
In presenza di fattori di rischio il procedimento deve essere anticipato: a 16 settimane si fa la minicurva, ma, anche se l’esito è negativo, a 24-28 settimane viene comunque prescritta la curva con 100 g. di glucosio.
N.B.: Non basta il solo valore della glicemia per stabilire se c’è diabete gestazionale o no: la glicemia basale in gravidanza tende ad essere più bassa, perché il glucosio passa attraverso la placenta al bebè. Durante i nove mesi una glicemia superiore a 95 è già considerata alta. L’esame della glicemia piuttosto andrebbe fatto tra gli esami preconcezionali, per sapere se c’è un diabete preesistente.
COME SI CURA Il primo approccio è la dieta, naturalmente ideata appositamente per la condizione di gravidanza. “Non si tratta di un regime alimentare restrittivo” evidenzia Rossi, “ma occorre correggere certe abitudini dietetiche".
In più, si fornisce alla futura mamma uno strumento portatile detto reflettometro, con il quale si misura la glicemia capillare direttamente da casa, basta prelevare una goccia di sangue dal dito 2-3 volte al giorno, secondo uno schema ben preciso. La glicemia così misurata deve essere inferiore a 90 prima dei pasti, inferiore a 120 a due ore di distanza dal pranzo.
Se con la dieta si riesce a mantenere questi livelli si va avanti così, altrimenti è necessario somministrare l’insulina. Il ricorso al farmaco però è necessario solo nel 5-10% dei casi, grazie alla scrupolosità con cui le donne in genere seguono la dieta”.
Quando c’è diabete gestazionale, inoltre, in media ogni 15 giorni viene effettuato un controllo ecografico, per misurare la circonferenza addominale del feto (dove si accumula il tessuto adiposo) e valutare se il bebè sta diventando troppo grosso; in più, si calcola la quantità di liquido amniotico: tale liquido infatti è prodotto dall’urina del bambino, se però il bambino riceve troppo glucosio dalla mamma, deve eliminarlo attraverso le urine e per questo deve aumentarne la produzione.
È questo il motivo per cui in alcuni casi, anche se i valori glicemia si mantengono nella norma, se l’ecografia rileva un eccesso di liquido amniotico si rende necessario ugualmente somministrare insulina.







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