Che cosa sono le emorroidi
Le emorroidi sono dei cuscinetti vascolari fisiologicamente situati nel canale anale. In condizioni normali, non arrecano alcun disturbo, ma in alcune situazioni possono prolassare e causare i ben noti fastidi: sanguinamento, dolore durante e dopo l’evacuazione, senso di pesantezza nella zona anale, talvolta prurito.
Perché sono frequenti in gravidanza
Spesso – anche se non sempre – sono una conseguenza della stitichezza, che come abbiamo visto, può accentuarsi in gravidanza. La stitichezza in particolare provoca due danni: da una parte, comporta un maggiore sforzo durante l’evacuazione, che favorisce la fuoriuscita delle emorroidi; dall’altra, le feci ristagnanti nel retto provocano uno schiacciamento che spinge verso il basso le emorroidi.
Anche il fattore ormonale contribuisce a peggiorare la situazione: l’aumento di progesterone ed estrogeni provoca una maggiore vasodilatazione, che favorisce la congestione sanguigna, anche nei vasi presenti nello sfintere anale.
Infine, la crescita del pancione ostacola il ritorno venoso, favorendo il prolassamento delle emorroidi. Anche per le emorroidi c’è una predisposizione individuale, per cui chi ne soffriva già prima o ha i genitori con lo stesso problema, potrà veder comparire o peggiorare con più facilità questo disturbo.
Come combattere le emorroidi
Combattere innanzitutto la stitichezza. Seguire tutte le regole per contrastare la stitichezza è spesso sufficiente per tenere a bada il problema.
Se si prova dolore durante l’evacuazione, prima di andare di corpo si possono fare dei semicupi: si immerge cioè la zona in acqua tiepido-calda, in modo da rilassare lo sfintere anale e consentire la risalita del cuscinetto emorroidario prolassato.
In caso di sanguinamento, invece, dopo l’evacuazione è consigliabile lavarsi con acqua fredda, dirigendo, se possibile, il getto dell’acqua direttamente sull’ano.
È buona regola anche evitare di restare a lungo in piedi o seduta, perché si aumenta il ristagno venoso che accentua il senso di pesantezza a livello anale.
Per alleviare i sintomi – dolore, prurito, senso di peso – si possono applicare una-due volte al giorno delle pomate specifiche, che attenuano l’infiammazione ed alleviano il dolore locale, grazie alla presenza di blandi anestetici.
Se i fastidi non passano, si possono assumere farmaci per bocca a base di bioflavonoidi, che migliorano il tono venoso e aiutano a far rientrare i cuscinetti prolassati.
Pur trattandosi di prodotti da banco, durante i nove mesi prima di acquistare pomate o pillole è sempre opportuno consultare il medico, che potrà valutare l’effettiva necessità del ricorso a farmaci e consigliare il medicinale più adatto in questo periodo!







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