Arrossamento della cute, prurito, piccole vescicole ed ecco che sorge il dubbio che si tratti di un’allergia. Ma sarà sempre vero? E come alleviare i fastidi al piccolo? Ecco una mini-guida per genitori messa a punto con la consulenza di Andrea Diociaiuti, dirigente medico di primo livello dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.
Allergia o atopia? “È troppo semplicistico definire allergia ogni manifestazione cutanea” premette il dott. Andrea Diociaiuti. “L’allergia è una reazione della pelle a contatto con una determinata sostanza esterna (allergene), ma è la causa meno frequente delle eruzioni cutanee in età pediatrica. Più spesso si può parlare di atopia o di dermatite atopica, ossia di una iper-reattività della pelle a vari stimoli esterni. I sintomi sono pressoché gli stessi che si riscontrano nelle allergie, ma è diversa la causa.
È importante fare subito chiarezza su questo punto, perché generalmente per il genitore l’obiettivo principale è quello di scoprire il ‘colpevole’, la causa esterna, individuata la quale tutto si risolve. E invece non è sempre così semplice, perché nella maggioranza dei casi si tratta di una predisposizione costituzionale del bambino, che risulta sensibile non ad una determinata sostanza, ma a molti stimoli presenti nell’ambiente che lo circonda.
Facciamo un esempio: se in estate il bambino va al mare e suda, potrebbe comparirgli una dermatite nelle pieghe cutanee, la stessa che potrebbe comparire in inverno se indossa una maglia di lana. È allergico all’acqua di mare o alla lana? No, è la sua pelle che è iper-reattiva di fronte a certi stimoli. Può capitare anche con il freddo, che diminuisce le difese della pelle, o con la polvere, ma senza che ci sia un’allergia specifica”.
E se fosse un’allergia alimentare? Spesso il primo indiziato ad essere posto sul banco degli imputati è l’ allergia alimentare (Error: Unsupported link type, check link.tpl), cioè si sospetta che sia un determinato alimento a scatenare l’eruzione cutanea. Il più delle volte però gli alimenti non c’entrano. Se il bambino è ancora allattato esclusivamente al seno, si punta il dito addirittura contro il latte materno, nella convinzione che quel che mangia la mamma passi nel latte e scateni le allergie. Ecco che allora come primo approccio si mette a dieta il bambino (o la mamma che allatta) e si eliminano dalla sua dieta determinati cibi, senza avere elementi concreti per farlo. “Certo, ci sono i casi in cui le eruzioni cutanee dipendono da un’allergia alimentare, ma se così fosse il bambino dovrebbe innanzitutto avere altri sintomi a carico del primo organo che è a diretto contatto con l’allergene, cioè l’intestino, e quindi avere disturbi come diarrea, stitichezza, scarso accrescimento dovuto al malassorbimento” specifica il dott. Diociaiuti. “Se invece ci troviamo di fronte a un bambino florido, che mangia tranquillamente senza avere disturbi particolari, è inutile pensare che un eczema dipenda da un alimento assunto. Inoltre non è mai stato dimostrato che il consumo di certi alimenti da parte della mamma causi reazioni allergiche al bebè attraverso l’allattamento al seno!”
Come si accorge il genitore che il bambino ha una dermatite atopica? “La dermatite atopica si manifesta con l’eczema” risponde il dermatologo, “che è un’infiammazione della pelle che può avere varie fasi: una prima fase eritematosa, ossia di arrossamento, nella quale compare il rossore; successivamente si formano piccole vescicole (fase umida essudante); in seguito le vescicole si trasformano in croste, soprattutto se il bambino si gratta; infine si assiste alla fase di intensa secchezza (xerosi) e desquamazione della pelle. Il tutto dura circa 2-3 settimane, anche se spesso si hanno varie gittate, una che subentra all’altra, e quindi la manifestazione cutanea si protrae per più tempo”.
Un altro sintomo tipico è il prurito: anche se il bambino è molto piccolo e non riesce ancora a grattarsi, la mamma se ne può accorgere poiché vede che il piccolo tende a sfregare le braccia, le gambe, la testa. Infine, l’eczema ha una distribuzione ben definita:
- nel lattante interessa il viso tranne la zona intorno alla bocca;
- successivamente (verso il primo anno di età) si localizza soprattutto sulle pieghe delle braccia e delle gambe, talvolta il tronco;
- dal secondo anno in poi compare prevalentemente intorno alla bocca e sulle palpebre.





















gent.mo dottore 2 giorni fa mio figlio di 5 anni dopo essersi poggiato (almeno credo) su un cuscino di lana pelosa ha avuto una reazione alla guancia destra lo subito sciaquato con acqua fresca e ho messo lictena al momento sembrava alleviarsi ma a tutt'oggi sono passati 2 giorni e ancora ha rossore solo e sempre da un lato e' raffredatissimo e anco l'occhio sembra gonfio e caccia muco ,ho dato tinset e basta cosa posso fare ?cosa potrebbe essere? mi sembra anche un po' gonfia la ghiandoletta sotto mascella al lato interessato mi risponda per favore grazie
la maggioranza dei dott. ritiene che l'alimentazione non influisce sull'acutizzazione della dermatite atopica..sarà ma da quando a mia figlia di due anni (seguita da un'ottimo dermatologo da un anno) assume una volta a settimana circa determinati alimenti, non ha più bisogno di creme al cortisone, giornalmente gli stendo sulle gambe una crema agli omega 3 per nutrire la pelle a tendenza secca, uso per lavarla saponi delicatissimi, e due tre volte l'anno assune per due mesi goccie di omega 3. Stà bene e cresce bene. Gli alimenti incriminati vanno assunti saltuariamente perchè l'organismo vi si deve abituare, altrimenti se completamente tolti questi bambini da adulti, rischierebbero lo shock anafilattico.
buongiorno.anch'io ho esperienza di d.a., il pediatra mi ha consigliato dei capi di abbigliamento in fibroina di seta (una cosa un po' particolare) da utilizzare come intimo al posto del cotone. mi trovo molto bene perchè il mio piccolino suda molto meno e si gratta molto meno, la pelle è migliorata. chiaramente all'occorrenza, se serve, in occasione ricadute, su indicazione medica associo anche le classiche creme cortisoniche, ma devo dire che quel tessuto in particolare mi ha stupita molto.
Le eruzioni discusse si presume che trattate debbano terminare dopo un po'. La mia bimba (11 mesi) finchè è stata allattata al seno non ha avuto problemi, ma da quando si è introdotto l'altro latte e poi di seguito le pappine, ha nelle guance piccolissimi ma estesi foruncoli che sono stati trattati diversamente nel tempo (su indicazione pediatra ) anche con cortisone. Durante tali applicazioni v'è stata una diminuizione ma mai una scomparsa ed ora sembranno ancora di più... Curiamo ciò con cui viene a contatto ... le idratiamo il viso anche con creme .... non usiamo salviette umidificate...
Non visibili come nel viso, ho notato alcuni puntini nelle bracce e nelle gambe, come se fossero sottopelle ...
Abbiamo pensato al lattosio ... anche l'olio d'oliva in quanto quello che le stiamo dando - pur se a modiche quantità - è puro ...
cosa fare? noi abitiamo a Modena : esiste un centro dermatologico pediatrico vicino ? Grazie Elisa
nell'articolo il dott. diociaiuti parla di pomate ad azione antinfiammatoria ma senza cortisone.
avrei interesse a conoscerne i nomi avendo la bambina di 2 anni con dermatite atopica , sulle guance e su una gamba. quando l'hanno visitata all'osp.bambin gesù mi hanno consigliato rubrosin ,ma é rosso e la bambina quando si vede si spaventa e piange, phisiogel e advantan a scalare.ora solo con phisiogel ha prurito con tutte le conseguenze che ciò comporta.
mi date un consiglio per favore?
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