Fa sempre tutto... con fantasia!
Il mio bimbo ha due anni e un faccino così dolce. Invece è una peste!
Si chiama Tommaso e nello spazio bambini del mobilificio non si getta da seduto nella vasca di palline colorate, come gli altri bambini, ma con la testa in avanti e mentre si tuffa travolge almeno altri tre piccini. Questo diavoletto di due anni ha un aspetto dolcissimo, è sempre molto affettuoso, ma cerca i pericoli con il lumino.
Mai una pausa!
Dobbiamo sempre restare all'erta!
Andare in gelateria con Tommaso per i suoi genitori significa: uno butta giù in fretta il caffè e dà rapidamente il cambio all’altro, che sta già correndo dietro a Tommaso. “Dobbiamo stare sempre sul chi va là”, dice Claudia. I bambini come suo figlio sono di solito più soggetti al rischio di incidenti, amano stare a contatto con la gente e non hanno paura di niente. In piscina si gettano nella vasca e al parco giochi giù dal castello. Inoltre portano sempre a termine quello che si sono messi in testa di fare.
Claudia e suo marito non vogliono sempre frenare e sgridare Tommaso, le parole che usano più spesso con lui sono “No” e “Non così!”.
I contatti sociali si sgretolano
“Una volta in cui avevamo fatto visita a una famiglia di amici”, ricorda Claudia, “mio figlio non ha trovato di meglio da fare che arrampicarsi sulla fioriera del loro curatissimo giardino. Il nostro amico non l’ha trovato affatto divertente e ha tirato giù personalmente Tommaso. Cosa che mio figlio naturalmente non ha gradito”.
Parte di questa gioia di sperimentare è genetica.
Il problema: gli estranei spesso colgono solo i lati snervanti, non quelli affascinanti, di queste piccole pesti. La conseguenza è che i genitori non riescono più a coltivare certe amicizie e non possono più frequentare determinati ristoranti. E naturalmente come madre o padre ci si chiede sempre: perché? Perché proprio a noi?
Almeno in parte può sollevare il fatto che molta di questa voglia di fare e sperimentare ha un’origine genetica. Questo temperamento innato quindi, viene spesso ereditato da uno dei genitori (o da entrambi). Suona invece un po’ meno consolante sapere che l’osservazione "il tuo bambino è un selvaggio" in un secondo momento può sfociare nella diagnosi di Sindrome da Deficit di Attenzione-Iperattività (ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Ciò avviene ad esempio se si manifestano problemi di attenzione o difficoltà a distinguere gli stimoli importanti da quelli superflui. Poiché le sfumature sono molte e labili, la diagnosi precisa è possibile solo a partire dai tre/quattro anni.



























ADOTTERO' ANCH'IO QUESTA STRATEGIA SPERANDO CHE FUNZUìIONI SONO NELLE STESSE CONDIZIONI...AIUTOOOO
Cara Maria,
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Ti aspettiamo
sono distrutta non mi sento per niente realizzata come donna,sono una mamma di 2 bambine di 7 e 4 anni sono dire pesti e dire poco non ascoltano, litigano tra di loro, mi rispondono male, non so che altro fare
(3 Commenti)