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Agevolazioni 2010

Bonus bebè e family card

07 maggio 2010 Inoltra Stampa
Agevolazioni 2010: Bonus bebè e family card
 © © George Chamberlain - Fotolia.com

Una felicità immensa, ma anche un salasso. La nascita di un figlio infatti comporta tantissime spese che gravano sul bilancio familiare. A volte però lo stato, i comuni o gli enti pubblici offrono degli aiuti economici alle famiglie.Nostrofiglio.it offre un panorama delle iniziative relative al 2010.

Contributi alle famiglie numerose e assegni maternità

Il contributo 2010 del governo a favore delle famiglie numerose, pari a massimo 129,79 euro mensili è riservato alle famiglie composte da cittadini residenti in Italia, con almeno tre figli minori a carico e con un reddito e un patrimonio complessivi familiari non superiore a 23.362,70 euro. Il contributo viene erogato dal comune di residenza ma viene anche pagato dall’Inps. La domanda per chiedere il contributo a favore delle famiglie numerose va presentata entro il 31 dicembre 2010.

Nel caso di assegni di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento l’indicatore Isee può avere un valore massimo di 311,27 euro. Nel caso di nuclei familiari composti da tre persone, il limite di reddito è di 32.448,22 euro.

L’assegno non potrà essere richiesto dalla madre che già percepisce l’indennità dell’Inps o alla retribuzione per il periodo di maternità. Va ricordato che il contributo potrà essere richiesto anche dalle cittadine italiane o comunitarie residenti nel nostro Paese o extracomunitarie con carta di soggiorno.

La domanda deve essere presentata al proprio comune di residenza entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.

Assegni Inps a sostegno delle famiglie

L’Istituto per la previdenza sociale eroga un assegno per il nucleo familiare, cioè una prestazione a sostegno delle famiglie con redditi inferiori a determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge. Il reddito del nucleo familiare deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (pensione, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia ecc).

L’assegno spetta a tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative e ai pensionati. Spetta anche ai lavoratori parasubordinati, iscritti alla Gestione separata, che non sono assicurati anche con forme pensionistiche obbligatorie e non sono pensionati e pertanto pagano dal 1 gennaio 2009 l’aliquota contributiva del 25,72% (in tale aliquota è compresa la quota dello 0,72% che serve a finanziare il fondo per gli assegni per il nucleo familiare, per la maternità, e l'indennità di malattia).

Sono esclusi i lavoratori autonomi dell’agricoltura e i pensionati ex lavoratori autonomi, ai quali invece spetta il vecchio "assegno familiare".

In particolare spetta ai seguenti componenti del nucleo familiare:
- il richiedente
- il coniuge non separato legalmente
- i figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, affidati a norma di legge) di età inferiore ai 18 anni
- i figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a un lavoro
- i nipoti, di età inferiore ai 18 anni, a carico di un ascendente diretto (nonno o nonna) che siano in stato di bisogno e siano mantenuti da uno dei nonni.

Possono far parte del nucleo familiare anche i fratelli, le sorelle e i nipoti collaterali del richiedente (figli di fratelli e sorelle, minori di età o maggiorenni inabili, a condizione che non abbiano diritto alla pensione ai superstiti e che siano orfani di entrambi i genitori).

Per i nuclei familiari con almeno quattro figli (rientrano in tale tipologia i nuclei con figli di età inferiore ai 26 anni indipendentemente dal carico fiscale, dalla convivenza, dallo stato civile e dall’attività lavorativa) sono considerati per la determinazione dell’assegno, al pari dei figli minori, anche i figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti.

La domanda di assegno per il nucleo familiare deve essere presentata al proprio datore di lavoro dai lavoratori dipendenti o direttamente agli uffici Inps in tutti gli altri casi (pensionato, disoccupato, lavoratori domestici, ecc.). Le domande possono anche essere inviate per posta o presentate tramite i Patronati che, per legge, offrono assistenza gratuita. I moduli sono disponibili presso gli uffici Inps e sul sito dell’Istituto www.inps.it, nella sezione "moduli". Ogni domanda, per essere presa in esame, deve contenere la documentazione indispensabile e le informazioni indicate nel modulo (come previsto dall’articolo 1, comma 783 della legge 296/06).

Il pagamento dell’assegno può essere anticipato in busta paga dal datore di lavoro (che viene poi rimborsato dall’Inps con il conguaglio dei contributi) oppure direttamente al lavoratore con bonifico bancario o postale (in questo caso si devono indicare anche i dati dell’ufficio pagatore presso cui si intende riscuotere la prestazione e il codice IBAN), oppure allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale. Il pagamento degli arretrati spettanti si prescrive nel termine di cinque anni.

Un prestito da 5mila euro ai neo genitori

Il governo ha creato il “Fondo Nuovi Nati” rivolto a chi è diventato o diventerà genitore nel triennio 2009-2011, che può richiedere un prestito a tasso agevolato (scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche) di un massimo di 5.000 euro presso le banche che hanno aderito all'iniziativa. Il prestito è restituibile in cinque anni.

I genitori di bambini affetti da malattie rare, nati o adottati nel 2009, possono usufruire di un’ulteriore agevolazione nel tasso d’interesse: oltre alla garanzia del Fondo è previsto, infatti, un contributo in conto interessi grazie a un ulteriore finanziamento pari a 10 milioni di euro.

Alla domanda bisogna allegare un certificato rilasciato da una struttura sanitaria pubblica che attesti la malattia.

“È una misura universalistica che ha come beneficiari tutti coloro a cui nasce un figlio, a prescindere dalla loro situazione di stato civile” dichiara a Nostrofiglio.it Carlo Giovanardi, Sottosegretario di Stato con delega alla famiglia. “L’obiettivo è quello di sostenere la genitorialità nei casi in cui le condizioni economiche del richiedente rendessero impossibile la concessione del prestito senza la garanzia dello Stato.

Il prestito, infatti, viene garantito dal Dipartimento delle politiche familiari, a seconda dei casi, dal 50% al 75% dell’importo erogato. Da questo punto di vista l’iniziativa è utile anche per combattere il vergognoso fenomeno dell’usura, nel quale le famiglie incappano quando non hanno credibili alternative”.

“Da una misura anticrisi del Governo ci saremmo aspettati di più” commenta però l’associazione Altroconsumo. “La prova è la scarsa adesione delle banche al progetto: finora, infatti, sono soltanto nove, tutte strutture locali e poco diffuse a livello nazionale”.

Sulla stessa linea anche Federconsumatori. L'associazione rimpiange il bonus bebè che forniva, con un contributo una tantum di 1000 euro, un aiuto alle famiglie. Il “Fondo nuovi nati”, invece, secondo l’associazione, non può essere considerato una misura finalizzata al sostegno delle famiglie e della natalità, ma un finanziamento a tutti gli effetti anche se il tasso offerto risulta essere agevolato.

Federconsumatori ha fatto sapere che si adopererà per mettere in atto delle iniziative finalizzate a permettere il ripristino del bonus bebè da 1000 euro sia su scala nazionale, sia a livello di enti locali.

Info: www.fondonuovinati.it oppure numero verde 803.164.

La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione, compilando il modulo presso le banche. Per i bambini nati o adottati nel corso del 2009, per esempio, i prestiti vanno richiesti entro il 30 giugno 2010.

Buoni vacanze per andare al mare o in montagna

Le famiglie numerose o a basso reddito possono usufruire dei cosiddetti “buoni vacanze”, titoli di pagamento che coprono una parte della spesa in località convenzionate al mare, in montagna, al lago o alle terme. L’iniziativa, attivata da un decreto del ministero del turismo, permetterà di poter trascorrere le vacanze a un costo ridotto per tutto l’anno a esclusione dei periodi di alta stagione.

I bonus, infatti, da richiedere al proprio comune di residenza, hanno validità 12 mesi e possono essere utilizzati in qualsiasi periodo a eccezione dei periodi di alta stagione, cioè luglio e agosto e dal 20 dicembre al 6 gennaio.

I buoni, oltre ai servizi di prima necessità come il vitto e l’alloggio, offrono anche una serie di altri servizi come ristoranti, centri sportivi, servizi di trasporto e noleggio, e servizi di carattere culturale come musei, servizio di guida, centri culturali e centri di produzione e vendita di prodotti tipici.

L’importo varia in base al reddito complessivo della famiglia e al numero dei componenti. Ad esempio, una famiglia di 4 persone con reddito inferiore ai 25.000 euro, può richiedere un libretto di buoni (del valore singolo di 20 o 5 euro) per un valore totale fino a 1230 euro, pagandoli 676,50 (55%).

Il via alle prenotazioni dei buoni è stato dato il 20 gennaio scorso.

Info: www.buonivacanze.it.

Bonus sociale per pagare la bolletta della luce

Le famiglie più disagiate hanno diritto al bonus sociale sull’elettricità. Il requisito è un indice Isee inferiore o uguale a 7.500 euro (per esempio, un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito, in affitto e senza ulteriori disponibilità patrimoniali, rientra nella soglia Isee di 7500 se ha un reddito annuo lordo fino a circa 23.400 euro) oppure non superiore a 20.000 euro se con più di 3 figli a carico.

Al bonus hanno diritto anche le famiglie con un componente del nucleo familiare in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di macchinari salvavita (in questo caso senza limitazioni di residenza o potenza impegnata).

Il valore del bonus è differenziato a seconda del nucleo familiare: 56 euro all’anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 72 euro all’anno per 3-4 persone, 124 euro all’anno per più di 4 persone. Il bonus sarà corrisposto direttamente come sconto sull’importo della bolletta, dividendo l’importo annuale per il numero delle bollette.

La richiesta del bonus deve essere portata al comune di residenza e va presentata insieme all’attestazione del valore Isee, agli estremi della fornitura elettrica (reperibili sulla bolletta) e all’indicazione del numero dei componenti del nucleo familiare.

La domanda darà diritto al riconoscimento del bonus per un anno.

Dal 1° febbraio si può chiedere la sospensione del mutuo

Le famiglie in difficoltà quest'anno possono, in base a un accordo firmato tra consumatori e Abi, chiedere dal 1 febbraio la sospensione delle rate per almeno 12 mesi. La misura vale per i mutui fino a 150.000 euro per clienti con un reddito da 40.000 euro. Basta chiedere informazioni alla propria banca.

Aiuti erogati dagli enti locali (aggiornamento in progress)

ABRUZZO

CALABRIA

EMILIA ROMAGNA

FRIULI VENEZIA GIULIA

LIGURIA

LOMBARDIA

LAZIO

MARCHE

PIEMONTE

PUGLIA

SICILIA

TOSCANA

TRENTINO ALTO ADIGE

UMBRIA

VALLE D'AOSTA

VENETO

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Commenti a questo articolo
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  • di Giampiero Rosa il 27 luglio 2010, alle ore 12:24

    Salve, ho tre figliminori, una di 6 anni, uno di 4 ed uno arrivato un mese fa. Sono residente a Monreale (prv. Palermo). Vorrei avere le idee più chiare riguardo le eventuali agevolazioni e/o bonus di cui ho diritto. RingraziandoVi anticipatamente per la risposta.
    Giampiero


  • di jessica il 21 luglio 2010, alle ore 09:10

    salve,volevo sapere se a me e mio marito, sposati da un anno, e con 2 lavori dipendenti uno full time l'altro part time con la nascita di nostro figlio ci spetta qualcosa dallo stato.grazie


  • di graziella il 07 luglio 2010, alle ore 19:23

    vorrei sapere questo buono di...Il contributo 2010 del governo a favore delle famiglie numerose, pari a massimo 129,79 euro mensili è riservato alle famiglie composte da cittadini residenti in Italia, con almeno tre figli minori a carico e con un reddito e un patrimonio complessivi familiari non superiore a 23.362,70 euro. Il contributo viene erogato dal comune di residenza ma viene anche pagato dall’Inps. La domanda per chiedere il contributo a favore delle famiglie numerose va presentata entro il 31 dicembre 2010.io poi non lo posso fare ho già 2 figli minorenni e un altro in arrivo x la fine di dicembre primi di gennaio...


  • di sonia il 06 luglio 2010, alle ore 18:35

    buona sera, io abito a favria prov. di torino, mi e' nato il quarto figlio e' vero che esiste il bonus una tantum di 500 euro; tra l'altro avevo letto all'inizio di aprile sulla cronaca di torino un articolo relativo proprio a questo. Ho anche contattato il comune di torino il quale mi ha confermato questa cosa ma dovevo contattare il comune di appartenenza il quale mi ha detto che non ne sapevano nulla . E' possibile .Grazie mille


  • di corciu cristina il 04 luglio 2010, alle ore 21:31

    volevo sapere se i dipendenti statali con 7 figli hanno il dirito a qualcosa ,ho una amica che ha 7 figli minoreni e guadania 1500 al mese ,il marito non lavora come puo essere aiutata.ha chiesto aiuto ma li si dice che ha un reditto come fa a fare mangiare i 7 figlioli piu il affito


(43 Commenti)

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