Non ci sono dubbi: il latte umano rappresenta l’alimento ideale esclusivo nei primi sei mesi di vita del bambino. E’ un latte dalla formula unica e irripetibile, che nessuna industria alimentare è mai riuscita a imitare, e questo perché la conoscenza di questo preziosissimo alimento non è ancora completa ed è impossibile realizzare artificialmente un latte assolutamente identico.
Pur tuttavia, se per vari motivi la neomamma non è riuscita o non ha potuto (o voluto) allattare al seno il suo bebè, non deve credere che suo figlio non sarà alimentato adeguatamente: esistono attualmente tipi di latte artificiale che hanno caratteristiche abbastanza simili al latte materno, non solo per quanto riguarda la quantità delle sostanze nutrizionali di base (proteine, grassi, carboidrati, minerali, vitamine) ma anche per la qualità dei nutrienti in esso contenuti.
Ci sono però alcune regole che la mamma deve rispettare se decide di allattare suo figlio al biberon.
Che cosa deve garantire un latte ideale. “Un buon latte deve non solo consentire la miglior crescita somatica del bambino, ma deve anche favorire lo sviluppo delle sue capacità intellettive, aumentare la resistenza agli agenti infettivi, prevenire alcuni disturbi (come allergie, problemi diarroici, stipsi) per i quali certi nutrienti possono costituire un fattore scatenante” premette il prof. Giovanni Serra, primario di neonatologia e patologia neonatale presso l’Ospedale Gaslini di Genova.
Quale tipo di latte scegliere. “Nei primi sei mesi di vita, a prescindere da qualunque tipo di predisposizione a certe patologie (come le allergie), il latte artificiale da dare al bambino è la formula adattata, identificata con il numero 1, la cui composizione cerca di essere la più simile possibile a quella del latte umano” prosegue il prof. Serra. “Il latte artificiale infatti deriva da quello vaccino e, per essere dato all’uomo, deve essere adeguatamente modificato, ossia adattato”. Dal 6° mese di vita in poi, invece, si passa invece al latte di proseguimento, che è identificato dal numero 2.
Le formule speciali. Oltre alla formula adattata, ci sono altri tipi di formule, come la HA o latte idrolizzato, in cui le proteine sono state ‘sminuzzate’ per essere digerite ed assorbite più facilmente dall’organismo del bambino e proprio per questo sono indicate per i neonati con elevata predisposizione atopica. In più, ci sono formule speciali indicate in presenza di problemi specifici, ad esempio per i prematuri, per i bimbi che soffrono di problemi digestivi, coliche, stipsi, reflusso gastro-esofageo, diarrea acuta (a differenza del latte materno, che è l’alimento sempre perfetto per ogni tipo di problema!).
Quando utilizzare questi altri tipi di latte? “Io consiglio sempre ai neogenitori di non dare mai latti speciali all’inizio dell’alimentazione” suggerisce il neonatologo: “il loro impiego infatti deve essere introdotto solo dopo aver identificato il tipo di patologia, e questo compito spetta al pediatra, che indicherà, caso per caso, quale tipo di latte adoperare e il periodo di utilizzo.”

















Salve, posso dare al mio bimbo di 1mese latte di riso bio?Grazis
Speriamo davvero che la nuova normativa sulla tracciabilità dei prodotti consenta al consumatere di effettuare una scelta più consapevole in materia di latte che è vero che è un alimento importantissimo per noi tutti e soprattutto per i nostri figli...
(2 Commenti)