Bimbo della settimana

Dormire

Fai la nanna

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Dormire: Fai la nanna

Ogni bambino ha i suoi tempi

A volte succede: ci sono bimbi che subito dopo la nascita di notte dormono. La maggior parte dei bambini invece ci riesce verso la fine del primo anno di vita. Tutto nella norma. Dormire è uno stadio evolutivo. I genitori possono incoraggiare il bimbo a dormire, ma lui non si lascerà obbligare.

Sul tema nanna, leggi i pareri di diversi esperti italiani E' ora della nanna, come addormentare il bambino

Dormire sei ore di seguito

Un neonato dorme in media 16,5 ore al giorno, a tre mesi ne dorme 15, a 9 mesi 14. Se un bambino dorme tanto durante il giorno, il riposo notturno sarà più breve. Di dormire senza sosta si parla quando il bebé dorme almeno sei ore di fila (non otto o dieci come sperano i genitori!!!).

Non trascurate i segni di stanchezza

All’inizio i bimbi sono così tanto sopraffatti da questo mondo che si addormentano dappertutto: sul seno della mamma, in braccio al papà. È piacevole, e va bene finché i genitori vogliono concedere al proprio figlio questa vicinanza. Ma è naturale: prima o poi è l’ora del lettino! Se il bambino sbadiglia o si stropiccia gli occhi, a letto ci va sveglio. È importante non lasciar passare inosservato il momento di stanchezza. Se ce lo mettete per la prima volta, probabilmente protesterà perché non vorrà starci. Allora bisogna avere pazienza, aspettare subito la prossima occasione di sonno.

I bambini di notte non vogliono rimanere da soli

Che dormano nella propria camera e non nel grande cerchio attorno al fuoco dell’accampamento, è un'innovazione relativamente moderna. A livello mondiale per il riposo notturno la regola è che il bambino dorme nella stessa camera dei genitori, nel lettino immediatamente vicino ai grandi, o con i genitori nel lettone. Quanto vicino la famiglia voglia avere il bambino, è una decisione personale. Molti genitori nei primi mesi preferiscono avere il lettino o la culla nella loro stanza per essere sicuri di poterlo sentire.

Un rituale fisso ogni sera

Ci sono un migliaio di motivi per rimandare l’ora di andare a letto. L’ora prima di andare a dormire trascorre in modo più rilassato se tutti i partecipanti hanno ben chiaro il procedimento: dopo cena andiamo in bagno, lì si mette il pannolino per la notte e ci si lava i denti. Sul divano ci si fanno le coccole e si legge la storiella, e a letto ci sono ancora una o due ninne-nanne.

I miei genitori ci sono

Se un bambino la notte piange, ha bisogno di aiuto, sempre e subito. Soprattutto nei primi sei mesi deve sapere: Non sono da solo, i miei genitori si prendono cura di me. Ciò non significa che mamma e papà accorrano a ogni tossicchiare nel lettuccio; non si deve reagire subito neanche al brontolio della sera, quando il bimbo non vuole andare a letto.

(Articolo tratto da Eltern)

Libri sul sonno dei bambini

 

Luigi Ferini Strambi “Un sonno perfetto” Ed. Sperling/Kupfer (“in questo libro solo una parte è dedicata al bambino, ma andrebbe ricordato che spesso dietro al problema di sonno del bambino, c'è un problema di sonno dell'adulto,” sottolinea l'autore)

 

Carlos Gonzáles “Bésame Mucho (Come crescere i vostri figli con amore)", Coleman Editore

 

Grazia Honegger Fresco “Facciamo la nanna”, Ed. Il leone verde

 

Sara Letardi “Il mio bambino non mi dorme”, Ed. Bonomi

 

Keudel e Kunze “Il sonno del tuo bambino”, Ed. Tecniche Nuove

 

Martina Rinaldi, 101 modi per addormentare il tuo bambino, Newton Compton Editori

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Commenti a questo articolo
> Scrivi un commento
  • di Tiziana il 25 novembre 2011, alle ore 11:07

    noi con lei in stanza non riuscivamo a dormire, ci svegliavamo ad ogni respiro un po' più forte, a 4 giorni e andata in camera sua nel lettino!


  • di GIULIA il 10 dicembre 2010, alle ore 01:30

    Io credo che un bambino deve avere il suo spazio per dormire.I genitori che lavorano devono avere un sonno tranquilo,senza pensare che accanto a lui ce il figlio,e non puo girarsi per non disturbarlo.Se mandiamo il bambino a dormire nell suo letino
    non significa che lo abandoniamo!!!Anche se siamo diventati genitori habiamo diritto ai nostri momenti. SALUTE!!!


  • di Elisa il 23 giugno 2010, alle ore 14:51

    Buttate il libro di Estivill! Via! Bruciatelo!
    Leggetelo se proprio ve lo regalano (a me è successo e la copertina carina mi ha ingannata a prima vista).
    Quello che dice Rossana è vero: questo metodo cresce esseri umani sfiduciati nel mondo e nei prossimi (e gli inglesi sono spesso così).

    La nanna è il momento che segue le coccole, una canzone, la lettura di una storia.

    Non servono metodi scientifici. Tanta attenzione ai ritmi del vostro piccolino e qualche routine che li mette in condizione di rilassarsi e di addormentarsi serenamente (per i primi mesi basta l'allattamento al seno!).
    Elisa


  • di stani il 09 febbraio 2010, alle ore 11:51

    Secondo me è sbagliato sia il "metodo inglese " che l'altro. La virtù è nel mezzo, come dicevano i Latini e credo che una creatura di pochi mesi, debba rendersi conto che la sua vita sarà scandita dalle responsabilità, e questo si può fare con tanta presenza e rassicurazione da parte dei genitori sin dai primi mesi di vita, (naturalmente proporzionato all'età).Vi sembrerò drastico, ma non è così. Io con mio figlio ho un rapporto bellissimo, ma lui sa che sono suo padre e quello che dico io è per lui regola. Fate capire in tutti i modi che volete bene alla vostra creatura e siate decisi,dando voi per primi il buon esempio, sarà tutto più facile fino al giorno in cui lascerà la casa natale; se la lascerà!!!


  • di rossana il 04 novembre 2009, alle ore 19:15

    Vivo da otto anni in Inghilterra dove le routine per i neonati sono rigidissime (Tracy Hogg) e dove il metodo piu' diffuso per farli addormentare e' quello di farli piangere (Gina Ford) . Lo chiamano 'controlled crying'. La mamma lascia il neonato in culla e si fa viva per 'controllarlo' ogni 5 o 10 minuti senza mai prenderlo in braccia....ma consolandolo soltanto sussurandogli qualche parolina. Mi sono finalmente spiegata il perche' gli inglesi abbiano quasi tutti un rapporto freddissimo e distaccato con i propri genitori assieme a tantissimi problemi di insicurezza personale e depressione. Io ho da sempre praticato il co-sleeping con la mia prima figlia (2 anni e mezzo)e adesso con la seconda (2 mesi): dormiamo tutti nella stessa stanza con letto, lettino e culla tutti vicini. Lo raccomando a tutti. L'allattamento diventa piu' facile e i bimbi confortati la notte dalla presenza di mamma e papa' dormono meglio. Crescono una vera meraviglia e (a me pare) molto sereni.


(8 Commenti)

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