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Temperature bollenti

Sos caldo, consigli per i bambini

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Temperature bollenti: Sos caldo, consigli per i bambini

Bambini e caldo, quali sono le precauzioni indispensabili da adottare? I consigli di Antonino Reale, Responsabile del Pronto Soccorso ed Emergenza dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Attenti al rischio disidratazione! Più sono piccoli, più i bambini sono esposti al rischio disidratazione. Questo perché sudano di più, non riescono a disperdere efficacemente il calore e come se non bastasse non riescono a comunicare alla mamma che hanno sete. Ecco perché è importante offrirgli da bere spesso, specie quando ci si trova nei luoghi più caldi dove si suda di più.

Il rischio riguarda in modo particolare i bambini affetti da patologie croniche, come i cardiopatici o coloro che hanno problematiche renali, che possono assumere farmaci, come i diuretici, che aumentano la perdita di liquidi.

Ok ad un’alimentazione ricca di liquidi. In estate bisogna dare la preferenza ad un’alimentazione ricca di frutta e verdura, che contengono un’alta percentuale di liquidi e di sali minerali che si perdono con la sudorazione. Limitare invece i grassi, che servono all’organismo per produrre calore di cui adesso proprio non abbiamo bisogno!

Portare con sé una bottiglietta d’acqua o il biberon, per far bere il bambino ogni volta che ha sete. Se è ancora allattato al seno, è bene offrirgli il latte più spesso, senza aspettare il solito lasso di tempo fra una poppata e l’altra.

Stai al fresco nelle ore più calde! Nelle ore centrali della giornata il bambino deve essere tenuto a casa o comunque in un luogo fresco. Se lo portiamo in spiaggia, alle 11 si va via e si può tornare dopo le 17; in ogni caso, i bimbi al di sotto dei 6 mesi di vita non devono essere esposti al sole diretto. Leggi anche Bambini, il meglio del sole

Ricorda che non è sufficiente tenerlo sotto l’ombrellone: innanzitutto una parte dei raggi UV passa anche attraverso le trame del tessuto, e poi i bambini sono abitudinari, hanno l’orario del pranzo, quello del sonnellino pomeridiano, della merenda, che vanno rispettati, anche in vacanza.

Aria condizionata sì, ma con moderazione. Per rinfrescare gli ambienti, il condizionatore è un’ottima soluzione, anche nella cameretta del bebè, ma evitiamo di abbassare in modo esagerato la temperatura, per evitare sbalzi troppo bruschi tra dentro e fuori, diminuiamo la ventilazione e dirigiamo le alette in modo che il vento non gli arrivi addosso in modo diretto. Una buona alternativa è costituita dal ventilatore, che smuove l’aria e aiuta la traspirazione cutanea.

Ok a un bagnetto rinfrescante. Se fa molto caldo, si può fare un bagnetto al bebè anche un paio di volte al giorno. L’importante è usare solo piccole quantità di detergente, per non irritare la pelle. Ottimi i prodotti a base di amido di riso o avena, che hanno un effetto rinfrescante e lenitivo.

E il bagno al mare? È piacevole e ritemprante, per evitare inconvenienti però va fatto lontano dagli orari della digestione. Se dopo una poppata di latte materno basta anche solo un’ora, dopo una colazione leggera, ad esempio con latte e biscotti, oppure dopo un piatto di pasta al pomodoro occorreranno circa 2 ore; se poi si fa un pasto completo, con proteine (ad esempio carne) e grassi, bisognerà aspettare almeno 3 ore.

Altro criterio da seguire è la temperatura dell’acqua: se è fredda è indispensabile attendere la fine della digestione, se invece si tratta di bagnarsi nella piscinetta gonfiabile, dove l’acqua si riscalda in fretta, si potranno accorciare un po’ i tempi. Nell’attesa, il bebè potrà rinfrescarsi bagnando nell’acqua le manine e i piedini.

I viaggi in auto. Se viaggi con un bebè a bordo, scegli le ore più fresche della giornata e proteggi il bambino dal sole con gli appositi parasole. Ok al condizionatore, ma ancora una volta non esagerare con le temperature troppo fredde. E soprattutto non lasciarlo nell’auto ferma al sole!

Se sospetti il colpo di calore. Se, nonostante tutti gli accorgimenti dei genitori, il bambino manifesta sintomi come nausea, vomito, debolezza muscolare, mal di testa, abbassamento di pressione, febbre, anche elevata, può darsi che abbia preso un colpo di calore.

Che fare? Anche se i sintomi sono lievi, è sempre utile una valutazione del medico, che, in base al grado di disidratazione deciderà il da farsi. In casi più seri potrebbero manifestarsi anche sintomi di tipo neurologico, come deliri: in tal caso, il ricorso al pronto soccorso è d’obbligo. Leggi anche Piccoli disturbi in vacanza

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autore

Angela Bisceglia


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