Figli di papà?
"Pa-pa-pa-pa-pa-pa" – così farfuglia distratta mia figlia Jessi, un anno, negli ultimi tempi spesso e volentieri mentre la cambio. Evidentemente si diverte a chiamare il papà per nome. Solo una cosa però: quella che è davanti a lui sono io, sua mamma, anche se non esisto più da un mese. L’uomo di casa adesso è la star: non è che Jessi mi rifiuti, ma preferisce Heiko su tutta la linea. La sera lo accoglie con un grido di gioia, ride di più quando lui gioca con lei, mangia senza fiatare le sue patatine fritte, e quando deve dare la buona notte, lei a lui dà più bacini. E io sono aria: ci sono ma sono ignorata. "Cavolo, questi non sono ancora figli di papà, vista l’età! O sì, invece?
Nel secondo anno di vita i papà diventano molto attraenti per i figli. Dipende dal loro modo di giocare e dal fatto che il tempo che trascorrono con loro di solito è poco e sembra per questo più prezioso.
Cosa dice l’esperto?
"Di solito nel caso di bambini piccoli il rapporto mamma-figlio è più intimo e importante di quello papà-figlio", sostiene lo psicologo dello sviluppo Heinz Kindler, di Monaco di Baviera. "Spesso però si ha l'impressione che il papà sia il preferito. Nel secondo anno di vita i papà diventano molto attraenti per i figli. Dipende dal loro modo di giocare e dal fatto che il tempo che trascorrono con loro di solito è poco e sembra per questo più prezioso. Se però hanno bisogno di protezione o di tranquillità, rientra in campo la mamma."
Uno studio degli anni Ottanta conferma che oltre due terzi di un gruppo di bambini piccoli vogliono giocare più col papà che con la mamma. Ma quando più tardi c’è stato bisogno di essere consolati, volevano la mamma. Chi preferisce il bimbo nella maggior parte dei casi dipende dalla situazione. Che ci siano anche dei convinti figli di papà, ne è convinta la psicologa dello sviluppo Inge Seiffge-Krenke, di Magonza. "Penso che la dotazione genetica, il filo teso tra i due, giochi anche quello un ruolo importante", afferma. "Non è mai stato studiato perché un bambino piccolo abbia un legame più stretto con il papà."
Ma che cos’ha lui che io non ho?
Torniamo a me: Sono stata sempre contenta che Heiko e Jessi si capiscano bene. "Stasera vado al cinema" – annunciarlo così serenamente non è da tutte le mamme. È solo da quando Jessi non dice più "Mamma" che sono insicura. E poi quell’affermazione così stupida alla festa dei bambini un paio di settimane fa: Jessi era molto restia ad andare nella bolgia di bambini, e tornava sempre indietro per andare in braccio a Heiko. Lui la rassicurava ogni volta: "Fidati!" All’improvviso ho sentito una signora piuttosto anziana dire: "Che robe, lì è il papà che fa la mamma!" Addirittura pure gli altri componenti del gruppo di Heiko hanno trovato piuttosto strano che abbia portato sua figlia alle prove e che l’abbia messa a suonare la batteria. E mi dà fastidio anche quello che mi ha detto mia mamma: "Cosa sbagli tu, che la piccola è così pazza di suo padre?" Forse qualcosa lui lo fa particolarmente bene.
Ancora l’esperta: "I papà giocano con più emozione" dice Inge Seiffke-Krenke, di Magonza. "Lanciano il bimbo in aria, si azzuffano e fanno confusione fino a sfinirsi. Ne sono entusiasti soprattutto i bambini che amano il movimento." Gli uomini, così dicono gli esperti, stimolerebbero i figli più potentemente dal punto di vista visivo e acustico. Dicono cavolate, fanno le boccacce – è bellissimo. "In più gli uomini credono di più nei loro figli", secondo la Seiffge-Krenke. "Ad esempio lasciano che azionino da soli il trenino elettrico o spiegano loro come funziona un motore. Così facendo aprono loro un nuovo ed emozionante mondo. Più il bimbo è curioso, più gli piacerà. Che la mamma vada a lavorare, secondo la Seiffge-Krenke non ha nessun influsso sul maggiore attaccamento del bimbo.


















E' quello che mi succede e mi tormenta da circa 2 anni cioè da quando Lorenzo ha capito che aspettavo la sorellina...pero' che dispiacere...io do il massimo ma giocare o fare la lotta col papà sembrano aver la meglio sulla mamma premurosa ma spesso stanca...
haha, mi ricordo che ero cosi io :)
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