Salute

Aborti spontanei ripetuti

Inoltra Stampa
Salute: Aborti spontanei ripetuti

L'aborto nel primo trimestre ha una frequenza del 10% nelle donne fino a 30 anni, del 15%, oltre i 30 e oltre il 20% dopo i 40. Nella maggior parte dei casi, questo andamento statistico è lo specchio della progressiva difficoltà che ha l'ovulo della donna fecondato dallo spermatozoo di disgiungersi in 23 parti identiche con 23 cromosomi ognuna.

Le cellule umane hanno 46 cromosomi, 23 ereditati dalla mamma e 23 dal papà. Gli spermatozoi hanno solo 23 cromosomi, mentre l'ovulo ne ha 46: alla fecondazione, possiamo immaginare che l'ovulo si “apra” come una cerniera lampo con 23 “dentini” per parte.

Ma se l'apertura non è completa e l'incastro non è perfetto, risultano dei cromosomi in eccesso: la natura, perciò, interrompe la gravidanza con un aborto spontaneo che, di fatto, serve a impedire alla mamma e all'embrione non sano di impegnarsi nel lungo percorso di una gestazione. L'unica anomalia del numero degli cromosomi che permette di avere figli che sopravvivono è la trisomia 21 o Sindrome di Down.

LE CAUSE DEGLI ABORTI SPONTANEI

Le anomalie cromosomiche spontanee sono causa dell'80% di aborti. Non comportano alcuni rischio per la salute della donna né per gravidanze future che, statisticamente, dopo un certo numero di tentativi potranno decorrere felicemente.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi di aborto ricorrente non è possibile sapere se l'embrione fosse cromosomicamente normale oppure no, perché l'evento può essere avvenuto in casa o in un'altra situazione in cui non è recuperabile il tessuto abortivo e perché comunque l'esame è complesso, costoso e non tutti gli ospedali sono in grado di eseguirlo.

E' perciò compito del medico prescrivere gli esami e gli accertamenti necessari per indagare le eventuali varie cause che possono rendere più probabile il rischio di aborto. Si tratta di:

  • Anomalie cromosomiche della donna o del partner - Si accertano con un esame chiamato mappa cromosomica, effettuato mediante prelievo di sangue. Il rischio di predisposizione a un'anomalia è intorno al 3 per mille;
  • Malformazioni dell'utero - La cavità uterina della donna si forma alla fine del primo trimestre della vita fetale con l'appaiamento di due corpi a forma di corna. In una donna su 300 la fusione è incompleta (utero bicorne) oppure l'utero è sbilanciato o, ancora, presenta un setto che lo divide in due: in questi casi c'è un maggiore rischio abortivo. La diagnosi si fa con una isteroscopia, cioè l'introduzione di un sottilissimo strumento ottico, senza alcun fastidio, attraverso la vagina per osservare la cavità uterina. L'esame può essere completato da una biopsia, cioè il prelievo di una quantità di tessuto delle pareti uterine grande come un chicco di riso per escludere la presenza di un'infezione capace di disturbare l'impianto e la prosecuzione della gravidanza nelle prime fasi. La necessità di un eventuale intervento chirurgico (metroplastica, a volte possibile anche attraverso un'isteroscopia) per correggere la situazione può essere stabilita solo caso per caso.
  • Disturbi del sistema immunitario - La donna con un sistema immunitario eccessivamente aggressivo è a rischio di aborto perché esso, durante la gravidanza, può “attaccare” l'embrione che possiede anche antigeni che derivano dalla componente paterna, rendendo più difficile il meccanismo di impianto e prosecuzione della gravidanza. Per sapere se c'è una predisposizione autoimmune basta un prelievo di sangue che rivela, per esempio, se la donna ha anticorpi antitiroidei o contro una struttura lipidica detta cardiolipina (indicatore di aumento del rischio di aborto, trombosi arteriose e venose). Individuato il problema specifico, la terapia è farmacologica.
  • Infezioni del tratto genitale femminile o maschile - Se la coppia ha disturbi durante i rapporti sessuali oppure dopo pochi giorni la donna viene afflitta da una cistite o da perdite bianche o maleodoranti o, ancora, l'uomo dopo i rapporti ha irritazioni o bruciore che scompaiono nei giorni successivi, vale la pena di controllare mediante tamponi specifici se sono affetti da un'infezione da clamidia, micoplasma o uroplasma. Anche un esame del liquido seminale o del liquido prostatico, o un'ecografia prostatica possono mostrare un'infezione nell'uomo. In questi casi, è necessaria una terapia antibiotica per evitare che i batteri possano interferire con l'avvio della gravidanza.

(Consulenza scientifica: Augusto Enrico Semprini ginecologo e immunologo riproduttivo)

autore

Mariateresa Truncellito


Aggiungi l'articolo all'elenco dei preferiti in

  • Delicious
  • Oknotizie
  • Segnalo
  • Digg
  • Reddit
  • Google
  • Technorati
  • Yahoo
  • Stuble upon
  • Diggita
  • facebook
 
Commenti a questo articolo
> Scrivi un commento
  • di elisabetta sommovigo il 26 agosto 2010, alle ore 08:54

    Ho 43 anni, a 37 prima gravidanza con aborto interno, ad agosto di quest'anno altra gravidanza con solito esito. Certo centro a cui rivolegermi per la mia situazione. Grazie


  • di roby il 02 luglio 2010, alle ore 22:56

    ho 28 anni in 4 mesi 3 abborti stiamo indagando x la causa,ma nel frattempo mi sto prendendo aspirinetta, deltacortene prefolic gia da 2 mesi e mezzo sto aspettando i risultati del cariotipo,ho una paura incredibile se si dovesse ripetere di nuovo almeno un figlio lo desidero............. rispondetemio


  • di laufi il 21 giugno 2010, alle ore 07:19

    salve, ho 37 anni, ho perso due gravidanze la 1° il 13 dicembre 2009 19 settimane+2 e la seconda il 18 giugno 2010 a 18settimane, rottura e perdita del liquido amniotico in entrambe, prima gravidanza dopo amnio la seconda no amnio, sapreste dirmi che controlli devo effettuare e le possibili cause, in entrambi i casi ho avuto minacce per la prima alla settima settimana e la seconda alla 5 entrambe rientrate, grazie


  • di quondamatteodebora il 13 febbraio 2010, alle ore 13:03

    Ho 41 anni in tre anni ho fatto 3 aborti e dopo il secondo penso di aver fatto tutti gli esami:test trombofila, dosaggio ormonale,settouterino e mappa cromosomica ora dopo il terzo il mio gin. mi ha proposto di fare una mappa cromosomica anche al feto.
    Le gravidanze si sono interrotte tra la 6° e 8° settimana.
    Vorrei sapere se ci sono ulteriori esami da fare, magari piu' approfonditi o è solo un problema di età


  • di tecla il 09 febbraio 2010, alle ore 16:13

    ho 39 anni ed un bimbo di 3 anni. prima di mio figlio ho avuto un aborto spontaneo alla 12 settimana. dopo 2 anni e mezzo dalla nascita di mio figlio ho avuto un altro aborto con le stesse caratteristiche. oggi ho quasi sicuramente un altro aborto. il beta è salito in una settimana da 4500 a 5800, all'ecografia non c'è ancora battito e camera gestazionale piccola senza embrione (sono alla 6° sett). ho fatto trombofiilia, esami autoimmuni, citogenetico nell'ultimo feto, e fibrinogeno, ma tutto è negativo. adesso devo aspettare qualche giorno per ripetere beta ed ecografia ma so già che non ho speranza. cosa posso fare?


(7 Commenti)

Scrivi il commento

Nome
E-mail

Commento (max 1.000 caratteri)

Carica la foto (facoltativo)


* Inserisci un indirizzo e-mail valido. L'indirizzo non sarà visualizzato sul sito. Per evitare usi impropri, ti sarà inviata una e-mail con un link per la pubblicazione del commento.






Community