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Alimentazione e salute

Le feci del neonato: tutto quello che DEVI sapere

Di Valentina Murelli
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25 Gennaio 2017
Di fronte alle prime pupù di un neonato, spesso mamma e papà sono disorientati: non sanno bene cosa aspettarsi, cosa è normale, cosa invece potrebbe essere segnale di qualche problema. In realtà le cose fondamentali da sapere non sono poi molte: vediamole.

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Quando arriva un bebè, tutto è nuovo per mamma e papà. Anche la sua pupù è un mondo sconosciuto, e spesso i genitori si spaventano per qualche particolare che sembra anomalo, ma è invece del tutto normale. Vediamo allora che caratteristiche hanno le feci del neonato, come cambiano nel tempo e quando è il caso di preoccuparsi.

 

Il meconio, la prima cacca
Per i primi 2/3 giorni di vita, il neonato emette delle feci particolari, che prendono il nome di meconio. Sono di colore verde-nerastro e di consistenza un po' appiccicosa, tanto che a volte è difficile rimuoverle dal sederino.

 

"Il meconio è costituito da quello che c'era nell'intestino del feto durante la gravidanza, e cioè principalmente muco e liquido amniotico" spiega Adima Lamborghini, pediatra di famiglia a Silvi (Teramo) e membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "È molto importante che cominci a essere emesso nelle prime 24 ore di vita del bambino. Un'emissione tardiva, infatti, può essere il segnale di qualcosa che non va, per esempio la presenza di un ostacolo al transito nell'intestino, oppure un'anomalia metabolica che rallenta la peristalsi intestinale".

 

Se dopo un giorno di vita il meconio non è ancora uscito è il caso di fare qualche controllo specifico: magari è un semplice ritardo o magari c'è qualcosa da indagare meglio.

Le feci di transizione
Dopo i primissimi giorni, il meconio viene sostituito dalle feci tipiche del bambino che sta cominciando ad alimentarsi normalmente. Come spiegato in un opuscolo del National Childbirth Trust, organizzazione no profit inglese che si occupa di gravidanza e salute dei bambini, il passaggio è graduale e segnato dalle cosiddette "feci di transizione", che appaiono più verdastre e meno appiccicose.

 

Una "crema" giallo ocra: quando il bimbo è allattato al seno
L'alimentazione del bebè - se con latte materno o con latte artificiale - condiziona in modo molto marcato l'aspetto della sua pupù. "Una variazione - spiega Lamborghini - che dipende dalle diverse caratteristiche della flora batterica intestinale del bambino. Che a sua volta è legata appunto al tipo di alimentazione".

 

Se il neonato prende il latte di mamma, le sue feci hanno un colore giallo vivo - ocra o becco d'oca - e una consistenza cremosa o tendente al liquido. L'odore non è cattivo e tendenzialmente acidulo. A volte possono essere presenti dei granuli biancastri: "Non è niente di preoccupante" rassicura la pediatra. "Sono semplicemente granelli di caseina, una proteina del latte che, se presente in eccesso, può venire eliminata con le feci".

 

Questo aspetto caratteristico rimane costante per tutto il periodo dell'allattamento esclusivo al seno: "Al massimo - precisa Lamborghini - con il passare delle settimane le feci possono diventare un pochino più compatte, e verso il terzo/quarto mese può esserci un rallentamento nel ritmo dell'evacuazione: invece che fare la cacca più volte al giorno, magari il bambino comincia a farla una o due volte al giorno o anche una volta ogni 2/3 giorni".

 

Quanta ne fa!
A volte, i neogenitori si stupiscono di quante feci possa produrre un bambino: un neonato allattato, al seno, infatti, può scaricarsi anche dopo ogni pasto, ed è normale che sia così. "Insieme all'abbondanza di pipì, è proprio uno dei segni che si sta alimentando correttamente" sottolinea Lamborghini. Più raramente può farla meno spesso, anche una sola volta al giorno, ma in questo caso ne fa davvero tantissima!

 

È normale che il mio bambino non faccia la pupù ogni giorno?
Sì, ma solo dopo qualche settimana di vita. Nelle prime settimane tendenzialmente questo non accade, come spiega un opuscolo del National Childbirth Trust inglese. Se nelle prime settimane un neonato non evacua tutti i giorni, potrebbe essere un segnale che non si sta alimentando in modo adeguato, e che ha bisogno di mangiare di più. "Questo può succedere soprattutto con i bimbi allattati al seno, se c'è qualche problema con l'allattamento. In questo caso vale la pena sentire un consulente di allattamento, per verificare come stanno andando le cose e - se c'è bisogno - correggere eventuali errori" consiglia la pediatra di famiglia Adima Lamborghini.

Dopo qualche settimana, invece, può accadere che la frequenza delle evacuazioni si riduca di molto, fino ad arrivare a una volta al giorno o una volta ogni due/tre giorni. "Se il bambino comunque sta bene e le feci sono morbide e di un bel colorito giallo non ci sono problemi, va bene così" spiega l'opuscolo.

Se invece si cominciano a superare i tre/quattro giorni o anche più e il bimbo appare irrequieto, a disagio, con malessere, può darsi che stia effettivamente facendo fatica a espellere le sue feci, magari perché non c'è ancora un adeguato coordinamento tra la spinta e il rilascio dello sfintere anale. "Allora può essere il caso di intervenire" sottolinea Lamborghini. "Basta una leggera stimolazione tattile della zona intorno all'ano, per esempio con un sondino".

 

La pupù del bimbo che prende il latte in formula
Se l'alimentazione del neonato prevede latte artificiale, le sue feci saranno diverse: più pastose e compatte, con un colorito che raramente è giallo ocra, ma quasi sempre o giallo chiaro o tendente al marroncino. Anche la frequenza delle evacuazioni sarà diversa: più rara.

 

Con lo svezzamento cambia tutto
Quando, oltre al latte, il bambino comincia ad assumere altri cibi la sua flora batterica intestinale cambia drasticamente, e cambiano di conseguenza anche le feci, che poco a poco diventano sempre più simili a quelle dell'adulto: più dure, più scure - di colore marrone - più maleodoranti. "Il cambiamento è più evidente per i bambini che fino a quel momento avevano preso solo latte materno, perché quelli alimentati con latte artificiale erano già andati incontromodifiche della flora batterica" afferma Lamborghini.

 

Un'altra caratteristica tipica delle feci dei bambini che hanno cominciato a mangiare altri cibi oltre al latte è la presenza di residui alimentari, in genere vegetali, per esempio piselli o pezzettini di carota. "Niente paura, è tutto normale" rassicura la pediatra. "Si tratta di alimenti ricchi di fibre che noi non riusciamo a digerire, e che di solito vengono degradati da alcuni batteri presenti nell'intestino. Nei bambini la loro presenza dà luogo a un transito molto veloce, per cui finiscono nelle feci così come sono, ma non rappresentano in alcun modo un problema".

 

I residui alimentari sono presenti anche nelle feci degli adulti, solo che in genere non le studiamo con la stessa attenzione che dedichiamo a quelle dei piccoli e quindi non ce ne accorgiamo!

 

Infine, nel bambino svezzato può capitare che le feci assumano temporaneamente delle colorazioni particolari: verde, arancione, rosso. "Anche in questo caso, se la consistenza è più o meno normale e il fenomeno è passeggero non c'è da preoccuparsi: dipende tutto da quello che si è mangiato" precisa la pediatra, che ricorda una sua piccola paziente portata di corsa in ambulatorio perché aveva fatto la cacca di un brillante colore rosa ciclamino. "Si è scoperto subito che la bimba aveva mangiato una buona quantità di una zuppa di rape rosse, che di fatto le aveva colorato le feci".

 

Il cambio del pannolino
Ovviamente, il pannolino va cambiato il prima possibile dopo ogni pupù - e anche dopo ogni pipì - per ridurre il rischio di dermatiti da pannolino. "Dopo la cacca, basta lavare bene il sederino con acqua e un sapone oleoso, possibilmente non troppo schiumoso, e asciugare tamponando delicatamente" consiglia Adima Lamborghini. Per quanto riguarda le salviettine, meglio riservarle all'uso fuori casa, quando acqua, sapone e asciugamano non sono disponibili.

 

"Anomalie" fisiologiche e campanelli d'allarme
Variazioni piccole o temporanee del colore, della consistenza e della frequenza delle evacuazioni in genere non devono allarmare: un po' di variabilità fa parte della fisiologia. Ci sono però situazioni nelle quali è meglio tenere sott'occhio la situazione, per vedere come evolve e, nel caso, sentire il proprio medico di fiducia. Vediamo di quali situazioni si tratta.

 

Feci di colore verde

"Se il lattante è molto piccolo e le feci sono scarse e di colorito verdognolo, questi potrebbero essere segni di scarsa alimentazione, quindi una situazione da tenere sotto controllo, ma non immediatamente allarmante" afferma Lamborghini.

 

Diverso invece se le feci sono un verde deciso, color foglie tritate: "Se non è un fenomeno occasionale - legato all'ingestione di qualche particolare alimento in bimbi più grandi - potrebbe dipendere da alterazioni intestinali di varia natura, dall'infezione (gastroenterite) all'intolleranza alimentare.

 

"Le intolleranze sono rare nei bambini allattati al seno, e riguardano invece soprattutto quelli alimentati con formula. Il piccolo può essere intollerante a qualche componente del latte artificiale e in particolare a proteine del latte vaccino".

 

Feci biancastre 

"Ecco, nel neonato e nel lattante queste devono preoccupare, perché possono essere il segnale di un'ostruzione delle vie biliari" avverte Lamborghini. Che spiega: "Le feci tendono a essere gialle per via dei sali biliari che contengono. Se sono bianche, vuol dire che i sali biliari non ci sono, cioè che per qualche motivo non riescono a essere eliminati". Tuttavia, è raro che si tratti di una condizione che insorge all'improvviso, come può accadere negli adulti: nei neonati e lattanti è tipicamente una situazione congenita, presente fin dalla nascita.

 

Feci nere

Le feci di colore nerastro sono tipiche dei bambini che, per qualche ragione, assumono un'integrazione di ferro, un minerale che appunto conferisce alla cacca questo colore. In questo caso, non c'è niente di cui preoccuparsi.

 

Se invece il colore è decisamente nero è la consistenza è molto molle o simile a quella di fondi di caffè è necessario un controllo dal pediatra: questi infatti potrebbero essere segnali di un sanguinamento a livello dello stomaco, sul quale bisogna di sicuro indagare più a fondo.

 

Feci con striature di sangue 

Piccole striature di sangue nelle feci in genere non devono far preoccupare: nella grande maggioranza dei casi sono infatti dovute a escoriazioni della mucosa anale dovute all’espulsione di feci più dure del solito. "Il punto che sanguina si vede anche a occhio nudo" afferma la pediatra. Se il fenomeno si ripete e non sono visibili ‘taglietti’ attorno all’ano potrebbe trattarsi di una colite allergica, per esempio alle proteine del latte vaccino (in particolare per i bambini alimentati con latte artificiale).

 

Feci con muco 

La presenza occasionale di muco non è un problema: in genere il muco viene prodotto e riassorbito a livello del colon, ma può capitare che ne scappi un po'. "Se per esempio per un paio di giorni c'è un rallentamento del transito intestinale, le feci possono risultare un po' mucose, ma non è niente" afferma Lamborghini. Se invece questa caratteristica è costante, è il caso di indagare meglio perché potrebbe esserci un'infiammazione del colon.

 

Cambiamenti nella consistenza delle feci e nella frequenza di evacuazione
Se le feci diventano molto liquide e le scariche sono più frequenti della norma siamo in presenza di una diarrea, che può dipendere da vari fattori: in genere è un sintomo di gastroenterite ma, più raramente, può dipendere da intolleranze alimentari o da malattie metaboliche o da malassorbimento.

 

Altre fonti per questo articolo: Opuscolo del National Childbirth Trust inglese; Materiale di approfondimento dal sito BabyCentre.