Svezzamento del bambino, le linee guida del ministero della salute

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di Patrizia Vaccaroni

Dal sesto mese di vita compiuto del bambino si può iniziare lo svezzamento, cioè l’integrazione di cibi solidi e semisolidi all’alimentazione con solo latte. Rispetto a prima l'ordine di introduzione degli alimenti non riveste più l'importanza che un tempo gli veniva attribuita prima

Dal sesto mese di vita compiuto si può iniziare lo svezzamento, cioè l’integrazione di cibi solidi e semisolidi (biscotti, frutta, pappe, minestrine) all’alimentazione con solo latte (materno o formula adatta per il primo semestre). E' quanto raccomanda il ministero della Salute nella guida per le famiglie "Bambine e bambini del mondo".

Leggi anche le ultime teorie condivise dalla comunità scientifica internazionale nella Guida allo svezzamento di nostrofiglio.it

 

 

A sei mesi il bambino è ormai sicuramente pronto da ogni punto di vista (psicologico, motorio, digestivo) ad altro tipo di nutrimento diverso dal latte materno e potrà accettare il cucchiaino e gestire la deglutizione di cibi densi, dice il ministero.

Questo non vuol dire però smettere con il latte materno: l’allattamento è il modo per dare al bambino, allo stesso tempo, nutrimento e sicurezza, insomma un riferimento affettivo rilevante per l’acquisizione dell’autonomia.

Se la madre lo desidera, l’allattamento al seno potrà quindi continuare dal secondo semestre di vita fino al secondo anno e anche oltre, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il bambino allattato oltre il secondo anno di vita, sottolinea il ministero, non va visto come un bambino viziato e sua madre non deve ritenere di limitare la sua maturazione e la sua autonomia.

Lo svezzamento non è soltanto una tappa importante dal punto di vista nutrizionale: come sottolinea il ministero, rappresenta anche un momento delicato e importante per l’acquisizione di comportamenti e attitudini del piccolo di fronte alle esperienze olfattive e gustative, all’accettazione del cucchiaino.

In quale ordine vanno introdotti gli alimenti

 

L’ordine con cui gli alimenti semisolidi e solidi vengono introdotti nella fase dello svezzamento non riveste più l’importanza che un tempo gli veniva attribuita, si legge nella guida del ministero e può variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica della famiglia e del pediatra che fornisce i consigli.

Non è necessario posticipare il consumo da parte del bambino del pane e della pastina (contenenti glutine).

I primi cibi diversi dal latte da introdurre

Come primi alimenti diversi dal latte da offrire si possono provare, in base alla scelta materna, alle vostre abitudini culturali ed all’accettazione del bambino, i seguenti:

  • vegetali cotti e tritati come patate, carote

  • banana o pera o mela grattugiata

  • crema di riso messa nel latte

e successivamente

  • carboidrati come riso, mais, porridge, akamu, tapioca, yucca

  • proteine (senza eccedere): montone, agnello, pollo, manzo, pesce, capretto, maiale.

Non esagerare con i cibi salati e troppe proteine

 

È ancora valida e attuale la raccomandazione di non esagerare, nella fase dello svezzamento, con l’offerta di cibi salati e ad alto contenuto proteico.

Gli errori più comuni nella prima alimentazione sono dovuti infatti all’eccesso di formaggio, formaggini e carne, che appesantiscono il metabolismo del bambino e possono anche orientare le sue preferenze future verso un’alimentazione meno sana, perché con troppe proteine e con troppo sale.

Nel caso di allattamento artificiale bisogna evitare la tentazione di aggiungere nel biberon biscotti, creme e altro al latte anche nei primi mesi. Si aspetterà quantomeno il 4° mese e possibilmente il 6°, procedendo con uno svezzamento secondo linee guida generali analoghe a quelle valide per il bambino allattato al seno.

Non aggiungere zucchero, sale e miele

 

A questi alimenti non aggiungere zucchero (può favorire le carie), sale (è già contenuto a sufficienza nei cibi), miele (mai sotto l’anno di vita perché potrebbe contenere un germe molto pericoloso, il botulino).

Meglio evitare alimenti a contenuto ridotto di grassi come certi tipi di latte e yogurt, perché il grasso è importante per un organismo in crescita, specialmente per il cervello. Come il bambino mangerà cibi semisolidi e solidi così progressivamente berrà meno latte (materno o artificiale).

Oggi si ritiene che continuare ad allattare al seno il proprio bambino anche dopo che inizia a mangiare cibi solidi e semisolidi, rechi sicuri benefici. In alcuni casi e condizioni può essere utile aggiungere nel primo anno di vita alcune vitamine, su indicazione del pediatra.

Leggi anche le ultime teorie condivise dalla comunità scientifica internazionale nella Guida allo svezzamento di nostrofiglio.it . Nella guida troverai:

 

Svezzamento: l'età giusta per iniziare

Svezzamento: quando il bambino è pronto

Svezzamento: il bambino dice no alle prime pappa

Le regole generali dello svezzamento

Gli alimenti vietati (almeno) fino ai tre anni del bambino

Svezzamento: deve essere graduale oppure no?

Come preparare la prima pappa

Il calendario dello svezzamento fino all'anno

Allergie alimentari: teorie vecchi e nuove

Svezzamento: le domande più comuni

 

A cura di Valentina D’Andrea, supervisione scientifica della dottoressa Chiara Zanolini, pediatra

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01 Luglio 2014

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