Agenda del bambino

Il secondo mese del neonato

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I consigli alla neo mamma per riprendersi bene e sul sonno e sulla posizione del piccolo, sul cambio del pannolino, sul pianto, sulla crosta lattea e su quello che può accadere nel secondo mese di vita e come risolverlo, i primi piccoli traguardi del bebè

Nel secondo mese di vita tutto diventa più semplice per la mamma che, in genere, comincia a sentirsi più sicura di se stessa in relazione alla cura del bambino e via via meno stanca. Questo però non l’autorizza ad abusare troppo delle proprie forze, specialmente se sta ancora allattando. Come nei primi giorni dopo il parto anche per tutto il secondo mese è opportuno che la neomamma riposi ogni volta che può e si faccia aiutare almeno per la gestione della casa.

Senza fanatismi, con prudenza e buon senso può anche cominciare a seguire un regime alimentare che le consenta di perdere i chili di troppo eventualmente non ancora smaltiti. Al riguardo può essere utile sapere che in allattamento occorre introdurre solo circa 500 calorie in più rispetto al fabbisogno in condizioni normali: in linea di massima per ritrovare la linea basta dunque non superare le 2200-2300 calorie al giorno. Per il proprio benessere psicofisico è importante anche ricominciare a fare movimento: l’ideale è uscire a passeggio all’aria aperta con il bambino. Si può fare anche in pieno inverno, magari scegliendo le ore più calde della giornata.

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IL SONNO

Dormire è una funzione naturale, come lo è nutrirsi, respirare, muoversi quindi è poco opportuno, alla luce del messaggio che si rischia di trasmettere, sentirsi baciati dalla fortuna ogni volta che il bebè dorme. I bambini devono dormire, perché il sonno da un lato consente all’organismo di ricaricarsi delle energie investite durante le ore di veglia, dall’altro assicura uno sviluppo psicofisico armonico. Assumere un atteggiamento corretto nei confronti del sonno del bambino è quanto di meglio si possa fare per prevenire problemi. Ecco le regole di base che conviene senz’altro osservare per favorire una nanna serena.

  • Innanzi tutto è bene non nutrire esagerate aspettative nei confronti delle ore che il bambino trascorre dormendo né fare paragoni al riguardo con i figli di amici, parenti, conoscenti. Il bisogno di sonno varia infatti da bambino a bambino ed è fortemente influenzato anche dal temperamento, per cui è possibile trovare bambini a cui bastano otto ore di sonno per notte e altri che invece hanno necessità di dormirne molte di più, senza che una delle due circostanze sia la spia di qualcosa che non va. Posto questo, in linea di massima nell’arco di 24 ore nelle prime settimane di vita i neonati dormono mediamente tra le 16 e le 18 ore, mentre a partire dal secondo mese possono trascorrere dormendo solo 12-14 ore, di cui circa cinque durante il giorno. Se il bambino dorme meno rispetto allo standard però è tranquillo, cresce regolarmente e piange per giusta causa con una frequenza ragionevole non c’è né da preoccuparsi, né conviene insistere per prolungare le sue ore di sonno.

  • Il bambino non “deve essere addormentato” ma abituato a scivolare nel sonno in modo spontaneo e naturale. Questo significa che dopo la poppata e dopo il ruttino anche se è ancora sveglio ma messo nella culla. Non si deve cioè ninnarlo per indurlo a dormire: coccole, carezze, canzoncine vanno riservate alle ore di veglia, mentre quando lo si sdraia nel lettino basta un lievissimo bacio accompagnato da una parolina di commiato. Nelle ore notturne è meglio coricarlo in camera da letto, mentre durante il giorno si può tranquillamente farlo dormire nella carrozzina sistemata nella stanza dove sta la mamma e dove entra la luce. Il prima possibile è infatti importante far capire la distinzione tra la notte, fatta per dormire, e il giorno durante il quale si può riposare certo ma anche dedicarsi a tante attività, grazie alla presenza della luce naturale.

  • Per quanto riguarda l’annosa questione di dove farlo dormire, per il primo anno di vita tutti gli specialisti sono concordi nel ritenere che sia meglio accoglierlo nella camera matrimoniale, ponendo la culla (e poi il lettino) accanto al lettone. In questo modo è più facile controllare il suo sonno e intervenire tempestivamente quando occorre (per esempio, in caso di rigurgito improvviso). E’ irrinunciabile coricarlo sempre a pancia in su, perché questa posizione previene il terribile evento noto come SIDS, dalle iniziali della terminologia inglese – Sudden Infant Death Sindrome - con cui si definisce quella che in Italia viene chiamata ”morte improvvisa del neonato” o “morte bianca”.

SE NON VUOLE STARE A PANCIA IN SU

Metterlo a dormire sempre a pancia in su è un imperativo categorico, una regola inderogabile. Può però accadere che proprio a partire dal secondo-terzo mese il bambino tenda a girarsi su un fianco. Per favorire il mantenimento della posizione supina, impedendo al piccolo di spostarsi è opportuno coricarlo con la testina che sfiora la testata della culla (o del lettino) e il braccino appoggiato alla sponda. Dopodiché si devono rincalzare in modo deciso lenzuolino e copertina, in quanto la sensazione di essere avvolto e contenuto può scoraggiarlo dall’intento di girarsi. Controllare che dorma supino è importante almeno fino al sesto mese di vita, passato il quale si può anche abbassare un po’ la guardia (pur continuando a coricarlo a pancia in su), visto che il rischio di SIDS diminuisce rispetto ai primi mesi.

IL CAMBIO DEL PANNOLINO

Acqua e un detergente liquido oleoso destinato all’igiene dei piccolini sono quello che serve per evitare che il sederino si arrossi e il bambino provi fastidio quando la pelle entra in contatto con la pipì. A ogni cambio di pannolino il sederino va lavato sotto l’acqua corrente ragionevolmente calda (nei primi mesi di vita l’operazione si può eseguire nel lavandino) con una piccola quantità di sapone liquido che poi va sciacquato con cura. La pelle va asciugata con delicatezza, tamponando. Se la garza che avvolge il moncone eventualmente non ancora caduto è bagnata bisogna sostituirla con un’altra garza pulita e asciutta. Prima di rimettere il pannolino è utile applicare un velo sottile di crema emolliente e idratante. Le creme a base di ossido di zinco, blandamente curative, non andrebbero usate abitualmente ma solo quando il sederino è arrossato (a proposito di sederino arrossato vedi voce relativa nei “Tre mesi”).

DA SAPERE: l'igiene intima di maschietti e femminucce

I maschietti non richiedono particolari attenzioni per quanto riguarda l’igiene intima. Il prepuzio, che è la parte superiore del manicotto di pelle mobile che ricopre il glande, nel primo anno di vita è generalmente chiuso (fimosi fisiologica) e non deve essere forzato né a scendere verso il basso né ad aprirsi. Il pene va dunque lavato solo esternamente, senza compiere alcuna particolare manovra. Anche i genitali delle bambine vanno puliti solo all’esterno, fino all’imbocco della vagina. Nel canale vaginale non si deve inserire nulla. L’uso del talco è sconsigliato per le bambine perché la polvere sottile di cui è costituito può risalire in vagina creando irritazione.

PUO’ ACCADERE

Le crisi di pianto inconsolabile

Un tempo chiamate coliche dei tre mesi, perché si pensava fossero provocate dalla presenza di un accumulo di gas nell’intestino, le crisi di pianto inconsolabile riguardano una buona percentuale di neonati e sono caratterizzate, come anticipa il loro nome, dall’impossibilità di tranquillizzare il bambino per tutta la loro durata, che mediamente corrisponde a un’ora ma a volte può arrivare anche a due o più. In genere compaiono tra il primo e il secondo mese di vita, si manifestano quasi sempre alla stessa ora, di solito nel tardo pomeriggio. Le cause delle coliche non sono ancora del tutto note, anche se si ipotizza che siano dovute a più fattori che agiscono insieme. Tra questi un’ancora incompleta maturazione del sistema nervoso che amplifica qualsiasi lievissimo fastidio avvertito dal bambino, rendendolo insopportabile.

Cosa fare: Innanzi tutto è d’obbligo avere pazienza e accettare l’eventualità non solo con tolleranza ma anche senza eccedere in apprensione. Gli accorgimenti per calmare il bambino sono vari, ma non è detto che quello che va bene per un bebè si riveli efficace anche per tutti gli altri. Bisogna dunque procedere per tentativi, fino a individuare la strategia migliore per il proprio bimbo. Si può offrirgli il seno oppure, se lo rifiuta, il ciuccio. Si può immergere nel bagnetto caldo oppure caricarlo in automobile (nell’apposito seggiolino) e portarlo a fare un giretto. Lo si può cullare in braccio oppure si può provare a sdraiarlo sul fasciatoio per poi fargli un lieve massaggio sul pancino. Il pediatra va consultato se le crisi, oltre a comparire ogni giorno, si protraggono per più di un’ora o due.

La crosta lattea

La crosta lattea è facile da diagnosticare perché dà luogo a un sintomo molto caratteristico, rappresentato dalla comparsa sul cuoio capelluto, più raramente sulla fronte e sulle sopracciglia, di piccole squame biancastre, di consistenza morbida eppure ben attaccate alla pelle. Il nome scientifico è “dermatite seborroica” ed è causata da un ancora imperfetto funzionamento dei meccanismi che presiedono il ricambio cellulare della pelle, unito a un’attività accelerata delle ghiandole che producono grasso e alla presenza di un particolare fungo, il pityrosporum, che si nutre di sebo.

Cosa fare: la crosta lattea scompare spontaneamente entro massimo il quarto mese e non richiede la somministrazione di medicine, neppure per uso locale. Le crosticine si possono asportare dopo averle ammorbidite con olio di borragine oppure di mandorle dolci. Per toglierle bisogna agire con estrema delicatezza, aiutandosi con una garzina sterile. Il lavaggio della testina può essere fatto con la solita frequenza. Solo se il problema dovesse peggiorare e prolungarsi nel tempo (eventualità rarissima) può essere necessario ricorrere a uno specifico antifungicida che deve essere il pediatra a prescrivere.

COSA SI’

Ormai da tempo è stato evidenziato che il bebè trae benefici dalla somministrazione della vitamina D in gocce. L’integrazione è utile anche per i piccoli nutriti al seno perché il latte materno è povero di questa sostanza. La vitamina D è preziosa per la salute delle ossa e, di conseguenza, per l’armonico sviluppo dell’apparato scheletrico. Una fonte indiretta di vitamina D è il sole che stimola l’organismo a produrla, ma ai cui raggi non si può certo esporre un bimbo appena nato. Gli alimenti che ne sono ricchi sono la carne, l’uovo, alcuni pesci: nessuno di questi viene offerto al bambino prima del sesto mese di vita ed è per questo che la maggior parte degli specialisti considera l’integrazione importante per tutto il primo anno di vita, per sopperire a eventuali carenze.

COSA NO

Se il bambino è allattato al seno non occorre dargli da bere. La quantità di liquidi assunta con il latte materno impedisce al piccolo di avere sete e rende inutile somministrargli sia l’acqua semplice sia le altre bevande. I piccoli allattati artificialmente possono invece avvertire lo stimolo della sete quindi in caso di pianto irritato e difficile da consolare è opportuno provare a offrire un biberon con acqua.

I TRAGUARDI DEL SECONDO MESE

Il neonato dovrebbe ...

Se messo a pancia in giù da sveglio dovrebbe sollevare la testina per qualche istante.

Il neonato potrebbe...

Eccezionalmente potrebbe tenere ben ferma la testina quando viene preso in braccio.

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(L'agenda del bambino è stata redatta con la consulenza di Leo Venturelli, pediatra di famiglia, autore di numerose pubblicazioni di pediatria ambulatoriale e coautore di libri di divulgazione per genitori tra cui E’ nato un bambino, La grande enciclopedia del bambino, Da 0a 6 anni, una guida per la famiglia)

31 Ottobre 2012 | Aggiornato il 07 Novembre 2012
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