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Allattamento e distrazione

Allattamento al seno, secondo uno studio le mamme si distraggono molto

Di Sara De Giorgi
distrazionemiopia

12 Luglio 2017
Secondo uno studio pubblicato sul  Journal of Nutrition Education and Behavior, la maggior parte delle mamme si distrae, almeno per la metà del tempo, mentre allatta al seno o mentre dà il biberon ai bambini. Una delle cause? Lo smartphone.

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Una recente ricerca pubblicata sulla rivista  Journal of Nutrition Education and Behavior, portata avanti da ricercatori del Politecnico di Stato della California, ha dimostrato come la maggior parte delle mamme sia distratta, almeno per quasi la metà del tempo, mentre allatta al seno o mentre dà il biberon ai bambini.

 

I ricercatori, per esplorare la prevalenza e le correlazioni della distrazione materna durante l'alimentazione dei neonati all'interno di un campione di donne, hanno fatto in modo di far tenere alle neomamme dei diari, sui quali queste riportavano se il bimbo fosse alimentato con biberon o latte materno, alcuni dati sulla durata delle poppate e su come occupassero il tempo durante le poppate stesse. 

 

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Il campione era formato da 75 donne di età compresa fra i 18 e i 40 anni: nessuna di loro aveva avuto complicazioni durante la gravidanza, così come tutti i neonati erano sani, nati a termine e ancora non svezzati.

 

Dall’analisi è venuto fuori che durante il 43% del tempo dedicato all’allattamento al seno o con il biberon le mamme erano distratte; più specificamente, nel 26% dei casi erano distratte dall’uso di un oggetto tecnologico.

 

Le madri più distratte sono risultate quelle con più figli e quelle con neonati poco affamati. Il livello di distrazione è stato identificato lo stesso sia per le mamme che allattavano al seno sia per le donne che allattavano con il biberon.

 

Secondo gli scienziati, ulteriori ricerche sono necessarie per capire se e come la distrazione materna influisca sui risultati dell'alimentazione dei neonati. La consapevolezza di tali distrazioni e il loro impatto potenziale sarebbe utile ai medici e ricercatori che lavorano con le donne in gravidanza e postpartum.