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Allattare al seno ... anche in pubblico!

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08 Luglio 2008
Si è permessa di allattare al seno (con discrezione) la sua piccola di cinque mesi nella sala ristorante di un family hotel di Madonna di Campiglio ed è stata allontanata. Inaccettabile considerati i tanti vantaggi del latte materno per la crescita del bambino e anche per la mamma.

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Roberta Rossini, cardiologa bergamasca e mamma di due bimbe, è stata allontanata dalla sala da pranzo di un hotel (un family hotel) di Madonna di Campiglio, perché si era permessa di allattare al seno (con discrezione) la sua piccola di 5 mesi. Il fatto è stato denunciato con una lettera al Corriere della sera.

"Un episodio grave e inammissibile - ha detto Eugenia Roccella, sottosegretaria al Welfare. - Da tempo il Ministero lavora per promuovere l'allattamento materno, in accordo con le raccomandazioni e gli indirizzi di agenzie internazionali come Unicef e Oms". Di più: una nota del Dipartimento di Sanità pubblica invita le autorità locali e gli assessorati a vigilare "affinché gli esercizi pubblici (alberghi, ristoranti, bar) non solo non impediscano ma incoraggino la mamma, collaborando in modo funzionale all' attuazione di tale fondamentale pratica".

Dorina Bianchi, senatrice Pd, ha ricordato che "troppo spesso le donne che lavorano si trovano a gestire da sole la maternità. Tutto ciò che può semplificare la loro vita va guardato con interesse. Mi rammarica leggere che una donna è stata allontanata dal ristorante di un albergo perché allattava il suo bambino". L'onorevole Giacomo Stucchi della Lega ha già interrogato il governo per sapere "quali provvedimenti si intendano intraprendere per evitare che tali spiacevoli fatti si ripetano".

Fatto tanto più spiacevole considerati i tanti vantaggi del latte materno per la mamma e per il bambino. Ormai noti a tutti. O quasi tutti.

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Il latte materno aguzza l'ingegno

Resta un mistero l'ingrediente magico, ma non ci sono dubbi: l'allattamento al seno rende i bimbi più intelligenti. La conferma arriva da uno studio pubblicato sugli Archives of General Psychiatry da Michael Kramer, della McGill University e dell'ospedale pediatrico di Montreal.

Sebbene già in precedenza altre ricerche avessero suggerito un qualche ruolo del latte materno nello sviluppo cognitivo del bambino, questo è il primo studio in cui si è seguita la crescita di un gruppo di neonati allattati al seno e un gruppo col latte artificiale. E' emerso che, a sei anni e mezzo, i primi totalizzano una media di 7,5 punti in più nei test per misurare l'intelligenza verbale, 2,9 punti in più nei test per misurare l'intelligenza non-verbale 5,9 punti in più nei test per misurare l'intelligenza tout court. Il latte materno è considerato un vero toccasana per i neonati, con effetti positivi anche a lungo termine sulla salute dei piccoli. Anche lo sviluppo psicocognitivo in passato era stato collegato all'allattamento al seno. Mancava però uno studio sistematico per verificare gli effetti del latte materno sul cervello del bambino.

Gli esperti canadesi nel biennio 1996-97 hanno coinvolto 7.108 neomamme, invitandole ad allattare al seno i propri piccoli e 6.791 mamme non coinvolte invece nel programma di allattamento al seno.

Tra il 2002 e 2005, quando i bimbi avevano un'età media di 6,5 anni, i pediatri hanno misurato le loro abilità cognitive e chiesto agli insegnanti dei bambini di stilare un giudizio sui piccoli scolari. I bimbi allattati al seno risultavano più intelligenti, sia secondo il 'verdetto' dei test sia nel giudizio dei maestri.

Ai test totalizzavano mediamente 7,5 punti in più nell'intelligenza verbale, 2,9 punti in più nell'intelligenza non-verbale 5,9 punti in più nell'intelligenza tout court rispetto ai bimbi non allattati al seno.

Resta però un mistero l'ingrediente del latte materno dai poteri così 'prodigiosi'. Potrebbe essere un particolare tipo di grasso, oppure anche un fattore di crescita in esso contenuto e assente nel latte artificiale. Ma non è escluso, concludono i pediatri, che il segreto del latte di mamma stia tutto nell'interazione fisica ed emotiva che si crea tra lei e il piccolo durante le poppate e non, quindi, in una sostanza contenuta nel latte materno.

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