Nostrofiglio

Latte materno

Allattare al seno dopo l'anno del bambino

e5j9xx

16 Marzo 2015 | Aggiornato il 01 Agosto 2016
L'allattamento al seno, anche dopo l'anno, contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino. Inoltre non ne limita la conquista dell'autonomia. Però deve essere una libera scelta della mamma. La posizione del ministero della salute sull'allattamento dopo l'anno

Facebook Twitter Google Plus More

L’allattamento al seno anche dopo un anno fa bene o è meglio smettere? Ecco che cosa dice Riccardo Davanzo, neonatologo dell’Ospedale pediatrico Burlo Garofolo di Trieste e presidente del Tavolo Tecnico ministeriale per la promozione dell’allattamento al seno. Il tavolo tecnico sul tema ha preso posizione con il documento intitolato Allattamento al seno oltre il primo anno di vita e benefici per lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino 

 

Continuare ad allattare dopo l’anno deve essere una libera scelta della mamma

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita del bambino e incoraggia le donne a proseguire anche fino ai 2 anni e oltre.

 

Questo non significa voler indurre la donna a raggiungere a tutti i costi tale traguardo, ma la mamma deve sentirsi libera di prolungare l’allattamento anche dopo l’anno o di interromperlo per scelte individuali.

 

Allattare dopo l’anno non ‘vizia’ il bambino

Continuare ad allattare dopo l’anno e oltre non arreca alcun danno sullo sviluppo affettivo e sociale del bambino. Troppe volte la mamma che sceglie di proseguire l’allattamento si vede circondata da consigli di famigliari, amici o, quel che è peggio, di figure professionali, che la inducono a smettere adducendo false motivazioni, ad esempio che il bambino potrebbe essere ‘viziato’ da questo prolungato rapporto intimo con la mamma.

 

Non c’è alcuno studio scientifico che documenti tale presunto danno, quindi la donna deve sentirsi serena se sceglie spontaneamente di continuare ad allattare, così come se sceglie di non farlo. Eventuali disagi psicologici nel bambino o nella mamma non hanno alcun rapporto di causa-effetto con l’allattamento al seno.

 

L’allattamento al seno prolungato contribuisce al benessere cognitivo e relazionale del bambino

L’allattamento al seno crea un rapporto particolare mamma-bambino che si pensa faccia acquisire al figlio maggiore sicurezza nei rapporti con gli altri. Se da una parte infatti il bambino è più vincolato alla mamma quando ciuccia, dall’altra si è visto che, quando si trova nel suo ‘microambiente sociale’, ad esempio all’asilo, è un bambino più sicuro di sé, probabilmente perché ha visto soddisfatte le sue esigenze.


Il beneficio del latte materno sullo sviluppo del bambino è dovuto anche alla sua composizione: il latte contiene sostanze, come gli acidi grassi essenziali a lunga catena o DHA, che giocano ruolo importante per la trasmissione nervosa. Numerosi studi documentano che tali molecole migliorano la trasmissione dell’impulso nervoso a livello delle fibre ottiche, ma hanno anche un effetto positivo sullo sviluppo del sistema nervoso in generale.


C’è anche un altro elemento che influisce positivamente sullo sviluppo cognitivo ed emotivo e che potrebbe addirittura essere prevalente, anche se nessuno studio potrà confermarlo scientificamente: le modalità allevanti generali della mamma che allatta. Difficile chiarire se il vantaggio cognitivo dell’allattamento a lungo termine sia dovuto alla composizione biochimica del latte, all’interazione fisica così intima mamma-bambino o piuttosto alle qualità allevanti generali di una mamma che, anche se non avesse allattato al seno, avrebbe ugualmente bambini più stimolati e competenti.


Quel che è certo è che le donne che allattano sono donne di livello educativo e culturale più alto, che si informano di più, subiscono meno i condizionamenti esterni e quindi sono più sicure delle proprie scelte. E questo atteggiamento si ripercuote senz’altro positivamente sul rapporto col bambino.

 

L'allattamento al seno non previene l'obesità dopo l'anno perché ci sono altri fattori
L’allattamento aiuta a prevenire l’obesità e il sovrappeso nei primi 6-9 mesi di vita per una serie di fattori: il bambino allattato al seno deve far più fatica per mangiare, impegnando molti più muscoli di quanto non faccia succhiando il biberon; mangia quel che vuole e non dosi prestabilite, imparando da solo a gestire il senso di sazietà; in più il latte materno contiene sostanze ormonali, come la leptina, che agiscono sul controllo della fame.

 

Non vi sono invece studi che documentano un effetto preventivo dopo l’anno, quando intervengono altri fattori, come attività fisica, la qualità e la quantità del cibo che si assume

 

L’allattamento prolungato può ridurre le probabilità di cancro al seno
E’ documentato che più la donna allatta, più è protetta dal rischio di cancro al seno. E già questo di per sé potrebbe bastare per convincere le donne indecise se smettere o prolungare. Leggi il documento del ministero sull'allattamento prolungato