Latte artificiale per il neonato: quale scegliere. Dosi e quantità, preparazione

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Il latte materno è la scelta ideale per il neonato almeno per i primi sei mesi di vita. Ma se per qualunque motivo non è possibile allattarlo al seno, ecco le regole da seguire su come scegliere il latte artificiale, sulle dosi e quantità, sulla preparazione e sterilizzazione con la consulenza di un neonatologo
 

Se per qualsiasi motivo è necessario rinunciare all’allattamento al seno conviene consultare il pediatra per quanto riguarda la scelta del latte artificiale che assicuri una crescita soddisfacente del bambino.

“Un buon latte deve non solo consentire la miglior crescita somatica del bambino, ma deve anche favorire lo sviluppo delle sue capacità intellettive, aumentare la resistenza agli agenti infettivi, prevenire alcuni disturbi (come allergie, problemi diarroici, stipsi) per i quali certi nutrienti possono costituire un fattore scatenante” dice il prof. Giovanni Serra, primario di neonatologia e patologia neonatale presso l’Ospedale Gaslini di Genova. 

Ecco le regole da rispettare sulla scelta del latte artificiale, sulle dosi e quantità, sulla preparazione e sulla sterilizzazione, definite con la consulenza del prof Serra. 

1) Quale tipo di latte artificiale scegliere: formula 1 fino a 6 mesi

Nei primi sei mesi di vita, a prescindere da qualunque tipo di predisposizione a certe patologie (come le allergie), il latte artificiale da dare al bambino è la formula adattata, identificata con il numero 1, "la cui composizione cerca di essere la più simile possibile a quella del latte umano” dice il prof Serra. "Il latte artificiale infatti deriva da quello vaccino e, per essere dato all’uomo, deve essere adeguatamente modificato, ossia adattato”.

2) Dopo i sei mesi si passa al latte di proseguimento: formula 2

Dal 6° mese di vita in poi, invece, si passa invece al latte di proseguimento, che è identificato dal numero 2

3) Quando si utilizzano le formule speciali?

Oltre alla formula adattata, ci sono altri tipi di formule, come la HA o latte idrolizzato, in cui le proteine sono state ‘sminuzzate’ per essere digerite e assorbite più facilmente dall’organismo del bambino e proprio per questo sono indicate per i neonati con elevata predisposizione atopica.

In più, ci sono formule speciali indicate in presenza di problemi specifici, ad esempio per i prematuri, per i bimbi che soffrono di problemi digestivi, coliche, stipsi, reflusso gastro-esofageo, diarrea acuta. 

Quando utilizzare questi altri tipi di latte? “Io consiglio sempre ai neogenitori di non dare mai latti speciali all’inizio dell’alimentazione” dice il neonatologo: “il loro impiego infatti deve essere introdotto solo dopo aver identificato il tipo di patologia, e questo compito spetta al pediatra, che indicherà, caso per caso, quale tipo di latte adoperare e il periodo di utilizzo.”

Nell’allattamento al seno, in qualunque momento il bebè desidera il latte, può prenderne quanto vuole e fin quando ne ha voglia, perché non ci sono problemi di ‘sovradosaggio’. L’allattamento artificiale invece richiede delle regole, che vanno rispettate.

4) Quanti devono essere i pasti di latte artificiale nell'arco della giornata?

Il numero dei pasti deve essere regolato in rapporto all’età del lattante. Ecco in modo indicativo una tabella di riferimento:

  • Fino al terzo mese del bebè, si inizia con sei poppate al giorno ogni tre ore e mezzo;
  • intorno al quarto mese, si passa a cinque poppate ogni quattro ore;
  • Nel quinto-sesto mese, si passa a quattro poppate.

Il rispetto della tabella non deve essere troppo rigido: se il bambino piange, si può anticipare la poppata di una mezz’ora, se invece dorme si può posticipare di mezz’ora.

5) Come ci si deve regolare con la quantità di latte artificiale?

La quantità di latte da dare al bebè deve essere definita insieme al pediatra. In modo indicativo ecco le quantità e le regole da seguire.

NELLA PRIMA SETTIMANA Si comincia con 10 ml per pasto, aumentando la dose di 10 ml al giorno, fino ad arrivare dopo una settimana a pasti con 70-80 ml di latte.

NELLA PRIMO MESE In media dopo la prima settimana, ci si mantiene sui 100 ml a pasto.

NEL SECONDO MESE La quantità di latte è di circa 110-120 ml a pasto.

NEL TERZO E QUARTO MESE La quantità di latte è di circa 140-150 ml a pasto.

Fino ai sei mesi di età il neonatologo Serra consiglia di non aggiungere biscotti nel latte.

6) La marca del latte artificiale conta o i vari tipi si equivalgono? 

I vari tipi di latte di tipo 1 non hanno tutti le stesse caratteristiche. Questo perché esistono normative abbastanza elastiche in merito, che lasciano libere le aziende produttrici di inserire o meno certi fattori qualitativi identificati nel latte umano. Per fare un esempio, nel latte materno è presente il DHA, che è un acido grasso polinsaturo essenziale Omega 3, utilissimo sia per la maturazione della retina, sia per lo sviluppo intellettivo. Nel latte vaccino non c’è e non tutti i latti adattati lo inseriscono nella formula. Le migliori Case dietetiche inoltre aggiornano la loro formula via via che si fanno nuove scoperte sul latte materno. Tra una marca e l’altra quindi possono esserci differenze anche notevoli,” dice il neonatologo.

“Dovrebbe essere il pediatra (o il neonatologo al momento della dimissione dall’ospedale) a dare alla neomamma tutte le indicazioni sulla scelta del latte” dice il prof. Serra. “In ogni caso, i tipi migliori sono quelli prodotti da case che hanno centri di ricerca in varie parti del mondo, che collaborano con università, ospedali, e che, oltre ai latti normali di tipo 1, producono anche i latti speciali. È anche vero che il latte di certe marche costa di più, ma in questo caso è uno degli indici della qualità del prodotto”.

7) Quali sono le norme igieniche da osservare nella preparazione del latte?

  • Biberon e tettarelle vanno sterilizzati prima dell’uso successivo. Il metodo più economico è la bollitura in acqua per 20 minuti circa;

  • se si sceglie il latte in polvere (più economico) per la preparazione del biberon si deve usare acqua oligominerale in bottiglia;

  • l’acqua per la preparazione va portata almeno a 70 gradi dopodiché vi si aggiunge il latte in polvere;

  • il biberon può poi essere intiepidito mediante il contatto con acqua corrente fredda;

  • le mani di chi prepara il latte devono essere lavate accuratamente;

  • dopo l’uso e  la sterilizzazione, tutto il materiale deve essere riposto in zone il più pulite possibile.

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18 Maggio 2009 | Aggiornato il 06 Gennaio 2015

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