Salute bambini

Broncospasmo: cause, terapia e prevenzione

bambina-e-pediatra

Il broncospasmo è una contrazione della muscolatura che riveste le vie aeree e rende difficile la respirazione. Il suo segnale caratteristico è il respiro sibilante. Nei primi anni di vita, fino a circa sei anni, le cause sono quasi sempre delle infezioni delle vie respiratorie di origine virale. In due casi su tre con la crescita il problema si risolve da se. Le terapie: broncodilatatore e se non è sufficiente cortisone

Il broncospasmo è una contrazione della muscolatura che riveste le vie aeree, che comporta un’ostruzione che rende difficoltoso il passaggio di aria attraverso i bronchi. Il suo segnale caratteristico è il respiro sibilante. A scatenarla sotto i 6 anni sono soprattutto infezioni respiratorie, mentre dopo i 6 anni è una delle manifestazioni della crisi asmatica. Per contrastare il broncospasmo sono efficaci farmaci broncodilatatori e, in alcuni casi, cortisonici.

Come si manifesta il broncospasmo

I sintomi caratteristici del broncospasmo sono il respiro difficoltoso e più veloce, accompagnato da suoni sibilanti durante l’espirazione, comunemente detti sibili o fischi, che in genere vengono avvertiti dal medico tramite fonendoscopio (solo nelle forme più serie possono essere avvertiti anche senza apparecchiature).

Oltre all’aumento della frequenza respiratoria, la mamma può notare dei rientramenti intercostali e al giugulo (la fossetta posta sopra lo sterno), in più il bambino tende a respirare con la pancia: non per niente per calcolare la frequenza dei respiri basta semplicemente alzargli la maglietta.

Le cause del broncospasmo

“Nei primi anni di vita, fino a circa sei anni, un attacco di ostruzione bronchiale può capitare in circa il 25-30% dei bambini e a causarlo sono quasi sempre delle infezioni delle vie respiratorie di origine virale, che provocano un rigonfiamento della mucosa che riveste la parete bronchiale” spiega Enrico Lombardi, responsabile della Struttura Operativa Dipertimentale di Broncopneumologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

In due casi su tre il problema si risolve da se, quando crescendo il bambino, cresce anche il diametro dei bronchioli

“In due casi su tre, questo si verifica in bambini che, per ragioni anatomiche, hanno i bronchioli (la zona terminale dei bronchi) di diametro inferiore, poiché il rigonfiamento della mucosa provoca un restringimento ulteriore del lume bronchiale.

In questi bambini, con la crescita, quando di norma il diametro dei bronchioli aumenta, il problema si risolve da se ed episodi di broncospasmo non capiteranno più. In circa un caso su tre, invece, il problema permane ed il bambino svilupperà una diagnosi di asma”.

Broncospasmo dopo i sei anni, perché?

Come si è detto sopra, in un caso su tre il broncospasmo purtroppo non si risolve dopo i sei anni. I fattori che predispongono il bambino a continuare a soffrirne “sono i fattori che lo predispongono all’asma allergica".

Questi fattori sono principalmente TRE: “se almeno uno dei genitori soffre di asma, se il bambino ha avuto dermatite atopica e se è risultato positivo alle prove allergologiche, in particolare agli allergeni respiratori. In tal caso il broncospasmo da piccoli può essere il primo segnale che il bambino da grande sarà asmatico,” dice Lombardi.

Terapia per il broncospasmo

Il farmaco di prima scelta contro il broncospasmo è il salbutamolo, che ha un rapido effetto broncodilatatore: si può somministrare sia in spray - da adoperare sempre con un distanziatore adeguato per l’età – sia con nebulizzatore con apparecchio per aerosol.

“Sono entrambi efficaci, quindi ogni genitore può decidere con quale si trova meglio e quale il bambino accetta più di buon grado” commenta il broncopneumologo, “l’importante è partire con somministrazioni più ravvicinate all’inizio (con una frequenza da concordare con il pediatra), per poi allungare gradualmente i tempi di somministrazione.

In qualche caso il broncodilatatore può non essere sufficiente e il bambino può continuare ad avere difficoltà respiratorie: in tal caso occorre rivolgersi tempestivamente al pediatra (o, se i sintomi appaiono particolarmente seri, al pronto soccorso), che valuterà la necessità di ricorrere al cortisone per bocca”.

In ogni caso, come indicazione di massima, è necessario rivolgersi subito a un medico se il bambino sotto l’anno di età ha più di 60 atti respiratori al minuto; se ha 1-2 anni, la frequenza respiratoria limite è di circa 50 atti respiratori al minuto e dopo il secondo anno di 40.”

Le regole di prevenzione del broncospasmo

Con i bambini più piccoli valgono innanzitutto le basilari regole igieniche utili per evitare infezioni respiratorie, come:

  • aerare regolarmente gli ambienti,

  • stare lontani dal piccolo se si ha in corso un’infezione,

  • mantenere pulite le mani (sia quelle del bambino che quelle di chi se ne prende cura), anche se sarà impossibile tenere il bambino in una campana di vetro e, specialmente quando incomincerà a frequentare l’asilo o la scuola, le occasioni di contagio saranno inevitabili.

  • Dopo i sei anni, se si accerta la presenza di asma allergica, è necessario evitare il più possibile di entrare in contatto con gli allergeni responsabili dell’attacco asmatico.

  • Un divieto assoluto per tutti è quello di fumare in presenza del piccolo, perché il fumo irrita i bronchi e può costituire un fattore scatenante di broncospasmo.

LE MAMME PARLANO DI BRONCOSPASMO NEL FORUM

03 Ottobre 2013 | Aggiornato il 03 Ottobre 2013
2 Commenti
15 Gennaio 2014 02:42
antonio
ho un bambino di 8 anni. E' risultato positivo agli acari e a vari pollini. Diverse volte ha avuto episodi di asma. Dopo aver praticato un broncodilatatore durante un episodio di asma non sempre l'asma si è risolta. Che terapia praticare in tale situazione?
17 Novembre 2013 15:43
nathalie palazzo
ancora oggi non so se mio figlio e un broncospasmo dovuta a un allergia, e ancora piccolo per fare i test ,mi chiedo esiste una cura di prevenzione agli attacchi di asma .? ogni volta che entriamo all'ospedale e codice rosso ,l'insufficienza respiratore diventa grave,oltre vi sono conseguenze di bronchite e polmonite e ovviamente ce sempre un ricovero, si può evitare tutto questo
Cosa ne pensi? Scrivi un commento
Nome (minimo 6 caratteri)
Email *
Inserisci il codice *
Commento (massimo 1000 caratteri) *
IL VIDEO CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
TUTTI I VIDEO
iscriviti alle
newsletter
di nostrofiglio.it
Ricevi le news della settimana!
EDITORIALE
Gli ultimi articoli,
i video e le storie
GRAVIDANZA
Info utili e consigli
per le future mamme
NEONATO
Tutto sulla crescita
del bambino,
da 0 a 12 mesi
• fanno parte del network nostrofiglio.it: mammole.itoltretata.itmiobambino.it
• ulteriori offerte della casa editrice G+J/M •
© Gruner+Jahr/Mondadori S.p.A.
Sede Legale: Via Battistotti Sassi 11/A ‚A 20133 Milano
Condizioni di utilizzo Privacy | Chi siamo | Pubblicità | Crediti
P.IVA e Reg.Imprese di Milano n. 09440000157
R.E.A. di Milano n. 1292226
Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v.