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Malattie dermatologiche

Dermatite atopica nei bambini

dermatite

08 Aprile 2011
E' un'infiammazione della pelle dovuta a una combinazione tra una predisposizione ereditaria e alcune concause esterne come il clima freddo, indumenti sintetici, cibi irritanti ecc.

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Che cos'è

E’ una forma di eczema, che coinvolge circa il 30% dei bambini, che può considerarsi l’espressione cutanea dell’atopia, una condizione geneticamente determinata che predispone allo sviluppo di manifestazioni reattive/allergiche a carico di vari organi e apparati.

Ci sono alcuni bambini che sono geneticamente predisposti a sviluppare reazioni allergiche: quando ad essere coinvolta è la pelle, si parla di dermatite atopica.

Come si manifesta

 

 

 

La dermatite atopica è caratterizzata da lesioni cutanee, generalmente molto pruriginose, ad andamento cronico-recidivante, che compaiono di solito per la prima volta nel lattante, fino a guarire spontaneamente intorno ai 3 anni di età o quasi sempre entro la pubertà (raramente si protrae fino all’età adulta).

 

Le caratteristiche e le sedi delle lesioni variano in funzione dell’età: nel bambino piccolo si manifestano come chiazze rotondeggianti rosse ed essudanti (cioè umide), localizzate al volto (ad esclusione del contorno della bocca) e sulle zone estensorie degli arti, mentre a livello del cuoio capelluto e della fronte si può avere una desquamazione giallo-brunastra; nel bambino più grande, la dermatite si localizza a livello delle pieghe flessorie di gambe e braccia, intorno alla bocca e sulle palpebre, mentre la cute appare secca ed in alcune aree ispessita a causa del grattamento del bambino.

Qual è la causa della dermatite atopica?

Alla base vi è una predisposizione costituzionale, ma a farla comparire intervengono alcuni fattori scatenanti (ad esempio, clima freddo, indumenti sintetici o di lana, polvere, saliva, cibi irritanti: pomodoro, agrumi, etc…) che alterano la barriera cutanea provocando secchezza, prurito e ipereattività.

Come si cura

Non esiste una terapia specifica e risolutiva, è più corretto parlare di gestione terapeutica da parte del medico (dermatologo o pediatra curante), che varia a seconda della manifestazione clinica della dermatite stessa (chiazze arrossate o dello stesso colore della cute sana, umide o secche, ispessite o no).

La cura va dalla semplice applicazione di creme idratanti, che aumentano la capacità barriera della pelle, a pomate, con o senza cortisone, ad azione antinfiammatoria. In alcuni ospedali inoltre è attiva la cosiddetta ‘educazione terapeutica’.

 

Che cos’è l’educazione terapeutica?

L’educazione terapeutica si può definire un approccio a 360° alla dermatite atopica, al quale si deve ricorrere soprattutto se la terapia topica fallisce e se la dermatite atopica interferisce pesantemente con la qualità di vita del bambino, il suo benessere e la sua serenità (non dimentichiamo che la dermatite atopica può comportare disagio estetico, disturbi del sonno ed irrequietezza dovuti al prurito, che può essere anche intenso). Il bambino e la sua famiglia sono seguiti da esperti che insegnano a convivere con il disturbo, spiegando quale prodotto applicare su ogni tipo di lesione, quanto e come. È previsto anche un approccio di tipo psicologico, per tranquillizzare il piccolo paziente (se ha l’età per comprenderlo) e i suoi genitori del fatto che si tratta di una malattia certo fastidiosa, ma non grave, non contagiosa, che guarisce spontaneamente senza esiti cicatriziali.

L’educazione terapeutica è stata avviata in Italia da qualche anno, promossa dalla Fondazione per la dermatite atopica (il sito è http://www.fondation-dermatite-atopique.org/it, dove si possono trovare anche tanti utili consigli per la gestione pratica della malattia), che sostiene diversi centri di riferimento in tutto il mondo.

Numerosi in Italia i Centri dove attuare l’educazione terapeutica, in particolarel’Ospedale Bambino Gesù di Roma (dott.ssa El Hachem), l’Istituto di Scienze Dermatologiche Fondazione IRCCS Policlinico Regina Elena e Mangiagalli di Milano (prof. Gelmetti) Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna (dott.ssa Patrizi), Azienda Ospedaliera di Padova (dott.ssa Belloni Fortina), Ospedale Civico di Palermo (dott. Amato), clinica dermatologica dell'università di genova (dott.ssa Burroni).

 

 

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