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I PRIMI 3 MESI

Il neonato e il lattante nei primi tre mesi: 20 consigli per affrontare al meglio questo delicato periodo di vita

Di Alice Dutto

04 Aprile 2016 | Aggiornato il 21 Aprile 2017
Lunghi pianti, difficoltà nel riposo e nell'allattamento: i primi mesi con il neonato possono risultare davvero impegnativi per i neo-genitori, soprattutto per la mamma. In questo periodo il piccolo deve fare il grande lavoro di conoscere e adattarsi alla nuova realtà, questo è il compito che i genitori hanno. Ecco i consigli di Daniela Callegari, pediatra del Centro Medico Santagostino di Milano.

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L'ADATTAMENTO
“Questo è il periodo in cui per il neonato inizia un progressivo adattamento alla nuova vita. Nei nove mesi della gravidanza, era in un ambiente buio, dove i rumori erano ovattati, la temperatura costante e dove poteva godere di un continuo massaggio sulla pelle dato dalla muscolatura dell'utero materno. Con la nascita si interrompe bruscamente quest'esperienza e per il neonato inizia una nuova vita che deve imparare a conoscere e a cui adattarsi”.

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DARSI TEMPO
“È un momento molto importante e impegnativo anche per i genitori, soprattutto per la mamma, i cui ritmi vengono sconvolti dall'arrivo del bambino. Anche per lei è un periodo di adattamento e di conoscenza del suo bambino”.

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PER CAPIRE
“Può aiutare pensare al neonato come uno straniero, che viene in un Paese nuovo di cui non conosce né le tradizioni, né la lingua. I primi mesi possono essere molto impegnativi: l'allattamento, il sonno e i pianti, possono mettere molto in difficoltà i genitori. È importante darsi tempo e soprattutto cercare di costruire una ripetitività di abitudini che sono rassicuranti per il bambino e gli permettono di adattarsi più facilmente”.

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COME FARE
“I genitori per aiutare il neonato in questa fase devono cercare di stabilire abitudini il più possibile ripetitive riguardo al ritmo dell'alimentazione e, di conseguenza, a quello del riposo e di quello che si può considerare il 'tempo libero' (bagnetto, uscite). Progressivamente, il bambino avrà anche momenti in cui, in assenza di bisogni primari (mangiare, dormire, evacuazione), vivrà momenti di equilibrio e di rilassamento”.

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L'ALIMENTAZIONE
“Il ritmo delle poppate è il punto centrale della giornata del neonato, che porta con sé gli altri momenti importanti di riposo e rilassamento. Spesso la mamma viene dimessa dall'ospedale con l'indicazione di allattare il bimbo 'a richiesta', questo talvolta ingenera confusione. Il neonato utilizza il pianto, che è il suo linguaggio, per comunicare qualsiasi suo bisogno o disagio, non è quindi detto che ogni volta che piange abbia bisogno di mangiare. Può piangere perché è stanco, sporco, o anche solo perché ha bisogno di coccole”.

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RICONOSCERE IL PIANTO
“La mamma può avere difficoltà nei primi tempi a riconoscere il pianto da fame, piuttosto che quello che richiede la soddisfazione di altri bisogni. Sarà il tempo ad aiutare la mamma a discernere il tipo di pianto”.

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IL RITMO GIUSTO
“Per quanto riguarda l'allattamento può aiutare sapere che è fondamentale che avvenga la montata lattea. La suzione del neonato stimola e potenzia la produzione di latte: vi è un meccanismo biologico nel corpo della donna per cui tramite la suzione del seno si manda un comando al cervello che, tramite l'azione di ormoni, stimola la produzione di latte. Nei primi 10-15 giorni, dunque, è bene che il neonato venga attaccato al seno di frequente: questo infatti aiuta la produzione del latte”.

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DOPO DUE SETTIMANE
“Avvenuta la montata lattea, quindi una sufficiente produzione di latte per il neonato, la poppata deve durare circa 45-50 minuti. In questo tempo, il neonato in parte poppa, in parte si addormenta per recuperare le forze. La mamma deve stimolarlo a riprendere la suzione così da completare il pasto in questo arco di tempo. Quando il bambino sazio non si attaccherà più al seno, da questo momento si possono contare le 2-3 ore prima del pasto successivo. Questo permette al piccolo di digerire completamente il latte e di arrivare al pasto successivo con lo stomaco vuoto, sarà più affamato e spinto a poppare meglio e di più”.

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LA NANNA
“Un altro problema molto sentito in questo periodo di vita del neonato è quello del riposo. Il piccolo non ha i nostri stessi ritmi e ha bisogno di tempo per attivare l'orologio biologico che regola il ritmo sonno-veglia”. Nell'articolo Nanna neonato: consigli per far abituare il bebè al ritmo notte-giorno trovate una serie di utili consigli sul tema.

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COME SI FORMA IL COMPORTAMENTO
“Alla nascita tutti gli apparati (respiratorio, cardiaco, renale, gastroenterico) sono in grado di funzionare. L'unico organo che non è ancora a maturazione completa è il cervello che, per sua definizione, è un organo plastico. Questo vuol dire che viene plasmato fin dai primi momenti di vita. E questo avviene attraverso le esperienze sensoriali, grazie cioè alle esperienze veicolate dai sensi”.

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CONNESSIONI NEURONALI
“A quest'età, sono particolarmente importanti il tatto, l'udito, la vista e l'olfatto, così come le esperienze che il bimbo fa con la bocca. Tutte queste esperienze inviano continui stimoli al cervello, creando continuamente nuove connessioni neuronali. Immaginiamo il cervello come un sistema elettrico dove le connessioni all'inizio non esistono ancora, ma si costruiscono via via attraverso le esperienze. Sono quindi le esperienze sensoriali che il neonato fa che generano sviluppo neurologico e quindi intelligenza”.

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L'IMPORTANZA DELLE EMOZIONI
“Il neonato tende per il suo benessere a una situazione di equilibrio che per lui significa assenza di bisogni. Ogni volta che ha un bisogno vive la situazione come un disagio, assenza di benessere. La soddisfazione del bisogno fa recuperare l'equilibrio e quindi una situazione di benessere. Sono quindi le emozioni (sto bene/non sto bene) che guidano la formazione di schemi di comportamento neurologico”.

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IN PRATICA
“Facciamo un esempio: il neonato ha fame. Questo crea in lui una situazione di disagio e piange per ottenere una risposta. Se la risposta è soddisfacente, il bisogno è soddisfatto e il neonato si trova in una situazione di benessere. Se questo schema si ripete nel tempo, il neonato svilupperà anche lui un comportamento a livello emotivo stabile. Per esempio, piangerà di meno”.

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AL CONTRARIO
“Se, invece, il bisogno non viene adeguatamente soddisfatto, il neonato potrebbe reagire o aumentando il pianto, nella speranza di ottenere una risposta migliore, oppure diminuendo come in una sorta di rassegnazione, poiché la risposta è stata deludente. Questo è il meccanismo attraverso il quale si creano degli schemi comportamentali nel bambino”.

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GUARDARE E PARLARE
“Fin dalle prime ore di vita del bambino è importante guardarlo negli occhi e parlargli. Il bambino va posto a circa 15-20 centimetri all'altezza del volto umano dell'adulto e poi va poi guardato negli occhi. È un'esperienza che va ripetuta ogni giorno, più volte al giorno, e va accompagnata dalla voce”.

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DESCRIVERE TUTTO
“È importante rivolgersi al bambino, parlando con lui di ciò che si sta facendo. Si può dire: 'sono la tua mamma', 'sono il tuo papà', 'tu ti chiami' e intanto lo si accarezza. È bene che le parole accompagnino tutti gli atti di vita che si fanno con lui, così da spiegarglieli. È poi importante toccargli parti del suo corpo e nominargliele”.

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TONO E VELOCITÀ
“Il linguaggio deve essere corretto e il ritmo lento, come se si parlasse con uno straniero che non conosce la nostra lingua”.

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A COSA SERVE
“Questo è un modo molto efficace per stimolare l'apprendimento del linguaggio, ma anche per calmare il bambino”.

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REGOLE GENERALI
“In definitiva, più i comportamenti dell'adulto sono abitudinari, calmi e ripetuti, più diventano rassicuranti per il bambino, perché gli danno il tempo di sviluppare un graduale adattamento alla nuova vita”.

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UN'ALLEANZA A TRE
“La nascita del neonato cambia profondamente la vita di coppia. Si crea una nuova realtà che possiamo chiamare 'alleanza a tre' dove ognuno può generare e ricevere benessere dalla presenza dell'altro. È importante per i genitori avere occasioni per poter parlare e riflettere su questi argomenti e, magari, partecipare a degli incontri come quelli che organizziamo presso il Centro Medico Santagostino”.

L'ADATTAMENTO
“Questo è il periodo in cui per il neonato inizia un progressivo adattamento alla nuova vita. Nei nove mesi della gravidanza, era in un ambiente buio, dove i rumori erano ovattati, la temperatura costante e dove poteva godere di un continuo massaggio sulla pelle dato dalla muscolatura dell'utero materno. Con la nascita si interrompe bruscamente quest'esperienza e per il neonato inizia una nuova vita che deve imparare a conoscere e a cui adattarsi”.
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