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Vaccini obbligatori per legge: ecco quali sono

Di Irma Levanti
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23 Maggio 2017
Il decreto legge approvato il 19 maggio 2017 alza da 4 a 12 le vaccinazioni obbligatorie per l'infanzia. Vediamo di quali si tratta.

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Fino a maggio 2017 le vaccinazioni obbligatorie in Italia erano quattro - antidifterica, antitetanica, antiepatite B e antipoliomielitica - anche se molte altre venivano comunque offerte attivamente e gratuitamente dal servizio sanitario, come previsto di volta in volta dal calendario vaccinale.

 

Ora però le cose cambiano. Un decreto legge appena approvato dal Consiglio dei ministri, infatti, porta a 12 le vaccinazioni obbligatorie per la fascia d'età 0-16 anni. Ecco quali sono.

 

Antipoliomielitica
La poliomielite è una malattia virale che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni di età. Il virus invade il sistema nervoso e provoca paralisi nel giro di qualche ora e in un caso su 200 la paralisi è irreversibile. Tra chi viene colpito da paralisi, il 2-10% muore per blocco della muscolatura respiratoria. Può anche provocare meningite (1% dei casi).

 

Il ciclo vaccinale di base è compreso nel vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami (a sei anni e in adolescenza), in genere in una vaccinazione combinata con il vaccino trivalente (contro difterite-tetano-pertosse).

 

Antidifterica
La difterite è una malattia infettiva provocata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Questa tossina inibisce le funzioni delle cellule di vari organi e tessuti: naso, gola e tonsille, ma anche cuore, reni e sistema nervoso.

 

Il vaccino contro la difterite contiene una forma inattivata della tossina batterica. Il ciclo vaccinale - compreso nel vaccino esavalente - prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.

 

Antitetanica
Il tetano è una malattia infettiva provocata da una tossina prodotta da alcuni batteri (clostridi) che si trovano nel terreno e nelle feci degli animali. Può essere letale nel 20-30% dei casi, anche dopo adeguato trattamento.


Il vaccino contro il tetano contiene una forma inattivata della tossina batterica. Il ciclo vaccinale - compreso nel vaccino esavalente - prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.


Antipertosse
La pertosse è una malattia infettiva provocata dal batterio Bordetella pertussis. È molto contagiosa e colpisce  soprattutto i bambini, in particolare sotto i cinque anni. In 1-3 casi su mille porta a complicazioni neurologiche, e tra i bambini sotto i 12 mesi è letale in 1 caso su 200.


Il ciclo vaccinale di base - compreso nel vaccino esavalente - prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.

 

Antiepatite B
L’epatite B è una malattia virale che si trasmette attraverso il sangue e i fluidi corporei. Colpisce il fegato causando perdita di appetito, nausea, ittero, dolori articolari. Inoltre predispone al rischio di sviluppare, in età adulta, epatite cronica, cirrosi epatica e tumore del fegato.


Il ciclo vaccinale - compreso nel vaccino esavalente - prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi).

 

Anti Haemophilusinfluenzae tipo B
L’Haemophilus influenzae è un batterio che provoca un gran numero di infezioni come otiti, bronchiti e polmoniti. In alcuni casi, specie nei neonati, tali infezioni possono andare incontro a complicazioni come polmoniti, meningiti ed epiglottiti.


Il ciclo vaccinale - compreso nel vaccino esavalente - prevede tre dosi nel primo anno di vita a tre, cinque e 11 mesi).

 

Antimeningococcica B
Il meningococco di tipo B è uno dei ceppi batterici responsabili di meningite, un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello che può colpire in modo grave e fulminante.


La vaccinazione prevista dal Calendario vaccinale si compone di tre dosi nel primo anno di vita (due tra il terzo e quarto mese e una sei mesi) e di una nel secondo anno di vita (a 13 mesi).


Alcuni genitori esprimono dubbi sulla sicurezza di questo vaccino, trattandosi di un prodotto relativamente nuovo visto che è stato messo in commercio in Italia dal gennaio 2014. "Oltre al fatto che il primo requisito fondamentale perché un vaccino sia messo in commercio è proprio la sua sicurezza, testata con appositi studi clinici, va comunque segnalato che da quando è disponibile questo vaccino ne sono state iniettate milioni di dosi, senza che si siano verificati eventi avversi tali da destare sospetti sulla sua sicurezza" sottolinea Guido Castelli Gattinara, responsabile del Centro vaccinazioni dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.  

 

Antimeningococcica C
Il meningococco di tipo C è uno dei ceppi batterici responsabili di meningite, un'infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello che può colpire in modo grave e fulminante.


E' prevista una vaccinazione nel secondo anno di vita (tra 13 e 15 mesi), con vaccino monovalente (contro il solo meningococco C), oppure vaccino tetravalente (contro i ceppi C, A, W e Y). E' inoltre da mettere in calendario un richiamo durante l'adolescenza (tra 12 e 18 anni).

 

 

Antimorbillo
Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un virus del genere morbillivirus. Colpisce spesso i bambini, in particolare tra 1 e 3 anni. Se nella grande maggioranza dei casi non provoca sintomi gravi, va detto che possono sempre comparire complicazioni relativamente rare, ma potenzialmente molto pericolose: il morbillo rimane responsabile di circa 30-100 decessi ogni 100 mila persone colpite.


Il vaccino contro il morbillo esiste in una forma combinata trivalente con i vaccini contro parotite e rosolia (MPR) oppure in forma quadrivalente, con vaccini contro parotite, rosolia e varicella (MPRV). Il calendario vaccinale prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.


Se la copertura vaccinale è adeguata - cioè superiore al 95% della popolazione - il morbillo smette di circolare. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero della Salute, però, in Italia siamo ben al di sotto di questa soglia (90,4%).

 

Probabilmente per questo, da gennaio 2017 in Italia è in corso un'epidemia di morbillo: dall'inizio dell'anno sono stati segnalati 2395 casi (dati Ministero della Salute per il periodo 8-14 maggio 2017), l'89% dei quali si sono verificati in persone non vaccinate (e il 7% in persone che avevano ricevuto solo la prima dose). Il 34% degli individui colpiti ha avuto almeno una complicanza, e il 40% ha richiesto ricovero in ospedale.

Antiparotite
La parotite è una malattia infettiva virale tipica dei bambini tra 5 e 10 anni. Nei bambini, gli orecchioni passano in alcuni giorni senza alcuna conseguenza nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia possono esserci - raramente - delle complicazioni come encefalite, meningite, pancreatite e danni all'udito. Negli adulti le complicazioni sono più frequenti e nei maschi comprendono anche l'orchite, cioè un'infiammazione dei testicoli che può portare ad atrofia testicolare e, in alcuni casi, anche a sterilità.


Il ciclo vaccinale, effettuato in forma combinata trivalente (MPR) oppure quadrivalente (MPRV)con i vaccini contro morbillo e rosolia (MPR), prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.


Antirosolia
La rosolia è una malattia infettiva virale che in genere si manifesta in modo molto lieve. Se però viene contratta in gravidanza, e in particolare nei primi mesi, può essere molto pericolosa per il feto, perché c'è il rischio di gravi malformazioni.


Il ciclo vaccinale, effettuato in forma combinata trivalente (MPR) oppure quadrivalente (MPRV) con i vaccini contro morbillo e rosolia (MPR), prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.


Antivaricella
La varicella è una malattia infettiva virale molto contagiosa, in genere con sintomi lievi ma potenzialmente responsabile - sebbene di rado - di effetti collaterali importanti.


Dopo una prima infezione si è in genere immuni dalla malattia per il resto della vita. Il virus, però, può rimanere latente nell'organismo e riattivarsi anche molti anni dopo, dando origine in questo caso al fuoco di Sant'Antonio.


La vaccinazione prevede due dosi, da somministrare a 13-15 mesi di vita e a 6 anni: il vaccino esiste in forma singola, da somministrare insieme al trivalente (MPR) - in questo caso si fanno due iniezioni per volta - oppure in forma tetravalente (MPRV).


12 vaccini non saranno troppi?
È una delle obiezioni più frequenti che circolano in particolare sui social network. Alcuni genitori, infatti, ritengono che queste 12 vaccinazioni sottopongano il sistema immunitario del bambino a uno stress eccessivo. "Una preoccupazione che però non ha fondamento" rassicura Castelli Gattinara.


Tanto per cominciare, non si tratta di 12 vaccinazioni effettuate tutte in una volta sola: le prime dosi sono comunque diluite nel corso di un anno di vita del bambino: si comincia con l'esavalente, poi si prosegue con il meningococco B, il tetravalente o trivalente più varicella e il meningococco C.


"Non solo" precisa l'esperto del Bambino Gesù. "Se da una parte questi vaccini possono sembrarci tanti, dall'altra dobbiamo ricordare che sono comunque una goccia nel mare rispetto alle sollecitazioni che il sistema immunitario di un bambino riceve ogni giorno, in condizioni assolutamente normali: virus e batteri patogeni sono sempre intorno a noi e ci entriamo continuamente in contatto, indipendentemente dalle vaccinazioni".

 

Per di più, Castelli Gattinara sottolinea che "la risposta immunologica dell'organismo è migliore quando vengono effettuate più vaccinazioni contemporaneamente, rispetto alle singole vaccinazioni". Come dire che non solo non è pericoloso sottoporre il bimbo a più vaccinazioni, ma è anche più efficace dal punto di vista della risposta dell'organismo.

 

 

In questo senso, secondo Castelli Gattinara non devono affatto preoccupare vaccinazioni che possono essere percepite quasi come inutili, perché relative a malattie che tendiamo a considerare come molto leggere, come la varicella. Qualche genitore pensa che sia meglio evitare il vaccino, visto che la varicella in genere dà solo qualche fastidio (ma attenzione: se contratta in età adulta può essere più pericolosa). Altri ritengono che contro la rosolia andrebbero vaccinate solo le femmine, visto che il rischio maggiore si presenta in gravidanza, e che contro la parotite andrebbero vaccinati solo i maschi, che corrono il rischio di orchite se la malattia è contratta da adulti. "Ma il punto è che vogliamo liberarci definitivamente di questi virus e l'unico modo per farlo è vaccinare a tappeto tutta la popolazione, in modo che non riescano più a circolare".

 

Anzi, da questo punto di vista Castelli Gattinara si augura che l'obbligo venga addirittura esteso ad altre vaccinazioni, previste dal Piano vaccinale nazionale (e dunque già offerte gratuitamente dal Sistema sanitario), ma escluse dal decreto legge sull'obbligo: la vaccinazione antipneumococcica (da effettuare a 3, 5 e 11 mesi di vita) e quella contro l'HPV (in adolescenza).