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Salute

Aborti spontanei ripetuti

Salute: Aborti spontanei ripetuti
di Mariateresa Truncellito

L'aborto nel primo trimestre ha una frequenza del 10% nelle donne fino a 30 anni, del 15%, oltre i 30 e oltre il 20% dopo i 40. Nella maggior parte dei casi, questo andamento statistico è lo specchio della progressiva difficoltà che ha l'ovulo della donna fecondato dallo spermatozoo di disgiungersi in 23 parti identiche con 23 cromosomi ognuna.

Le cellule umane hanno 46 cromosomi, 23 ereditati dalla mamma e 23 dal papà. Gli spermatozoi hanno solo 23 cromosomi, mentre l'ovulo ne ha 46: alla fecondazione, possiamo immaginare che l'ovulo si “apra” come una cerniera lampo con 23 “dentini” per parte.

Ma se l'apertura non è completa e l'incastro non è perfetto, risultano dei cromosomi in eccesso: la natura, perciò, interrompe la gravidanza con un aborto spontaneo che, di fatto, serve a impedire alla mamma e all'embrione non sano di impegnarsi nel lungo percorso di una gestazione. L'unica anomalia del numero degli cromosomi che permette di avere figli che sopravvivono è la trisomia 21 o Sindrome di Down.

LE CAUSE DEGLI ABORTI SPONTANEI

Le anomalie cromosomiche spontanee sono causa dell'80% di aborti. Non comportano alcuni rischio per la salute della donna né per gravidanze future che, statisticamente, dopo un certo numero di tentativi potranno decorrere felicemente.

Purtroppo, nella maggior parte dei casi di aborto ricorrente non è possibile sapere se l'embrione fosse cromosomicamente normale oppure no, perché l'evento può essere avvenuto in casa o in un'altra situazione in cui non è recuperabile il tessuto abortivo e perché comunque l'esame è complesso, costoso e non tutti gli ospedali sono in grado di eseguirlo.

E' perciò compito del medico prescrivere gli esami e gli accertamenti necessari per indagare le eventuali varie cause che possono rendere più probabile il rischio di aborto. Si tratta di:

  • Anomalie cromosomiche della donna o del partner - Si accertano con un esame chiamato mappa cromosomica, effettuato mediante prelievo di sangue. Il rischio di predisposizione a un'anomalia è intorno al 3 per mille;
  • Malformazioni dell'utero - La cavità uterina della donna si forma alla fine del primo trimestre della vita fetale con l'appaiamento di due corpi a forma di corna. In una donna su 300 la fusione è incompleta (utero bicorne) oppure l'utero è sbilanciato o, ancora, presenta un setto che lo divide in due: in questi casi c'è un maggiore rischio abortivo. La diagnosi si fa con una isteroscopia, cioè l'introduzione di un sottilissimo strumento ottico, senza alcun fastidio, attraverso la vagina per osservare la cavità uterina. L'esame può essere completato da una biopsia, cioè il prelievo di una quantità di tessuto delle pareti uterine grande come un chicco di riso per escludere la presenza di un'infezione capace di disturbare l'impianto e la prosecuzione della gravidanza nelle prime fasi. La necessità di un eventuale intervento chirurgico (metroplastica, a volte possibile anche attraverso un'isteroscopia) per correggere la situazione può essere stabilita solo caso per caso.
  • Disturbi del sistema immunitario - La donna con un sistema immunitario eccessivamente aggressivo è a rischio di aborto perché esso, durante la gravidanza, può “attaccare” l'embrione che possiede anche antigeni che derivano dalla componente paterna, rendendo più difficile il meccanismo di impianto e prosecuzione della gravidanza. Per sapere se c'è una predisposizione autoimmune basta un prelievo di sangue che rivela, per esempio, se la donna ha anticorpi antitiroidei o contro una struttura lipidica detta cardiolipina (indicatore di aumento del rischio di aborto, trombosi arteriose e venose). Individuato il problema specifico, la terapia è farmacologica.
  • Infezioni del tratto genitale femminile o maschile - Se la coppia ha disturbi durante i rapporti sessuali oppure dopo pochi giorni la donna viene afflitta da una cistite o da perdite bianche o maleodoranti o, ancora, l'uomo dopo i rapporti ha irritazioni o bruciore che scompaiono nei giorni successivi, vale la pena di controllare mediante tamponi specifici se sono affetti da un'infezione da clamidia, micoplasma o uroplasma. Anche un esame del liquido seminale o del liquido prostatico, o un'ecografia prostatica possono mostrare un'infezione nell'uomo. In questi casi, è necessaria una terapia antibiotica per evitare che i batteri possano interferire con l'avvio della gravidanza.

(Consulenza scientifica: Augusto Enrico Semprini ginecologo e immunologo riproduttivo)

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  • Valeria 10 marzo 2014, alle ore 18:47

    Ho un aborto in corso sono a 6 sette settimane ho fatto fivet 2 volte al secondo tentativo sono ora incinta ma oggi mi hanno detto che sto per abortire . Dieci anni fa altro aborto per uovo chiaro e fino ad oggi nessuna gravidanza. Io sono sana secondo la ginecologa il problema e mio marito che è stato operato di varicocele e sembra avere valori nella norma solo che in famiglia sia suo zio che suo cugino non hanno figli può avere problemi genetici nello sperma di frammentazione del DNA?
    Sono distrutta ho 34 anni e paura che nn. Riusciro mai ad avere un bambino.
    La mia ginecologa e convinta che il problema sia mio marito pensavamo di fare fivet all estero per analisi per embrionale . Cosa mi consigliate ? Valeria

  • chiara 11 aprile 2013, alle ore 23:21

    vorrei un consiglio ho 35 anni sposata da 5 ho avuto due aborti alla 5 sett. quattro anni fa e da allora non riesco più a rimanere incinta. ho fatto esami : dna, trombosi, isteroscopia, salpingografia, monitoraggi ecografici, tampone , esami valori ormonali e laparoscopia diagnostica tutto nella norma. mio marito spermiogramma e dna nella norma. ci sono altri esami da poter fare? quale potrebbe essere la causa della mia infertilità?

  • carla 30 marzo 2013, alle ore 20:08

    Ciao sono una ragazza d 35 anni. ieri sono dovuta andar urgentemente all'ospedale per il raschiamento. Ho avuto un nuovo aborto. Fino alla settimana scorsa tutto benissimo; due giorni fa sono andata per controllo al mio ginecologo e il battito si è fermato alla 9 settimana. Tre aborti consecutivi, il primo alla 7 settimana, il secondo alla 6 settimana e ora quest'ultimo alla 9 settimana, ormai sono completamente senza fiducia depressa. Avevo fatto tutti gli esami possibili e inimmaginabili, anche mio marito, e stavano tutti bene. Nemmeno il mio specialista se lo aspettava. Eppure è successo. Come si può sperare che tutto vada bene dopo tre aborti in un anno e mezzo? Ho ormai tanta paura!

  • anna 24 gennaio 2012, alle ore 15:36

    ciao sono anna ho 32 anni e sn 3 aborti spontanei ho fatto gli analesi della poliabortività ed è tutto apposto,adesso il ginecologo mi ha mandato a fare agli tipi di analesi.io lo desidero tanto avere un bimbo vorrei sapere il xche li perdo.dimenticavo io ho un bimbo di 8 anni un abbraccio a tutte voi

  • marzia 28 dicembre 2011, alle ore 17:18

    quest'anno ho avuto 2 aborti spontanei. Il primo alla 12°, il 2° alla 7°. ho la sclerosi multipla, la tiroidite di hascimoto e un insufficenza venosa cronica con safenectomia alla gamba dx.Ho 40 anni e una bimba di 5. Ho ripreso la terapia con l'interferone, posso sperare in una nuova gravidanza? Tutti mi dicono che sono pazza.La ringrazio di cuore

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