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Cerco un figlio

10 cose da fare prima di rimanere incinta

Cerco un figlio: 10 cose da fare prima di rimanere incinta

1. Programma una visita dal ginecologo

La maggior parte delle donne si reca dal ginecologo quando già il test di gravidanza è positivo, invece è opportuno rivolgersi allo specialista ancor prima di restare incinte.

“Il ginecologo effettua una visita più un’ecografia per controllare che l’apparato riproduttivo sia a posto e non ci siano ostacoli al concepimento ed al prosieguo della gestazione, come fibromi o polipi di grosse dimensioni o localizzati in sedi particolari” spiega Stefano Bianchi, primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano e prof all’Università statale di Milano.

“Il momento più importante della visita è però costituito dalla ricostruzione dell’anamnesi personale e familiare: il ginecologo cioè si informa se gli aspiranti genitori o le loro famiglie soffrono di patologie che possano rappresentare fattori di rischio di malformazioni genetiche o cromosomiche, oppure se vi siano stati esiti avversi in gravidanze precedenti, così da valutare se sono necessari ulteriori approfondimenti oppure un consulto genetico.

In più, il ginecologo prescrive alcuni esami di sangue, come l’emocromo per individuare carenze di ferro, la glicemia per verificare l’assenza di patologie diabetiche, le transaminasi per escludere patologie epatiche, la creatinemia per le patologie renali; ad entrambi i partner inoltre chiederà alcuni test infettivologici per la ricerca di HIV o epatite B e l’identificazione del gruppo sanguigno”.

2. Fai il test per la rosolia e se negativo, la vaccinazione

Tra gli esami di sangue rientra il rubeo-test, che consente di sapere se la donna ha già avuto in passato la rosolia, una malattia esantematica tipica dell’infanzia che, una volta contratta, lascia un’immunità permanente ma che, se si contrae per la prima volta nei nove mesi, può comportare problemi anche seri al nascituro.

“Sapere per tempo di non avere gli anticorpi consente di fare una semplice vaccinazione, che mette al riparo da ogni rischio” sottolinea il prof. Bianchi. “Dopo il vaccino, però, bisogna aspettare almeno tre mesi prima di provare a concepire. Altra malattia esantematica per la quale è possibile vaccinarsi è la varicella, che, contratta soprattutto in prossimità del parto, può essere pericolosa per il neonato”.

3. Scopri se sei negativa al toxo-test e adotta tutte le precauzioni

Sempre tra gli esami del sangue, indispensabile il toxo-test, per sapere se si hanno gli anticorpi contro la toxoplasmosi.

“Anche la toxoplasmosi è una malattia che, una volta contratta, lascia un’immunità permanente, ma che, se si prende durante l’attesa, può interferire con il buon andamento della gravidanza” evidenzia il ginecologo.

“Al contrario della rosolia, non esiste un vaccino che consenta di immunizzarsi, tuttavia sapere di non averla mai contratta serve ad adottare da subito certi accorgimenti, come evitare di toccare le feci del gatto o di consumare salumi o carni crude”.

4. Verifica la compatibilità di eventuali cure con la gravidanza

Alcune malattie – soprattutto materne, ma talvolta anche paterne - possono influire sul buon andamento della gravidanza e provocare complicanze, determinate dalla patologia stessa o dai farmaci che si assumono per curarla: diabete, ipertensione, malattie della tiroide, asma, depressione, epilessia, non sono incompatibili con la maternità, tuttavia è fondamentale pianificare la gravidanza: ci sono casi in cui la terapia deve essere interrotta, altri in cui occorre rivedere la tipologia o il dosaggio del farmaco ancor prima di provare a concepire.

In ogni caso, come regola generale, è opportuno informare il medico curante di tutti i farmaci e gli integratori alimentari che si stanno assumendo, per valutare la loro innocuità.

5. Assumi acido folico

È il principale integratore del periodo preconcezionale, che deve essere assunto da tutte le donne almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre, per prevenire difetti a carico del tubo neurale, come la spina bifida.

Il dosaggio raccomandato in genere è di 0,4 mg al giorno, ma in casi particolari dovrà essere aumentato: è il caso ad esempio delle donne obese, con diabete insulino-dipendente e nelle future mamme epilettiche.

6. Adotta uno stile di vita sano

Smettere di fumare, limitare l’alcool, bandire l’uso di droghe di ogni tipo, cercare di raggiungere un peso nella norma, evitando sia l’obesità che il sottopeso (che, per ragioni diverse, espongono a maggiori rischi durante la gravidanza): sono buone regole che valgono sia per la futura mamma che per il futuro papà.

E’ bene inoltre rivedere la propria alimentazione, che deve essere variegata, equilibrata ed il più sana possibile.

7. Fai attività fisica

Essere fisicamente attivi aiuta non solo a tenere il peso sotto controllo ed arrivare alla gravidanza in condizioni fisiche ottimali, ma ha anche effetti positivi sulla fertilità, soprattutto nelle donne obese ed in quelle con problemi di policistosi ovarica.

Non serve strafare, basta una camminata a passo veloce, un po’ di nuoto, una passeggiata in bici per almeno mezz’ora al giorno: l’importante è la costanza.

8. Fai il pap-test e il tampone vaginale

Se è da più di un anno che non lo si effettua, occorre fare il prelievo per il pap test, per escludere patologie della cervice uterina, più, nelle donne dopo i 35 anni, una valutazione senologica.

Se lo ritiene necessario, il ginecologo eseguirà anche un tampone vaginale per escludere infezioni vaginali come la candida, che possono interferire sia con il concepimento che con il buon esito della gestazione.

9. Verifica la salubrità delle condizioni di lavoro

Già prima di mettere in cantiere un bambino, bisogna evitare sul posto di lavoro l’esposizione a prodotti chimici, a sostanze tossiche o a situazioni che potrebbero provocare infezioni.

10. Fissa una visita dal dentista

L’obiettivo è duplice: da un lato curare eventuali carie in modo da non pensarci più nei mesi successivi, dall’altro identificare eventuali patologie più complesse, come la malattia parodontale cronica (comunemente nota come piorrea) che sempre più studi mettono in correlazione con alcune complicanze della gravidanza, come aborto precoce o tardivo e basso peso alla nascita.

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