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Sport e bambini

Ferrara: la scuola di calcio giusta è quella dove ci si diverte

Inoltra Stampa
Sport e bambini: Ferrara: la scuola di calcio giusta è quella dove ci si diverte

La squadra è quella “più amata dagli italiani”, il volto è quello di uno dei campioni del calcio più simpatici e popolari degli ultimi anni. Stiamo parlando della Juventus e di Ciro Ferrara.

La Vecchia Signora ha creato uno strepitoso settore giovanile, efficace nei risultati sportivi e nella produzione di nuovi talenti come nell’educazione di centinaia di ragazzi coinvolti in un progetto nel quale il pallone ha lo stesso valore della scuola. Non di più.

L’anima, il Gran Mogol di questa scuola calcio è l’ex difensore, pilastro in tempi ancora recenti non solo della Juventus, ma anche della nazionale. A lui nostrofiglio.it ha chiesto i consigli giusti per far iniziare a un bimbo, per stargli vicino durante l’attività, per consigliarlo nella giusta maniera e per “salvarlo” da mani sbagliate se si rivela un campione.

Signor Ferrara, quali sono le caratteristiche per riconoscere una predisposizione nel bambino per il calcio?

È difficile indicare con certezza quali sono le caratteristiche giuste. Fortunatamente si tratta di uno sport che, almeno all’inizio, non richiede particolari attitudini se non la coordinazione nei movimenti, la voglia di giocare e di divertirsi. Diciamo che se il talento si può vedere a occhio nudo e può essere distinguibile da tutti, è solo con l’allenamento che si potranno valutare le vere qualità di ogni bimbo.

Che cosa bisogna guardare con più attenzione per scegliere la scuola calcio giusta?

Credo che sia fondamentale cercare un ambiente sano che faccia vivere i “primi passi” nel mondo del calcio in assoluta serenità eliminando pressioni e aspettative eccessive che possono solo esasperare il comportamento di piccoli atleti che crescono (verrebbe da aggiungere anche quello dei genitori che a volte si attendono troppo dal bambino, ndc).

Quali sono a suo avviso le qualità che devono avere gli allenatori-educatori della scuola calcio ideale?

Devono essere sì tecnicamente preparati ma anche, e aggiungo soprattutto, degli operatori bravi a far crescere i giovani armonicamente in due ambiti: sportivo e umano. L’aspetto tecnico è infatti fondamentale – come in qualsiasi disciplina – ma lo è anche l’educazione che viene impartita ai giovani: rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari e la capacità di affrontare, metabolizzare e superare le sconfitte. È proprio per questo che la Juventus ha dato il via al Progetto Formativo Integrato che ha lo scopo di accompagnare il bambino, e la sua famiglia, nella propria crescita come sportivo e come uomo.

L'intervista prosegue nella pagina seguente




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Commenti a questo articolo
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  • di naria speculato il 06 ottobre 2011, alle ore 22:52

    Buonasera, ho un bimbo di 3 anni e da quando ha imparato a camminare che gli piace il pallone, fa dei bei tiri sia con il piede dx che con il sn ed è la sua passione giocare a pallone.Quindi chiedevo a ache età si va a cuola di calcio?


    (1 Commento)

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