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Adolescenti e riflessioni sul futuro

di Nostrofiglio Redazione - 10.07.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Adolescenti e...futuro incerto. E' quello che mostrano i risultati dell'indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia

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Adolescenti e futuro

Recentemente  sono stati presentati i primi risultati dell'indagine nazionale sugli stili di vita degli adolescenti in Italia, nell'edizione 2023.

L'indagine viene realizzata annualmente dal Laboratorio Adolescenza e dall'Istituto di ricerca IARD, con il supporto operativo di Mediatyche s.r.l. Il campione rappresentativo comprende 5670 studenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni

Un futuro incerto si prospetta per gli adolescenti, poiché temono principalmente il degrado ambientale, le guerre e le catastrofi naturali causate dall'uomo. La loro vita è sempre più "social" e dipendono sempre di più psicologicamente dagli influencer e dai fashion blogger, che rappresentano i modelli da seguire ad ogni costo.

Naturalmente, preferirebbero frequentare la scuola di persona, ma vorrebbero che fosse in grado di sfruttare appieno la tecnologia disponibile oggi e, soprattutto, affrontare in modo sistematico argomenti di grande interesse per loro, come l'educazione sessuale e la sostenibilità ambientale.

Google, Instagram e TikTok sono diventate le nuove fonti di informazione, a discapito dei giornali (sia cartacei che online) e persino della televisione.

Secondo Carlo Buzzi, sociologo dell'Università di Trento e Direttore scientifico dell'indagine, sebbene il quadro generale riveli timori e speranze per il futuro, questi sentimenti non sono distribuiti in modo uniforme tra i giovani adolescenti. La variabile che sembra influenzare maggiormente è il genere.

Le ragazze, a differenza dei loro coetanei maschi, appaiono costantemente più riflessive. Questo si riflette nella loro concezione del futuro personale: i maschi lo vedono con un ottimismo superficiale, mentre le femmine sono più preoccupate.

Tuttavia, allo stesso tempo, le ragazze si mostrano più disponibili a mettersi in gioco. Ad esempio, si evidenzia la loro maggiore propensione ad affrontare gli studi universitari e a ipotizzare un trasferimento all'estero nel loro futuro. Da un lato, ci sono più ansia e insoddisfazione nelle ragazze, ma anche una maggiore maturità, mentre dall'altro lato c'è più spensieratezza, ma anche una certa sottovalutazione del rischio.

Memoria a breve termine, una caratteristica della nuova società

Il 52,4% degli adolescenti, con le ragazze che arrivano al 58,6% è preoccupato per il futuro. Gli ottimisti e fiduciosi si fermano a sfiorare il 47%. Un dato assolutamente allineato con quello registrato nell'indagine dello scorso anno quando la pandemia era ancora all'ordine del giorno e la guerra in Ucraina era appena iniziata.

L'80% degli intervistati è spaventato dal  progressivo degrado ambientale e le catastrofi naturali anche prodotte dai comportamenti umani, mentre guerre ed epidemie (nonostante tutto) preoccupano meno (74 % e 61,7%). Un cambio di atteggiamento drastico considerando che solo lo scorso anno guerra e pandemia erano le preoccupazioni maggiori.

Sul fronte opposto l'unica certezza positiva che il futuro sembrerebbe garantire è la cura delle malattie (90,8%).

"La memoria breve, anzi brevissima, è una delle caratteristiche che connota non solo gli adolescenti ma tutta la società odierna" - commenta Fulvio Scaparro, psicologo dell'infanzia e dell'adolescenza e referente dell'area psicologica di Laboratorio Adolescenza – Una capacità sconcertante di voltare pagina e rimuovere il passato anche recentissimo o nemmeno passato (come la guerra in Ucraina, i femminicidi, la condizione dei migranti...).

Se il futuro è ovviamente sempre un'incognita, la rimozione del passato, e quindi dell'esperienza vissuta, che sono le fondamenta del futuro individuale e collettivo, non promette niente di buono.
Causa o effetto – non si sa – di questa visione certamente non ottimistica del futuro, il 64% (80,1% delle ragazze) si sente (spesso o qualche volta) triste. Per il 35% i momenti di tristezza sono aumentati rispetto al passato e per un ulteriore 15% sono diventati più altalenanti".

In aumento anche, rispetto allo scorso anno, la percentuale di adolescenti che conosce coetanei (amici e/o compagni) che compiono atti di autolesionismo (38,2% vs 31,8%). 

Sul fronte della percezione del proprio corpo, il 40,3% (51% delle ragazze) non è soddisfatto del proprio aspetto fisico e l'insoddisfazione aumenta all'aumentare dell'età.

Un dato sostanzialmente stabile nel tempo, ma cambia, rispetto al passato, il fatto che a "dettare le regole" per decidere se
piacersi o meno sono gli amici (lo afferma il 47%), ma soprattutto influencer, fashion blogger, pubblicità, moda, che condizionano oltre il 72% dei giovanissimi.

Ed è anche interessante osservare che, mentre tradizionalmente sono sempre state le ragazze a subire maggiormente l'effetto di giudizi e modelli esterni, ad influencer & C è sensibile anche un'ampia maggioranza di maschi (62%).

Un fenomeno nuovo che Alessanda Marazzani, psicologa e membro del consiglio direttivo di Laboratorio Adolescenza, spiega parlando di una sorta di "annacquamento", certamente estetico ma non solo, delle differenze di genere: "Un fenomeno che non ha alcuna attinenza con il mondo LGBT e l'identità di genere, ma che – basta vedere le pubblicità della moda – tende ad uniformare l'immagine estetica di maschi e femmine. Da qui un'attenzione mai registrata prima, da parte dei maschi, all'aspetto estetico e quindi al giudizio sul proprio aspetto fisico".

Informazione e social

Solo poco più del 3% degli adolescenti utilizza i tradizionali giornali cartacei per informarsi su ciò che accade nel mondo. Va leggermente meglio, ma non di molto, per i giornali online (20,7%).

La fonte principale di informazione per i teenager è tutta Internet e i social media: Google, Instagram, TikTok e YouTube. Anche la TV è frequentata da meno della metà degli adolescenti.

Lo "scrollare" sui social media, che propongono già una selezione orientata ai propri "gusti", fornisce le notizie e poi, se c'è interesse ad approfondire, ci sono YouTube e, innanzitutto, Google che  è diventato una sorta di "oracolo" dei nostri giorni, con risposte per tutto, a condizione di saper distinguere tra informazioni affidabili e non. Tuttavia, i rappresentanti della generazione Z affermano di saper fare questa distinzione.

Mentre TikTok viene utilizzato sempre di più (siamo passati dal 28,7% degli utenti nel 2020 al 73,3% attuale), i ragazzi sanno che sul versante delle notizie bisogna essere cauti, poiché le "fake news" sono numerose.

Facebook semplicemente "non è più di moda": lo utilizza solo il 17,5% (era il 65% nel 2014 e il 33,8% nel 2020).

Tranne Facebook, tutti gli altri social più importanti stanno crescendo, da Pinterest (soprattutto tra le ragazze) a Twitter, da Snapchat a Telegram. Questo è un segno evidente che il tempo dedicato a questi strumenti sta costantemente aumentando.

L'unico social di cui gli adolescenti si tengono a distanza è LinkedIn, mentre preoccupa l'aumento di OnlyFans (una sorta di TikTok senza censure), dove è possibile pubblicare e visualizzare (a pagamento) contenuti esplicitamente sessuali. Lo utilizza abitualmente il 7,5% dei nostri teenager (12,5% dei maschi), mentre nel 2020 la percentuale era inferiore all'1%.

Riccardo Renzi, giornalista e direttore responsabile di Laboratorio Adolescenza Magazine afferma che i ragazzi non sono disinformati ma hanno così tante fonti di informazione a disposizione e vivono sempre più attaccati agli smartphone, proprio come gli adulti. Quindi, in realtà, non sono i ragazzi che sono cambiati, ma è il mondo dell'informazione intorno a loro che è cambiato. E in questo nuovo mondo hanno giustamente le loro preferenze, come confermato dalla ricerca: Google e i social media, con la TV sempre più relegata all'intrattenimento e il declino apparentemente inarrestabile dei quotidiani tradizionali, anche online.

È difficile comprendere gli sviluppi, ma è con questo universo informativo che dobbiamo confrontarci per cercare di contrastarne gli effetti negativi.

Nuove tecnologie, educazione sessuale e rispetto dell’ambiente per la scuola del futuro

Il 68% degli studenti intervistati è consapevole che il Covid e la conseguente DAD abbiano inciso negativamente sulla preparazione scolastica ma a differenza – forse – di molti insegnanti che non hanno visto l'ora di smantellare e seppellire Internet e la DAD, l'80,7% degli studenti ritiene – ragionevolmente – che la scuola dovrebbe sempre essere in presenza, ma utilizzando metodi e strumenti innovativi basati essenzialmente sulle potenzialità offerte da Internet.

Prendere, cioè, il meglio di quanto sperimentato durante la pandemia per rendere la scuola più moderna. Solo il 10% vorrebbe la scuola vecchio stile mentre l'8% la vorrebbe tutta "online", ma utilizzando piattaforme e metodi più evoluti di quelli adottati in emergenza durante la pandemia Covid.

L'86,6% degli studenti – nelle scuole superiori – vorrebbe che il piano di studi potesse in parte essere personalizzato con alcune materie scelte dal singolo studente.

Tra le "materie" che gli studenti vorrebbero inserire in modo sistematico nel piano di studi ai primi posti, quasi a pari merito, compaiono "educazione sessuale" e "sostenibilità e protezione dell'ambiente". Al terzo posto – ma al primo posto secondo le ragazze (84%) – "educazione al rispetto delle diversità (genere, etnia, religione...)"

Lo sguardo degli adolescenti sulla scuola – commenta Paolo Demolli, professore di filosofia al liceo Giovanni Berchet di Milano - riesce sempre a sorprenderci per ampiezza, lucidità, capacità di articolare prospettive di evoluzione.

Da questa indagine il disegno di una scuola nuova emerge con chiarezza nei suoi tratti essenziali:

  • priorità,
  • curriculum di studi,
  • contenuti,
  • organizzazione,
  • strumenti.

Naturalmente i ragazzi non possono sapere che per realizzare la scuola del futuro da loro proposta occorrerebbero investimenti sull'istruzione mai visti nel nostro Paese

Adolescenti e sonno

Se durante il periodo del Covid qualche ora di sonno si poteva recuperare la mattina, perché "andare a scuola" significava alzarsi e – magari ancora in pigiama – accendere il computer, oggi la sveglia è tornata a suonare molto prima, ma è rimasta la cattiva abitudine di andare a dormire molto tardi anche in settimana, con il giorno dopo scolastico. 

La percentuale di chi afferma di fare fatica ad addormentarsi è inoltre pari al 71,9%.

I motivi principali di questa difficoltà sono relativi:

  • preoccupazione per la scuola 60,7%;
  • pensieri negativi 58,1%;
  • nervosismo immotivato (57,8%).
  • "banale" mancanza di sonno (60%).

Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, la mancanza di sonno può essere causata dall'utilizzo serale e notturno di smartphone e computer, perché le stimolazioni luminose e la luce bianca/bluastra dei monitor risultano essere dei forti
inibitori della produzione di melatonina che è l'ormone che ci fa addormentare.

Giovanni Biggio, Professore Emerito di Neuopsicofarmacologia all'Università di Cagliari, afferma che difronte alla difficoltà a dormire – se l'obiettivo strategico deve essere quello di cercare ed agire sulle cause e gli stili di vita che determinano la situazione, si deve contestualmente intervenire tempestivamente anche sugli effetti, perché le conseguenze del dormire poco e male si manifestano molto velocemente: dalla stanchezza psicofisica al cattivo umore e alla facile irritabilità, dalla difficoltà nella concentrazione e nell'apprendimento alla perdita di memoria, all'alterazione della capacità decisionale, al calo di interesse per le attività quotidiane.

Melatonina (che ripristina e normalizza il "ritmo circadiano" veglia-sonno) e una integrazione a base di estratti di zafferano (che agiscono su irritabilità e cattivo umore) sono due rimedi totalmente naturali ed innocui che possono aiutare a gestire il problema.

Adolescenti e sfera personale

Alla domanda " Dove immagini che vivrai?"

  • il 34% degli adolescenti pensa che continuerà a vivere nella stessa città o regione in cui vive attualmente.
  • il 30% circa pensa di spostarsi dall'attuale residenza, mentre la maggioranza relativa vede il suo futuro all'estero.

Più orientate allo spostamento le ragazze rispetto ai ragazzi, così come l'idea di lasciare la propria città aumenta all'aumentare dell'età.


Riguardo alla sfera personale:

  • il 71,1%"si vede" in un rapporto di coppia stabile e di convivenza/matrimonio, con figli,
  • il 10% (più le femmine che i maschi) ha in mente una vita da single.

Fonte:

Ufficio Stampa Mediatyche s.r.l.

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