Gioco d'azzardo

Adolescenti e gioco d'azzardo: una guida per genitori e insegnanti

giocoazzardo
27 Giugno 2018
Adolescenti sempre più a rischio di dipendenza dal gioco d'azzardo. I maggiori colpevoli sono le app e i siti dedicati. L'ospedale Bambino Gesù ha creato una guida per genitori e insegnanti
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Gratta e vinci, app e siti di scommesse. E' sempre più facile giocare d'azzardo e giovani e giovanissimi rischiano sempre più facilmente di cadere nella trappola delle scommesse facili. A denunciare il problema è l'Ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha presentato ieri una ricerca della Caritas di Roma su adolescenti e gioco d'azzardo.

 

I dati sulla dipendenza dei minori dal gioco d'azzardo sono allarmanti: secondo gli studi IPSAD ed ESPAD del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in Italia il 33,6% degli under 18 tenta la sorte con i ‘gratta e vinci' e frequenta le agenzie di scommesse. E spesso genitori e insegnanti non sono in grado di riconoscere i segnali lanciati dai giovani a rischio.

Come riconoscere e gestire il problema? Che percorsi terapeutici seguire in caso di vera e propria dipendenza?

I consigli degli esperti dell'Ospedale Pediatrico della Santa Sede.

 

GIOCO D'AZZARDO: quando diventa una dipendenza?

Scommettere beni, denaro, non sapendo bene l'esito del gioco.

Diventa una pericolosa dipendenza quando:

  • chi gioca perde la capacità di controllare volontariamente i propri comportamenti;
  • non riesce più a stabilire e rispettare un limite di tempo e denaro da impiegare
  • e ha come unico scopo della giornata la ricerca compulsiva dell'attività che genera piacere.

Come denuncia il Bambino Gesù questo tipo di dipendenza non riguarda più solo gli adulti fuori casa, ma a causa dell'utilizzo di app e siti internet il problema tocca ora anche gli adolescenti. Ed è entrato tra le mura domestiche.

Come le altre dipendenze, è caratterizzato da elementi ricorrenti:

  • il craving, il desiderio improvviso e incontrollabile di giocare;
  • l'astinenza, sensazione di irrequietezza associata a sintomi fisici e psicologici se non si riesce a giocare;
  • l'assuefazione, la necessità di aumentare progressivamente la quantità di tempo dedicato al gioco;
  • caratteristica specifica dei giocatori patologici, infine, il gambling, ovvero la tendenza a sovrastimare la propria abilità di calcolo delle probabilità e a sottostimare l'esborso economico che porterà ad una vincita. 

Come mai si diventa dipendenti?

"La dipendenza da gioco d'azzardo - spiegano gli specialisti del Bambino Gesù - deriva da una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali che varia da persona a persona. Dal punto di vista biologico, nei giocatori d'azzardo i circuiti cerebrali che guidano il comportamento subiscono una sorta di 'inganno', iniziando a rispondere come se l'azione del gioco fosse necessaria alla sopravvivenza. Il tratto psicologico che maggiormente predispone allo sviluppo delle dipendenze è la scarsa capacità di autocontrollo (caratteristica distintiva dell'adolescenza), mentre i principali fattori di rischio ambientali sono rappresentati dal contesto socio-economico in cui i ragazzi vivono, dall'esposizione a eventi stressanti e dalla familiarità con le dipendenze e con altre patologie psichiatriche". 

 

Quali sono i segnali per prevenire la dipendenza? Che cosa possono fare i genitori?

La famiglia è fondamentale per cogliere tutti i segnali che indicano una possibile dipendenza. Tra questi, come spiegano gli esperti del Bambino Gesù:

  • l'interesse continuo per il gioco d'azzardo,
  • le ridotte capacità di controllo sul tempo dedicato a questa occupazione,
  • il disinteresse per lo studio e per le altre attività ricreative,
  • il calo della resa scolastica,
  • le frequenti assenze ingiustificate,
  • l'ansia,
  • l'irritabilità,
  • gli atteggiamenti aggressivi non motivati,
  • i disturbi del sonno
  • e l'insorgere di comportamenti fino a quel momento considerati inusuali come mentire ripetutamente o rubare in casa.

Per affrontare il problema, genitori e insegnanti dovranno informare e sensibilizzare i ragazzi rispetto al fenomeno, aiutandoli a comprendere i pericoli, anche molto gravi, della dipendenza, ma senza utilizzare toni proibizionistici e giudicanti.

Sarà poi necessario tenere sotto controllo il comportamento dei giovani più a rischio e, nelle situazione più critiche, avviare interventi terapeutici specifici (come, ad esempio, i percorsi di psicoterapia individuale).

 

Uscirne con il percorso terapeutico

Uscirne si può, ma deve esserci anche motivazione da parte del ragazzo.

La cura si basa su incontri di psicoterapia individuali, familiari o di gruppo. L'obiettivo primario è creare un'alleanza con i giovani pazienti per rinforzare la motivazione e l'adesione al trattamento e per renderli più consapevoli del problema.

Inoltre per proteggersi dai rischi di gioco ci sono alcune indicazioni di comportamento da seguire, come:

  •  evitare luoghi (sale scommesse)
  • o situazioni di rischio (frequentare amici dediti al gioco e imitarne l'atteggiamento).

Nel percorso terapeutico possono inoltre essere prescritti farmaci che agiscono sulla compulsione (come gli antidepressivi di nuova generazione) o che stabilizzano il tono dell'umore (come il litio). I casi più gravi, invece, verranno indirizzati ai cosiddetti SERD, i servizi socio-sanitari assistenziali dedicati al trattamento delle dipendenze. 

 

Dal Bambino Gesù, un'email per chiedere aiuto

Per chiedere informazioni sul fenomeno, per segnalare una situazione di rischio o per ricevere l'aiuto degli specialisti di Neuropsichiatria Infantile del Bambino Gesù, è stato attivato l'indirizzo e-mail iogioco@opbg.net

 

Per approfondire: la guida del Bambino Gesù sul gioco d'azzardo