Nostrofiglio

Volontariato durante l'anno scolastico

Adolescenza e volontariato durante l'anno scolastico: giusto o sbagliato?

Di Rosy Maderloni
adolescente-volontariato

02 Gennaio 2018
Impegnarsi per una giusta causa è un sentimento nobile, arricchisce i ragazzi e li prepara alla vita adulta. Occorre però non perdere di vista le loro responsabilità di studenti e in famiglia. Come accompagnarli in questo percorso di crescita? Ne abbiamo parlato con la psicologa Marta Sortino

Facebook Twitter Google Plus More

Ci sono le responsabilità di tutti i giorni: studiare, rifare il letto, aiutare i genitori in piccole faccende domestiche o portare fuori il cane secondo i turni stabiliti.

Fin qui i doveri che più o meno tutti gli adolescenti riconoscono nella vita quotidiana. Ma si può immaginare - o chiedere loro - di più? Può essere troppo presto per vederli alle prese con forme di volontariato che li impegnino fuori dall'orario scolastico per cause per loro importanti? Ne abbiamo parlato con le psicoterapeute e psicologhe Marta Sortino e Laura Vaschetti Longo dell'associazione Aquiloni, che si occupa di percorsi di accompagnamento per ragazzi e famiglie a Torino. 

 

 

 

Adolescenza e volontariato: perché è importante
 

Approcciarsi al volontariato è uno dei passi che i ragazzi fanno per iniziare a definire la loro identità: «Nel nostro Paese il volontariato sociale è un fenomeno importante, che coinvolge tante persone in ambiti molto diversi tra loro: un fenomeno basato su un forte senso di solidarietà verso l’altro, sullo scambio reciproco e sulla gratuità. Gli adolescenti che si avvicinano a queste realtà lo fanno in un momento importante della loro vita in cui strutturano sia la loro identità, sia una nuova rete relazionale che permette loro di rivolgere lo sguardo a contesti extrafamiliari ed in particolare alla comunità in cui vivono».

 

L'età giusta per iniziare questo tipo di esperienze potrebbe essere intorno ai 16 anni: «Dai 13 ai 15 anni i ragazzi attraversano la fase della pubertà in cui l'attenzione è volta allo sviluppo sessuale e alla ricerca di un forma identitaria definita. Successivamente si entra nella piena adolescenza, periodo nel quale il gruppo dei pari assume una notevole importanza: comincia a prender forma il processo di uscita dalla famiglia e di conquista della propria autonomia.

Nella maggioranza dei casi dai 16 anni in su, raggiungono dunque la consapevolezza giusta ed un senso critico solido necessari per poter far scelte personali ed essendo in via di definizione la sfera morale e sociale possono a questo punto del loro sviluppo avvicinarsi più facilmente al mondo del volontariato.

 

«Il vivere questo tipo di esperienze in ambito sociale, scelte spontaneamente, favorisce l'insorgenza ed il consolidamento di atteggiamenti altruistici e comportamenti volti alla prosocialità con ricadute significative sullo sviluppo dell'autostima e della fiducia in sé, limitando la possibilità di intraprendere percorsi volti all'antisocialità».

 

 

 

Adolescenza e volontariato: servirà anche da adulti
 

Impegnarsi da giovani per essere più motivati da adulti. Può essere questa una leva per incentivare un adolescenti a spendersi per gli altri?
 

«Da alcune ricerche è emerso che rispetto ai coetanei i ragazzi che vivono esperienze di volontariato hanno aspirazioni lavorative più elevate - aggiunge Sortino - un miglior rendimento scolastico ed una miglior motivazione intrenseca al lavoro scolastico. Il maturare di questi benefici ovviamente è correlata al tempo di investimento di un determinato ambito e alla qualità dell'esperienze vissuta. La propensione al mettersi in gioco è trasmessa dai genitori in primis e da adulti di riferimento incontrati nel percorso di vita e dev'essere un'esperienza sostenuta e accompagnata in modo che sia bilanciata rispetto al resto del tempo a disposizione».

 

«Lo sperimentare vissuti di scambio e confronto con persone adulte e non che si incontrano nelle associazioni facilita l'interiorizzazione di valori e norme morali oltre lo sviluppo della capacità di progettare il proprio futuro sulla base delle proprie risorse e di eventuali condizionamenti. Non si può dimenticare infine che i ragazzi coinvolti vivono aspetti importanti di gratificazione personale e conferma di sé nei casi in cui le esperienze assumono una connotazione positiva».

 

 

Adolescenza e volontariato: i rischi
 

Se una preoccupazione può essere quella che il tempo per il volontariato è portato via allo studio, dovrebbe invece destare molta più attenzione da parte degli adulti della forza con cui certe realtà irrompono sulla sensibilità di un adolescente. 
 

«Penso che occorra che ci sia una verifica e un monitoraggio constante dei percorsi intrapresi, perchè potrebbero verificarsi situazioni difficili che possono ripercuotersi negativamente sui ragazzi trasformando esperienze positive in vissuti di inefficacia o senso di inadeguatezza - chiarisce la psicologa -. Nei casi in cui il volontariato diventasse il fulcro di vita sopra ogni altra attività, forse significa che si è di fronte a ragazzi fragili, che mascherano difficoltà circa la gestione delle proprie risorse personali e focalizzano le energie altrove per fuggire da aspetti di sé o situazioni personali dolorose. In questo caso serve portarli a riflettere aiutandoli a ristabilire un equilibrio diverso ricollocando sè al centro. Se si tratta di ragazzi minorenni i genitori possono chiedere un confronto con i responsabili dell'associazione in cui sono inseriti».

 

 

Volontariato: le associazioni sicure per gli adolescenti
 

Sono infinite le possibilità di impegnarsi in grandi o piccole realtà locali adatte a ragazzi minorenni che vogliano mettersi alla prova. L'indicazione è quella di assicurarsi che siano realtà solide, conosciute, iscritte agli Albi delle associazioni dei Comuni e che vi sia sempre la possibilità di chiedere una verifica con tutor o referenti disponibili a seguire i ragazzi proteggendoli da eventuali rischi.
 

Vi proponiamo realtà che in tutta Italia aprono le porte ai ragazzi che vogliano mettersi alla prova in varie tipologie di interesse:

  • Pimegiovani, una realtà cattolica che introduce i ragazzi dai 14 al tema della Missione con attività nei weekend di formazione e lavoro;
  • YoungCaritas, attiva in diverse città propone itinerari e Cantieri di solidarietà per tutte le età a seconda della propria disponibilità;
  • Croce Rossa Italiana, accoglie ragazzi anche di 17 anni previa formazione per l'organizzazione di iniziative di sensibilizzazione sul territorio.