Studiare all'estero

Anno scolastico all'estero: perché sceglierlo e come si fa

Di Martina Carnovale
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08 Gennaio 2018
Viaggiare, imparare nuove lingue e conoscere culture diverse al giorno d'oggi è diventato un requisito fondamentale, non solo per la vita professionale. C'è un modo per iniziare a farlo fin da adolescenti: trascorrere un anno scolastico all'estero. Vediamo come fare.
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Ogni anno 2mila 200 studenti partono alla volta di 65 Paesi diversi sparsi in tutto il mondo per trascorrere una parte o tutto il loro anno scolastico all’estero. Sono i ragazzi di Intercultura, l’associazione Onlus che gestisce i programmi di studio all’estero, anche grazie alla collaborazione con il Ministero dell’Istruzione che, è presente nel Consiglio Direttivo della Fondazione Intercultura.

Un’esperienza intensa e particolare che sicuramente incide molto sulla vita di un adolescente. Ma come si fa a partecipare al programma? Lo abbiamo chiesto proprio agli esperti di Intercultura, che si occupano delle selezioni e della gestione dei viaggi.

 

Chi può partecipare e quando fare domanda


 

Il programma di Intercultura che permette di frequentare un anno o un semestre scolastico in una scuola estera, ospitato da una famiglia locale, è dedicato ai giovani tra i 15 e i 17 anni. In genere, però, «noi consigliamo agli studenti di partire durante il quarto anno di scuola superiore», spiega Raffaele Pirola, responsabile comunicazione e sviluppo di Intercultura.

 

Per partecipare è necessario fare le selezioni presentando la domanda nell'anno scolastico precedente alla partenza, tra l’1 settembre e il 10 novembre. Di solito sono circa 7mila i ragazzi e le ragazze che si fanno avanti e, di questi, poco più del 30% riusciranno effettivamente a partire.

 

 

Le selezioni per l'anno scolastico all'estero


 

Le partenze avvengono, per i programmi annuali e semestrali, durante l’estate. Prima di arrivare a questo punto, però, i ragazzi si sottopongono a un lungo percorso di selezione e, soprattutto, preparazione all’esperienza che andranno a vivere. «Lo scopo delle selezioni – aggiunge Raffaele Pirola – è capire se la ragazza o il ragazzo è pronto a vivere un’esperienza del genere e ha gli strumenti per affrontare l’impatto con una cultura diversa dalla sua».

Una volta superato questo primo step, i ragazzi continuano ad essere seguiti dai volontari di Intercultura: devono infatti compilare un fascicolo su di loro che permette poi allo staff di scegliere l’abbinamento migliore, con il Paese e la famiglia giusti. Inoltre, i ragazzi partecipano a diversi weekend di preparazione prima della partenza, tra aprile e maggio, dopo aver saputo di aver vinto il concorso.

 

 

I costi e le borse di studio dell'

anno scolastico all'estero
 

Scegliere di trascorrere un anno all’estero ha costi diversi a seconda del Paese di destinazione: si va dai quasi 11mila euro per nazioni come la Bosnia, la Russia, il Portogallo o l’Ungheria agli oltre 20mila euro della Nuova Zelanda e del Canada anglofono. In generale, però, la quota media si aggira intorno ai 14-15mila euro: la spesa è di 15mila 900 euro per un soggiorno negli Stati Uniti e nel Canada francofono, scende a 15mila 300 euro per l’Irlanda e arriva a 13mila euro per la Cina.

La maggior parte degli studenti che sceglie di imbarcarsi in questa esperienza, però, riesce a beneficiare di una borsa di studio. Sono infatti circa 1500 le borse di studio totali o parziali erogate da aziende sponsor o dall'apposito fondo di Intercultura sulla base dei requisiti di reddito, rendimento scolastico e situazione familiare. Chi sceglie di partire pagando l’intera quota di partecipazione può indicare anche solo una destinazione e otterrà la risposta sulla sua idoneità a partecipare al programma entro la fine di gennaio. Se invece si sceglie di chiedere un aiuto economico, il programma prevede che il candidato indichi fino a dieci destinazioni possibili.

 

 

I vantaggi per l’istruzione


 

«Entrare in contatto da adolescenti con una cultura diversa serve non solo a sviluppare le conoscenze linguistiche, ma soprattutto la capacità di pensiero critico autonomo, la capacità di gestione dell'ansia e di relazionarsi con persone di culture diverse in un ambiente nuovo», sottolinea ancora Raffaele Pirola. Gli studenti, in particolare, «scoprono i loro talenti, comprendono le loro inclinazioni e l’esperienza li avvantaggia molto e li prepara ad affrontare al meglio il loro percorso di studi e professionale».

 

Secondo uno studio, realizzato dall'Osservatorio sull'internazionalizzazione delle scuole e promosso dalla Fondazione Intercultura, intervistando 900 ex partecipanti ai programmi di Intercultura partiti tra il 1977 e il 2012, il 73% dei partecipanti riesce ad avere soddisfazione nel percorso lavorativo trovando un impiego coerente con le proprie attitudini. La maggior parte di loro si dichiara più felice della media degli studenti italiani e, spesso, riescono a costruire una vita più indipendente dalla famiglia di origine, molte volte addirittura all’estero.