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Come farsi ascoltare da preadolescenti e adolescenti (senza dover ripetere sempre le stesse cose!)

di Angela Bisceglia - 27.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ci illudiamo che, crescendo, i nostri figli impareranno da soli quali siano i loro doveri e che non dovremo più ripetere sempre le stesse cose, ma spesso non è così. La pedagogista ci insegna come farci ascoltare da preadolescenti e adolescenti

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Come farsi ascoltare da preadolescenti e adolescenti

'Metti a posto la tua stanza! Non lasciare lo zaino davanti alla porta di ingresso! Aiutami nelle faccende di casa! Vai a fare i compiti! Metti i panni sporchi nella cesta!' Ogni giorno ci sgoliamo a ripetere sempre le stesse cose e non si capisce perché gliele dobbiamo ripetere se poi non le fanno o ci rispondono svogliatamente. Siamo noi che sbagliamo qualcosa nella comunicazione? O che pretendiamo troppo da loro?

Insomma, dov'è l'inghippo? E come uscirne? "C'è un po' di tutto" risponde la pedagogista Elena Urso, "perché preadolescenza ed adolescenza sono età in cui i nostri 'bambini' cambiano tanto e per questo deve cambiare anche il nostro modo di approcciarci a loro".

Preadolescenza: l’entrata in un mondo nuovo

"La preadolescenza è una fase di grossi cambiamenti per i nostri figli" prosegue la pedagogista. "E' un'età di mezzo, in cui hanno un piede nell'infanzia e uno nell'adolescenza e anche loro stanno cercando di capire che cosa sta succedendo. Senza considerare che la preadolescenza coincide spesso con l'ingresso alle scuole medie, che comportano uno stravolgimento dell'impostazione scolastica: tanti insegnanti nuovi, tante materie sconosciute da studiare, un diverso metodo di insegnamento e di studio da capire. E tanti compagni con cui stabilire nuove relazioni".

Adolescenza: tanti interessi e tante distrazioni

Con l'adolescenza il modo di pensare e di comportarsi dei nostri figli cambia ulteriormente: è una fase che spesso coincide con l'inizio delle superiori, in cui i ragazzi vanno incontro ancora una volta a cambiamenti di compagni, di insegnanti, di esperienze. Ma soprattutto cambia la loro mentalità, tant'è vero che quando parliamo loro ci sembra che abbiano la testa da tutt'altra parte. "Ed è proprio così" commenta la pedagogista: "i ragazzi sono distratti da altri pensieri, che per loro sono molto più importanti delle nostre
richieste. Che sia l'amico con cui hanno litigato, l'allenatore di calcio che ha troppe pretese, il prof a suo parere ingiusto, non fa differenza: in confronto a questi pensieri così 'gravosi', le nostre richieste diventano per loro quisquiglie".

Comprendono, ma non sono interessati

"Mentre i bambini non hanno ancora ben chiare le regole di casa e non riescono a memorizzare quel che devono fare giorno per giorno, i preadolescenti e gli adolescenti hanno perfettamente acquisito certe capacità cognitive, quindi lo sanno che bisogna rifare il letto al mattino, sparecchiare dopo pranzo, non lasciare i fazzoletti in giro per casa, ma non sono interessati a fare certe cose, perché non rientrano tra le loro priorità" prosegue la Urso.

A volte può essere una forma di ribellione

E' tipico dei ragazzi non ascoltare volutamente certe richieste come forma di contestazione e ribellione, perché vogliono dimostrare che sono loro a decidere cosa fare e non fare. È anche una forma di affermazione di sé: se per noi è importante che la loro stanza sia in ordine, può darsi che ci sentiremo rispondere che la camera è la loro e per loro va bene anche il disordine.

Le strategie che funzionano

Assodato che sono 'fisiologicamente' distratti e assodato che non abbiamo nessuna voglia di ripetere loro 100 volte le cose che devono fare, men che meno di farle al posto loro, come comunicare in modo efficace con preadolescenti e adolescenti? Ecco alcune strategie suggerite da Elena Urso.

Fare una selezione preventiva

Se le nostre conversazioni con i figli si riducono sempre ad un mero elenco di cose da fare, è ovvio che non ci ascolteranno. Di 10 cose che vorremmo fossero fatte, individuiamo le 5 che sono per noi davvero importanti: se no rischiamo che non ne facciano neanche una.

Negoziare

Con un ragazzo non si può pretendere che impartiamo ordini dall'alto e lui ci ubbidisca in tutto, ma un po' di negoziazione ci vuole. Una volta individuate le nostre priorità, condividiamo la regola e troviamo un punto d'incontro, ad esempio: "Facciamo che io ritiro i panni dallo stendino e li piego sulla sedia e tu vai a riporli nei cassetti?"

Sollecitare la loro memoria

Anche se abbiamo fatto un accordo, non si rifà il letto? Mettiamo in conto che la sua memoria è riempita da altro e rammentiamo loro certe incombenze.

Senza scomporci più di tanto, dopo che ha fatto la colazione, ricordiamogli di rifarsi il letto. Se ne 'dimentica' e va a scuola lasciando il letto disfatto? Lasciamolo anche noi così: se lo ritroverà da fare al suo ritorno

Calma e fermezza

Lascia puntualmente i panni sporchi per terra davanti alla lavatrice anziché metterli nella cesta? Resistiamo alla tentazione di urlargli addosso che non fa mai niente: lo chiamiamo, gli facciamo vedere dove vanno messi e lo invitiamo a raccogliere i suoi da terra, spiegandogli che è una questione di igiene, oltre che di rispetto reciproco

Stanza off limits

Uno dei temi sui quali c'è più da discutere con un adolescente è l'ordine della sua stanza: "La stanza per un adolescente è un luogo simbolico importante, perché rappresentativo di sé" fa notare la pedagogista: "per questo non possiamo essere troppo invadenti e pretendere che la tenga come noi vogliamo. Anche qui tocca trovare un accordo: possiamo ad esempio concordare che lasciamo
che decida come tenerla e sistemarla, ma si impegna a fare una (sommaria!) pulizia una volta alla settimana, a rifarsi il letto e non lasciare cartacce o altri rifiuti in giro. Se non lo fa, ci sentiamo autorizzati ad 'invadere il campo'.

Aiuto nelle faccende di casa

Il nostro ideale sarebbe che tutti facessimo la nostra parte di faccende di casa. E il principale modo per inculcarlo è dare noi per primi l'esempio di collaborazione, sia mamme che papà. Perché tutti abbiamo le nostre cose da fare e non ci sono né schiavi né padroni. Magari non sarà proprio una suddivisione equa, ma il suo piatto dal tavolo dovrà toglierlo e la sua sacca della palestra dovrà svuotarsela da solo

Tolleriamo le loro sbuffate

Se è giusto pretendere che facciano certe cose, non pretendiamo anche che le facciano volentieri! Ogni età ed ogni ruolo hanno il proprio compito evolutivo: per i ragazzi il compito è quello di costruire ed affermare la propria personalità, ma anche di imparare la
regolazione delle emozioni attraverso di noi.

Insomma, se al nostro ennesimo invito ad andare a buttare l'immondizia risponde qualcosa che assomiglia a 'che seccatura!', rispondiamogli placidamente che sì, ha ragione, ma lo deve fare, perché anche per noi preparare la cena o stirare è una seccatura, eppure lo facciamo lo stesso.

Lavati!

Quali sono le cose che bisogna ripetere di più? "Nella preadolescenza e nella prima parte dell'adolescenza la cosa che ci sarà bisogno di ricordare più spesso ai nostri figli è di lavarsi" risponde la Urso: "Finché non inizia un'interazione sociale interessante, infatti, l'igiene personale non è cosa di cui si occupano e non si rendono neanche conto che tutti i cambiamenti fisici e ormonali li portano fisiologicamente a produrre più sudore e cattivo odore. Non ci stanchiamo di ripeterlo, anche se ci dicono a che a loro sta bene così: emanare cattivo odore non è rispettoso per gli altri e bisogna lavarsi, anche più volte al giorno. Volenti o nolenti.

La scuola: aiutino o no?

Qui tocca fare una distinzione: se alle scuole medie una supervisione da parte dell'adulto sarà ancora opportuna, soprattutto nell'organizzazione del lavoro scolastico o del materiale, una volta giunti alle superiori, fatta eccezione per gli inizi del primo anno, tutta la 'questione scuola' deve diventare appannaggio esclusivo dei ragazzi. Diamo loro fiducia, concediamo l'autonomia che tanto
ci chiedono, senza che stiamo a ripeter loro 100 volte di fare i compiti o di prepararsi lo zaino. Se poi ci rendiamo conto che trascorre i pomeriggi alla play station o se alla fine del primo quadrimestre i risultati non sono buoni, si rivedono gli accordi e si mettono dei paletti.

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