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Smartphone e figli: è utile che condividano la posizione?

di Elena Berti - 06.06.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Condividere posizione dei figli sul cellulare: è giusto geolocalizzare i propri figli o bisogna dare più fiducia agli adolescenti?

Condividere posizione dei figli sul cellulare

Capita spesso di paragonare la propria adolescenza a quella dei figli: "ai miei tempi" è una delle frasi più utilizzate dai genitori di sempre, anche dai nostri, e produce sempre lo stesso effetto, cioè far sembrare chi la pronuncia ormai… vecchio! È inutile fare paragoni tra i giovani di oggi e quelli di ieri, soprattutto perché i mezzi e le abitudini sono diversi. Per esempio, oggi si può discutere di condividere posizione dei figli sul cellulare: giusto o sbagliato? Utile o piuttosto dannoso?

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Condividere posizione dei figli: perché farlo?

La tecnologia ci ha regalato una serie di opportunità che prima non avevamo. I genitori degli anni Ottanta e Novanta, senza andare troppo indietro, lasciavano che i figli adolescenti uscissero e potevano solo fidarsi: oggi possiamo chiamarli in ogni momento, fare videochiamate e anche geolocalizzarli. Ma perché condividere posizione dei figli? Il rapporti tra genitori e figli adolescenti è molto delicato e, se da una parte è giusto sapere cosa fanno i propri figli e dove vanno, dall'altra la fiducia e l'autonomia sono necessarie affinché la relazione sia sana e rispettosa. 

Cose da sapere prima di dare uno smartphone ai figli

Quando si decide di dare uno smartphone ai propri figli - e secondo gli esperti non dorrebbe avvenire prima dei 14 anni, almeno 12 - si devono tenere presenti alcuni punti che non vanno sottovalutati. I genitori spesso tendono a dare troppa fiducia ai figli: se è un bene fidarsi, bisogna anche rendersi conto che si parla di ragazzini che non hanno alcuna conoscenza del mondo, per quanto vogliano pensare il contrario. 

Per questo, quando si dà il cellulare a un figlio bisognerebbe: 

  • installare un'app di controllo da remoto
  • limitare la navigazione su alcuni siti
  • impedire di scaricare app non adatte alla loro età (compresi i social, che in alcuni casi hanno il limite a 13 anni)
  • controllare regolarmente attività e chat (sì, anche le chat), non in segreto ma in accordo coi figli
  • limitare eventualmente il tempo di utilizzo (si può fare da remoto)
  • applicare regole ben precise che dovranno essere rispettate

Anche la condivisione della posizione può essere inserita tra le regole a cui sottostare per avere un cellulare, poi starà ai genitori decidere che uso farne. 

Chiedere o no ai figli di condividere la posizione?

Chiedere ai figli - o imporre - di condividere la posizione può essere utile per sapere dove vanno, effettivamente, oppure per localizzarli nel caso in cui si sospettasse che sia successo qualcosa. Ma siamo sicuri che sia davvero utile? Sapere dove sono i figli non permette di sapere anche cosa stanno facendo e con chi. Se non vi fidate dei vostri figli, la tecnologia serve a poco. Meglio quindi provare ad avere una relazione che si basi sulla fiducia e che non richieda una supervisione di questo tipo. 

È comunque bene tenere la funzione attiva, senza però controllarla continuamente. Potrebbe rivelarsi utile qualora effettivamente non riusciste a mettervi in contatto oppure in altri casi in cui avete davvero bisogno di sapere dove si trova vostro figlio. 

Controllare i figli ancora giovani, soprattutto per proteggerli dai pericoli della tecnologia e del mondo esterno (che spaventa molto di più e del quale loro in primis si fidano meno), è assolutamente legittimo ed è anzi doveroso, lo dicono anche gli esperti. Ma voler controllare sempre tutto quando si dà loro un po' di autonomia potrebbe minare la fiducia: provate a fidarvi e vedete come va, è così che si fa nelle relazioni, no?

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