Sport

Pubertà: che cosa fare con il rischio "ossa di cristallo"

Di Ida Macchi
sportbambini
06 Giugno 2017
Durante la pubertà si forma il 36% dello scheletro: per renderlo forte bisogna puntare sull’attività fisica. Cinque volte la settimana
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Correre, saltare e fare sport: è scritto nel Dna dei nostri bambini, ma i teenager del nuovo millennio preferiscono sfidarsi in un video game piuttosto che in una partita a calcetto. Risultato: l’obesità, per la quale i bimbi italiani si sono guadagnati la maglia nera in Europa, ma anche uno scheletro a maggior rischio di fratture. (Leggi anche: un bambino su tre ha problemi di peso)

 

Lo dimostra una ricerca dell’Università della British Columbia, in Canada: con immagini ai raggi X ad alta risoluzione, ha monitorato la struttura ossea di 309 adolescenti di entrambi i sessi in una fase cruciale della loro crescita (i maschi tra i 12 e i 16 anni, le femmine tra i 10 e i 14 anni), evidenziando che i sedentari hanno ossa più fragili , di “cristallo”.

 

DEVONO FARE TANTO MOVIMENTO

 

«Nulla di strano», spiega il dottor Attilio Turchetta, responsabile della Uosd di Medicina dello sport dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

«Il 36% dello scheletro si forma proprio durante gli anni della pubertà, quando gli ormoni sessuali si affiancano al Gh (l’ormone della crescita) accelerando l’allungamento osseo. Questo processo avviene al meglio con il contributo dell’attività fisica: mette in moto le fasce muscolari che stimolano una perfetta mineralizzazione dello scheletro, permettendogli di sfruttare tutto il calcio introdotto con l’alimentazione. Non solo: durante il movimento, per il semplice fatto di stare in posizione eretta, la forza di gravità agisce da “carico” sulle ossa, rendendole più dure e resistenti».

 

BASTA GIOCARE ALL’ARIA APERTA

 

«È quindi importante che i nostri ragazzi si muovano e facciano sport, soprattutto quelli aerobici e di intensità moderata (come ciclismo, nuoto, ginnastica artistica, pallavolo, calcio o corsa): mettono in moto i grossi gruppi muscolari, agendo a 360° sulla struttura ossea», suggerisce il dottor Turchetta.

 

«Effetti protettivi si ottengono anche con sport asimmetrici come il tennis o la scherma, perché oggi sono sempre associati a una preparazione atletica che sviluppa anche l’altra metà del corpo. Per i bambini che non gradiscono un percorso di esercizio strutturato, però, bastano anche il gioco e la corsa all’aria aperta, ma è importante che le “dosi” di movimento siano di almeno 45 minuti 5 volte la settimana.

 

Stare all’aperto offre peraltro un ulteriore beneficio: grazie all’azione dei raggi solari, l’organismo converte la vitamina D nella sua forma attiva, fondamentale per un perfetto assorbimento del calcio. Infine è importante spronare i nostri figli, soprattutto se li vediamo davvero eccessivamente pigri, a combattere la sedentarietà con piccole abitudini di vita: salendo le scale a piedi, scendendo dall’autobus che li porta a scuola almeno due fermate prima di essere arrivati alla meta e facendo altrettanto quando tornano a casa».

 

La dieta giusta


Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel garantire ossa robuste: «Tra i 12 e i 20 anni, lo scheletro immagazzina il calcio fornito dalla dieta», spiega il dottor Turchetta. «Questa scorta è come una polizza nei confronti di una futura osteoporosi. È quindi importante che nella dieta non manchino latte e formaggi, fonti di calcio. Chi è intollerante può puntare su alici, sardine, gamberi, calamari, broccoletti, cavoli, spinaci, legumi e cicoria. Un paio di uova la settimana, inoltre, forniscono vitamina D».