IL RUSH FINALE

Esami di recupero debiti: come gestire il rush finale

Di Alice Dutto
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31 Agosto 2018
Sono iniziati gli esami di riparazione per recuperare i debiti assegnati alla fine dello scorso anno scolastico. Ecco come affrontarli nel migliore dei modi
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Sono partiti gli esami di riparazione per recuperare i debiti scolastici, che sono stati assegnati ad alcuni studenti alla fine dello scorso anno scolastico. Il tempo per studiare è finito, ma lo stesso si può fare qualcosa per non impazzire e focalizzarsi sul risultato, cercando di risparmiare tempo, energie e denaro.

Abbiamo chiesto aiuto a Cesare Cornoldi, professore emerito di Psicologia dell’apprendimento e della memoria presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Padova, esperto di problematiche evolutive associate a difficoltà scolastiche, e autore di numerosi libri della casa editrice Erickson. Ecco i suoi consigli per il rush finale.

1. Fategli capire che l'esame è importante

«In questi mesi si spera che i ragazzi abbiano ripassato e si siano preparati per l'esame di riparazione. In ogni caso, a prescindere dalla loro preparazione, è molto importante che si preparino anche dal punto di vista a questo momento» sottolinea il professore.
 


La prima cosa per farlo è che accettino che devono sostenere questo esame. «Devono capire che lo devono superare e che, in qualche modo, è utile per loro. Se riescono a fare questo passaggio mentale, si metteranno più facilmente nella prospettiva di poterlo superare responsabilizzandosi e mettendosi a studiare seriamente».

2. Anticipate l'esame a livello mentale


Per ridurre la loro ansia e fargli prendere coscienza che l'esame è vicino, fate una prova di come potrebbe essere. «Immaginate insieme quali domande gli verranno poste con più probabilità e fategli ripassare quei determinati argomenti. Poi fategli focalizzare le parti di programma su cui sono più preparati in modo che possano puntare su quelle nel caso di una domanda a libera scelta».

3. Evitate lo studio “arruffato”


«Essendo così vicini agli esami è inutile studiare in modo disorganizzato da zero. Rischierebbe solo di stancare e confondere i ragazzi. Meglio focalizzarsi sulle basi di ogni argomento e su ciò che sanno, immaginando le possibili domande, soprattutto quelle a scelta».

4. Fateli ripassare con gli amici


Un buon metodo può essere quello di organizzare un pomeriggio di studi con i loro compagni di classe: in questo modo potranno confrontarsi sul programma e trovare insieme la motivazione per affrontare questo momento sapendo di non essere da soli.

5. Non incalzateli


Ormai i vostri ragazzi sono grandi e quindi non potete essere troppo invadenti. «L'ideale è quello di trasmettere il fatto che siete dalla loro parte, che capite che sono a disagio, ma senza incalzarli. Meglio invece responsabilizzarli sull'esame, facendo capire loro che è una cosa importante. Così facendo saranno loro stessi a regolare il loro comportamento per superare questa prova».

6. Gestite insieme l'eventuale fallimento


Se c'è stata tutta l'attività di preparazione di cui abbiamo parlato prima, cioè la mentalizzazione dell'esame, sarà più facile per studenti e genitori affrontare anche un'eventuale bocciatura. «Tutti sapranno che, anche se non è andata bene, ci si è provato. Se invece i genitori sono troppo rigidi possono insorgere problemi più grandi».

 


La giusta reazione è quella di non minimizzare l'accaduto, ma comunque mostrare comprensione: «dopo qualche giorno poi coinvolgete il ragazzo nell'organizzazione e pianificazione dello studio dell'anno successivo per evitare che il problema si ripeta e infondergli un po' di ottimismo».

7. Rivolgetevi a degli esperti


Nei casi in cui lo riteniate opportuno, il professore consiglia di rivolgersi a degli esperti dell'apprendimento, «questo perché spesso il fallimento scolastico non è collegato di per sé a una scarsa preparazione, piuttosto a difficoltà nell'organizzazione dello studio o all'atteggiamento con cui si pone. Risolvere questi problemi può essere difficile in famiglia, meglio quindi rivolgersi a dei professionisti».