ESAME DI RIPARAZIONE A SETTEMBRE

Esami di riparazione no panic: come organizzare lo studio in estate

Di Zelia Pastore
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09 Agosto 2019
Farsi una tabella di marcia che preveda delle pause, approfittare dei corsi organizzati dalla scuola, trovarsi a ripetere in un gruppo di studio e soprattutto vedere la situazione dalla prospettiva corretta: i consigli della psicologa
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Un’estate chiusi in casa, abbracciati al ventilatore e circondati di libri, quaderni, post - it e appunti: ecco l’immagine che si disegna immediatamente nella mente dei ragazzi delle scuole superiori che sanno di dover sostenere gli esami di riparazione a settembre, per recuperare le lacune emerse durante l’anno.

Questo scenario può essere tranquillamente scongiurato, se si seguono gli accorgimenti giusti e si imposta lo studio estivo in maniera sensata e corretta. Abbiamo chiesto dei consigli pratici su questa tematica a Silvia Andrich psicologa dello sviluppo specializzata in psicopatologia dell'apprendimento e autrice di libri tra cui “SOS esame di terza media”, su come i ragazzi con disturbi Specifici dell’apprendimento possono affrontare l’esame di terza media, per la casa editrice Erickson).

 

ESAMI DI RIPARAZIONE: IMPARIAMO A VEDERE IL BICCHIERE MEZZO PIENO

 

Come prima cosa, inquadriamo il fenomeno in maniera obiettiva: non si tratta di niente di irreversibile e soprattutto non è per forza l’anticamera di una bocciatura. “Gli esami o debiti formativi sono un’attestazione di un’insufficienza che uno studente ha in una, due o tre materie, che possono essere portate dietro anche dal primo quadrimestre - spiega Silvia Andrich - Sulle loro possibili conseguenze è necessario fare dei distinguo a seconda degli indirizzi e di che tipo di materie il ragazzo deve recuperare. Ad esempio, la situazione è più complessa se in uno scientifico si ha sia matematica che fisica, materie “portanti”, con una grave insufficienza, ma anche in questo caso con una buona dose di impegno è possibile recuperare”.

 

Si svolgono solitamente i primi giorni di settembre: “A presiederli c’è sempre un professore della scuola, e di solito è proprio il docente che ha seguito il ragazzo durante l’anno che decide la tipologia della prova e quello che verrà richiesto. - illustra Silvia Andrich - “Gli esami potrebbero essere fatti però non dallo stesso professore che ha optato per il debito, e questo potrebbe non essere necessariamente un male. Nel concreto, si tratta di una prova o un’interrogazione molto simile a quelle sostenute durante l’anno: non serve quindi avere paura, basta prepararsi adeguatamente”.

 

Un buon punto di partenza per il “programma estivo” può sicuramente essere vederli come un’opportunità: “Cerchiamo di considerarli come una prova di fiducia della scuola nei confronti del ragazzo. Proviamo a pensarla così: meglio questi che la bocciatura!”. Non si tratta quindi di un insuccesso annunciato, ma dell’occasione di rinsaldare le conoscenze con degli aiuti.

 

 

ESAMI DI RIPARAZIONE A SETTEMBRE: SFRUTTARE I CORSI DI RECUPERO

 

La scuola organizza solitamente dei corsi di recupero prima dell’esame di riparazione: come si deve approcciare lo studente a questi momenti? “Ogni scuola ha il suo calendario e le sue modalità: solitamente vengono organizzati per l’ultima settimana di agosto. Non sono obbligatori: il ragazzo può scegliere di non partecipare, ma io personalmente consiglio di andare perché ci si esercita sulle tipologie di prove e si approfondiscono aspetti che sicuramente verranno affrontati durante esame”.

 

Bisognerebbe vedere anche questo momento come un’opportunità e non ulteriore scocciatura: “Potrebbe essere un’ulteriore occasione di dare il meglio di sé. - chiarisce Silvia Andrich - Il modo più produttivo per partecipare a questi incontri è ascoltare bene su cosa punta il professore, fare domande e chiedere chiarimenti sull’esame, prendere appunti: insomma, giocarsi bene questa chance. Molto spesso succede che i ragazzi quando devono recuperare un debito hanno un esito molto positivo: questo fa capire l’unico problema alla base di tutto è stato uno studio poco sistematico durante l’anno".

 

LA TABELLA DI MARCIA

 

Passiamo quindi alla fase operativa, ovvero come organizzare il programma di studi: “Tenendo conto che per un ragazzo con debiti formativi l’anno scolastico può essere stato abbastanza faticoso e stressante, concediamo 15 giorni di riposo e stacco”.

 

Per evitare uno studio “matto e disperatissimo” alla fine di agosto, “è essenziale stilare la tabella di marcia: fare uno schema sui giorni che si hanno a disposizione e programmarsi lo studio. Tutti i ragazzi con il debito hanno a disposizione una scheda dove sono elencati i vari argomenti che devono recuperare: il programma va fatto sulla base di questo. Il primo passo è dividere tra gli argomenti che suonano come completamente nuovi e quelli di cui si ha già un’infarinatura, ovvero quelli che necessitano solo di un ripasso approfondito o proprio di uno studio effettivo. Se si è stati rimandati in materie come latino, matematica, lingue e simili, è bene anche prevedere una parte di esercizi”.

 

LE ORE MIGLIORI PER STUDIARE

 

E’ proprio necessario rinunciare alle lunghe dormite ristoratrici di luglio e agosto per svegliarsi presto e chinarsi sui libri?

“Dipende dal numero di materie che il ragazzo ha da recuperare: se è una, si può studiare anche solo mezza giornata. Se si hanno 2 materie, si può dedicare la mattina un paio d’ore ad una materia, il pomeriggio un paio d’ore all’altra - rassicura Silvia Andrich -. Il momento della giornata in cui mettersi a studiare è molto soggettivo: c’è chi rende meglio le prime ore del mattino e chi predilige il pomeriggio. In estate teniamo in conto la variabile caldo: puntiamo sulle ore fresche”.

 

NON DIMENTICARE LE PAUSE

 

Una nuotata al mare o una passeggiata nei boschi non è solo concessa, ma anche consigliata: “Per i ragazzi delle superiori è fondamentale imparare a curare il benessere psicofisico: per questo quando si studia consiglio di bere molta acqua, che aiuta anche nella gestione dell’ansia. Ogni ora di studio va intervallata con una piccola pausa che può essere impiegata per fare merenda o per farsi una nuotata in piscina”.

 

 

IL GRUPPO DI STUDIO CHE SEMPLIFICA LA VITA

 

E il gruppo di studio con gli amici può rappresentare un valido supporto? “Assolutamente si, lo vedo bene sia in estate che durante l’anno: aiuta a scaricare la tensione e rende il ripasso piacevole. Prima è necessario un momento di studio individuale, dove ognuno con le proprie strategie assimila bene i concetti, poi si ripete e si fanno gli esercizi insieme. L’ideale è un gruppo di massimo tre elementi”. 

 

ESAMI DI RIPARAZIONE: GENITORI “SUPPORTERS”

 

Anche i genitori possono fare la loro parte in questo processo, e stare vicino ai figli in maniera adeguata: “Non cominciamo subito a stressare i ragazzi, ma nel contempo vigiliamo sul fatto che non si scordino di fare un piano di studi. Non bisogna poi essere eccessivamente punitivi - prosegue Silvia Andrich - e non va data l’idea ai ragazzi di essere “in prigione” per due mesi. Le drammatizzazioni non sono mai utili. Un buon modo di stare accanto ai propri figli è far loro capire che i genitori non sono i sostituti dei professori ma sono lì per dare loro tutto il supporto di cui hanno bisogno, fosse anche preparare una torta o organizzare la casa per far venire gli amici del gruppo di studio”.

 

Non sono da escludere gli aiuti materiali: “Per i ragazzi che hanno scarsa motivazione e poca tenuta all’impegno, essere affiancati da un insegnante privato è utile: se i genitori tendono ad essere troppo intrusivi e pressanti possono creare conflitti, una figura esterna può essere d’aiuto. L’ideale sarebbe dargli modo di fare delle cose da soli e farsi poi supervisionare da un insegnante privato”.