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Generazione Z: caratteristiche degli adolescenti di oggi

di Stefano Padoan - 27.05.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Alla scoperta della Generazione Z: caratteristiche e risorse degli adolescenti nati tra il 1997 e il 2012, considerati i più imperscrutabili di sempre

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Generazione Z: caratteristiche degli adolescenti di oggi

Cosa pensa mio figlio? I genitori di ragazzi e ragazze adolescenti se lo chiedono spesso; forse ancora di più i genitori degli adolescenti di oggi, che fanno parte della Generazione Z: comprende i nati dopo il 1997 ed è considerata la generazione più imperscrutabile di sempre. Che caratteristiche hanno i ragazzi di oggi? Cosa pensano di tematiche come amicizia, amore, corpo, social, credo, futuro, impegno, rabbia, paura, rivoluzioni? Lo chiediamo a Sara Alfieri, psicologa e autrice di "Verso una nuova meta. Indagine Generazione Z 2020-2021" (Vita e Pensiero, 2022).

Generazione Z: caratteristiche

L'età dell'adolescenza ha indubbiamente dei tratti comuni che sono trasversali a ogni epoca (come ad esempio i mutamenti biologici), ma ogni generazione ha le sue peculiarità: in particolare gli adolescenti della Generazione Z si differenziano molto dalle precedenti: «Se la lettera Y corrisponde ai Millennials, la Z identifica la coorte demografica di coloro che sono nati approssimativamente tra il 1997 e il 2012 - esordisce l'esperta - Comprende i nati immediatamente prima della crisi economica, che li ha coinvolti in prima persona insieme alle loro famiglie». La prima caratteristica riscontrabile è multiculturalità e multilinguismo: sono cresciuti nel contesto dell'Europa già costituita, con a portata di mano strumenti di conoscenza del mondo come il programma Erasmus. «È stata anche la prima generazione a studiare almeno una lingua fin dalle scuole elementari, e per questo hanno una padronanza delle lingue inedita rispetto alle generazioni precedenti; in più sono abituati ad avere un vicino di banco di una cultura completamente diversa dalla propria».

Generazione Z e tecnologia

I ragazzi e le ragazze della Generazione Z vantano poi un altro primato: sono i primi veri e propri nativi digitali, ovvero sono nati e cresciuti interamente nell'epoca di internet. «Lo si vede dalla padronanza nell'utilizzo degli strumenti digitali e dei social network, ma attenzione: per loro smartphone, tablet e videogiochi online sono tuttavia complementari e non sostitutivi delle relazioni "face to face"».

Generazione Z e problemi dell’adolescenza

Un po' perchè "adolescenti", un po' per le peculiarità sopra descritte, la tendenza del mondo adulto è di descrivere la Generazione Z in termini "deprivativi" (quelli "che non") o negativi ("bulli", "inattivi", "prepotenti" ecc.). Nulla di più riduttivo, perché il quadro che emerge da questa ricerca dell'Istituto Toniolo di Studi Superiori - avviata nel 2016 e aggiornata anno dopo anno - evidenzia una generazione ricca di risorse e competenze: «Ci siamo concentrati, al di là degli innegabili aspetti problematici connaturati allo step evolutivo che questi ragazzi stanno affrontando, sulle loro potenzialità innate che possono germogliare solo se adeguatamente sostenute dal mondo adulto. Molte saranno in grado di germogliare anche in contesti svantaggiati, ma se noi adulti di riferimento vogliamo che si sviluppino al meglio dobbiamo coltivarle e sostenerle».

Generazione Z: psicologia

Le risorse prese in esame, utili per sviluppare quell' "adattamento positivo" di cui sopra, sono le cosiddette 5C. «Il primo importante dato è che, in un range da un minimo di 1 a un massimo di 5, le medie di tutte queste voci superano abbondantemente il valore medio di 3».

  • Caring and Compassion (Cura e compassione). Gli adolescenti di oggi si sentono in grado di comprendere e assumere la prospettiva delle altre persone: «La capacità di prendersi cura degli altri è la risorsa in assoluto più posseduta».

  • Character (Rispetto e Responsabilità). «La seconda risorsa che gli adolescenti sentono di possedere maggiormente è la capacità di rispettare le norme presenti nel proprio contesto sociale e culturale e di fare propri i valori che in esso sono presenti»

  • Competence (Competenza). Gli adolescenti di oggi dichiarano di essere mediamente competenti in molteplici sfere di vita, e comprende abilità sociali, cognitive, scolastiche, sportive ecc.

  • Confidence (Fiducia). Gli adolescenti sentono di avere un atteggiamento per lo più positivo nei confronti di se stessi e di riuscire a far fronte alle situazioni che la vita offre loro.

  • Connection (Connessione). Buona anche la qualità percepita delle relazioni che gli adolescenti sentono di aver instaurato con la famiglia, i coetanei, la scuola e la comunità.

Generazione Z e Covid

Naturalmente la pandemia ha colpito tutta la popolazione, ma questa fascia è stata quella che l'ha vissuta in età adolescenziale: «In questo periodo le spinte naturali della scoperta del mondo, dell'investimento al di fuori della famiglia e in nuove relazioni amicali e sentimentali hanno dovuto fare i conti con le restrizioni imposte per far fronte all'emergenza sanitaria». Il Covid-19, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, non ha però influito drasticamente sulle risorse dei nostri adolescenti: «Sono anzi stati in grado di attivarle per adattarsi a questa condizione inattesa: pensate quanto Caring e Character siano state preziose per affrontare l'impatto del lockdown».

Generazione Z e sostenibilità

Tra adolescenti e comunità territoriale emerge un rapporto inedito: «Si evince la consapevolezza dell'interdipendenza del destino e dei "compiti" soprattutto nell'ambito più prossimo, quello famigliare e degli affetti vicini, ma anche lo sviluppo di una responsabilità sociale che si traduce nel rispetto delle norme. Non si notano comportamenti o intenzioni oppositive o trasgressive, ma al contrario una forte interiorizzazione della regola e della sua utilità: il comportamento individuale e le sue conseguenze sociali/comunitarie sono viste, più lucidamente che in passato, in stretta connessione». La pandemia inoltre li ha resi consapevoli delle disuguaglianze della nostra società: «Più che essere colpiti dai problemi economici in generale, sono colpiti dal manifestarsi della povertà, riletta in tema di disuguaglianza e ingiustizia sociale».

L'intervistata

Sara Alfieri è psicologa e dottore di ricerca in Psicologia sociale. Lavora come ricercatrice presso il Dipartimento di Psicologia clinica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ed è docente a contratto presso l'Università Cattolica di Milano per i corsi Metodi e tecniche dell'intervista e Questionario e di psicologia sociale. E' autrice di "Verso una nuova meta. Indagine Generazione Z 2020-2021" (Vita e Pensiero, 2022).

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