DROGHE

Aumenta l'uso della cannabis tra i ragazzi. Ora c'è il robot che li avverte sulle conseguenze

Di Alice Dutto
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27 Giugno 2018
Si chiama Jane ed è il chatbot realizzato dal Centro Medico Santagostino che parla di cannabis ai ragazzi via chat
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“Jane, fumare cannabis mi può aiutare a studiare?”, “Fa male?”, “Come faccio a smettere?”, “A chi posso chiedere aiuto?”. Sono queste alcune delle domande che i ragazzi possono fare al chatbot (il robot che risponde via chat) realizzato dal Centro Medico Santagostino, in partnership con la start-up Heres e il supporto dei ragazzi delle Scuole Manzoni di Bologna.

COME FUNZIONA


Jane è accessibile da questo indirizzo www.cmsantagostino.it/jane e risponde a ben 1.500 quesiti sulle droghe che chiunque può porre in totale anonimato. Domande che sono state perfezionate dagli studenti delle Manzoni, per renderle più adatte alle richieste dei giovani.

Le risposte, invece, sono state elaborate e vagliate con il supporto del team di psicologi e psicoterapeuti esperti in dipendenze del Centro Medico Santagostino. Il tutto con un approccio scientifico e un linguaggio semplice e senza moralismi.

 

Essendo un'intelligenza artificiale, poi, Jane impara dalle domande che le vengono poste diventando sempre più informata e utile ai suoi interlocutori.




UN FENOMENO IN AUMENTO, SOPRATTUTTO TRA I GIOVANI

 

Del resto, secondo un recente sondaggio condotto proprio dal Centro Medico Santagostino fra gli studenti tra i 12 e i 19 anni, il 41% dichiara di avere fatto uso di cannabis, il 22,9% l’ha utilizzata nell’ultimo mese, l’11,7% ne dichiara un uso quotidiano.

 

Tendenze confermate dall'ultimo rapporto della comunità di San Patrignano, secondo cui si abbassa l'età di chi fa uso di droghe: il primo contatto per un ragazzo su due è avvenuto già a 14 anni. E quasi tutti sono dei poliassuntori, hanno cioè provato più di una sostanza stupefacente.
Dai dati dell'Osservatorio di San Patrignano emerge che la droga più utilizzata da 9 ragazzi su 10 è la cocaina, in aumento. Segue – anch'essa in crescita – la cannabis, assunta dall'87% dei nuovi ospiti della comunità. Il 57% circa dei neo entrati ha invece fatto uso di eroina. Seguono ecstasy, ketamina, anfetamina e allucinogeni.
 

 

Anche dall'ultimo rapporto sulle tossicodipendenze dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) emerge che nella sola fascia d’età dai 15 ai 34 anni, l’Italia è il secondo paese per uso di cannabis, dopo la Francia, con il 20,7% che ne ha fatto uso nei 12 mesi precedenti all’indagine condotta nel 2017. Nel 2011 la percentuale era pari al 15,4 per cento.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE ESSERE INFORMATI


 

Eppure, nonostante questa diffusione, la maggior parte dei ragazzi (il 65,2% del campione del Santagostino) ha dichiarato di essere poco o per nulla informato sul tema: “il 38% è convinto che cannabis e marijuana siano cose distinte; il 57% considera l’alcol più dannoso della cannabis; il 30% non sa che la sostanza potrebbe produrre effetti duraturi nella vita e sintomi astinenziali”.

 

E invece la conoscenza è proprio l'elemento essenziale e necessario per fare delle scelte consapevoli. “Abbiamo deciso di lanciare questo strumento – spiegano dal Centro Medico Santagostino – perché vogliamo sempre più essere non solo erogatori di prestazioni sanitarie, ma diffusori di cultura della salute, di corretta informazione e prevenzione. I dati dicono che la diffusione del problema delle dipendenze è spesso collegato con una mancanza di informazione sul tema da parte dei ragazzi. Abbiamo pensato a come sopperire a tale mancanza, usando un mezzo che i ragazzi trovassero familiare, facile, al passo con il loro modo di comunicare”.
 

 

Realizzare quindi una chat, accessibile attraverso internet, è sembrata la soluzione ideale in questo caso. Anche perché “Recenti studi hanno dimostrato l’efficacia di programmi di prevenzione supportati da Internet in aggiunta a interventi nelle scuole. Tali programmi sono risultati efficaci nell’apportare una riduzione significativa dell’uso di cannabis, oltre che dell’alcol e del fumo di sigaretta” ha aggiunto Michele Cucchi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Medico Santagostino.

PER I GENITORI


Mamme e papà che sospettano che loro figlio faccia uso di sostanze stupefacenti “possono accedere a percorsi più tradizionali, con la possibilità di accedere al servizio adolescenti, che si occupa anche di dipendenze e che prevede incontri tra terapeuti e famiglia, percorsi di sostegno per i genitori, oltreché terapie individuali e di gruppo per i ragazzi”.