Psicologia: diario segreto

L'importanza del diario segreto in preadolescenza e adolescenza. Nonostante i social.

Di Angela Bisceglia
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11 dicembre 2018
Nell’epoca in cui tutto è condiviso, tutto è social, tutto è popolare, il vecchio caro diario segreto che noi adolescenti ‘ai nostri tempi’ tanto amavamo, ha ancora un valore?
La risposta della psicologa e psicoterapeuta Simona Trotta è sì. Vediamo perché

Una valvola di sfogo, un’amica fidata alla quale poter raccontare tutto senza paura che il proprio segreto venga svelato e senza il timore di esser giudicata, un segnale di differenziazione ed emancipazione rispetto ai genitori: un diario segreto per una ragazzina rappresenta tutto questo. Ed è giusto che resti uno spazio riservato e intimo. (Leggi anche: come sopravvivere a un figlio preadolescente)

 

 

Avere un diario segreto è un segno che la bambina sta diventando ragazza

 

l’adolescente

 

 

 

Un fenomeno al femminile
Scrivere un diario segreto è un atto che riguarda quasi esclusivamente le femmine, che con la pubertà avvertono il desiderio di esplorare i propri vissuti interiori, al contrario dei maschi, per i quali conta maggiormente l’esplorazione del ‘fuori da sé’.
 

 

 

 

Scrivere un diario stimola la riflessione e l’introspezione…

 

Il diario è l’amico che ti ascolta senza parlare, è un compagno di viaggio nel percorso della crescita, che aiuta ad analizzare le esperienze che si stanno vivendo, raccontarle dal proprio punto di vista senza il timore di essere interrotti o giudicati, come tante volte fanno mamma e papà. O di annoiare, perché convinti che agli altri certe riflessioni non interessino più di tanto.

 

 

… e consente di sfogarsi senza ‘far danni’

 

Un diario può anche avere la funzione di proteggere da situazioni dolorose o evitare che certi impulsi o trasgressioni ‘pensati’ possano essere messi in atto, perché già il solo fatto di averli scritti su un foglio è servito come valvola di sfogo. Si pensi alla rabbia che può scatenare un litigio con un’amica o un’ingiustizia subita in classe o in altro contesto di gruppo, alla quale verrebbe da reagire con chissà quale violenza verbale o fisica.

 

 

 

 

Che cosa c’è scritto di tanto segreto nel diario di una ragazza?

 

 

 

 

Perché scrivere certe riflessioni e non limitarsi a pensarle

 

 

 

Leggerlo o non leggerlo?
Sbirciare o no nel diario della propria figlia? “No” risponde la psicologa. “Perché verrebbe meno il rapporto di chiarezza e lealtà tra mamma e figlia; perché la relazione con la figlia ne sarebbe inevitabilmente condizionata; perché la mamma potrebbe stupirsi, scandalizzarsi o spaventarsi per alcune riflessioni che vi legge – a volte dettate solo da una reazione estemporanea - ed assumere un atteggiamento diverso, anche sprezzante, nei confronti della ragazza. Con il risultato che la figlia, di fronte ad un tale comportamento materno, potrebbe sentirsi ancor meno compresa e diventare ancor più chiusa nei suoi confronti.
Se il nostro timore di genitori è quello che possano esserci eventi che turbano la serenità dei nostri figli, ci sono altri modi per verificarlo: occorre mettersi in ascolto, essere attente ed empatiche, mostrarsi disponibili al confronto, con frasi come ‘ti vedo triste, c’è qualcosa che non va? Se hai voglia di parlarne io sono qua’.
E saper aspettare: se la ragazza non si sente braccata o giudicata, arriverà il momento in cui vorrà confidarsi con la mamma. Di sua spontanea volontà e senza bisogno di che si entri di prepotenza nella sua sfera emotiva”.