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Pandemia, hikikomori in crescita. Tanti ragazzi non torneranno a scuola

di Sara De Giorgi - 02.04.2021 - Scrivici

hikikomori
Fonte: Shutt
Isolamento forzato dei giovani e pandemia: cos'è accaduto agli hikikomori in questo particolare momento storico? Ecco alcune informazioni in più sul fenomeno in crescita e le previsioni al riguardo.

Purtroppo il fenomeno degli hikikomori è in crescita costante, aggravato dalla pandemia che ormai persiste da più di un anno. Sono tanti i giovani che si isolano dal mondo e si autorecludono nelle loro abitazioni, ponendo distanza tra loro e tutto il resto e innalzando una barriera difficile da infrangere. 

È facile immaginare come questi ragazzi, in un periodo storico di reclusione forzata, vivano ancora più esasperata l'isolamento. Complice una tecnologia sempre più performante nell'offerta di "mondi paralleli" più facili da vivere rispetto alla realtà, gli hikikomori persistono nella loro scelta estrema. 

Marco Crepaldi, psicologo e fondatore dell'associazione "Hikikomori Italia", nata con l'obiettivo di offrire informazione e supporto sul tema dell'isolamento volontario, ha affermato che purtroppo il fenomeno è destinato ad aumentare e a cronicizzarsi. Ecco le parole di Crepaldi e la situazione in Italia.

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Hikikomori, un fenomeno destinato ad aumentare

«Quando riapriranno le scuole molti non torneranno sui banchi, altri non usciranno nemmeno quando la pandemia lo permetterà», ha dichiarato Crepaldi durante un'intervista per Huffingtonpost Italia. Infatti, se in Giappone, paese nel quale vi è il numero maggiore di hikikomori, adesso - con la pandemia - i giovani che si erano isolati tendono ad uscire per mantenere il ruolo di antagonisti della società, in Italia, invece, è stato rilevato un aumento dei casi

Son vari i motivi per i quali gli hikikomori si isolano e individuarli nel mezzo di una pandemia è ancora più difficile. Elena Carolei, presidente dell'associazione "Hikikomori Italia", aveva affermato, in una recente intervista a Nostrofiglio.it, che i ragazzi e le ragazze hikikomori sono prevalentemente introversi, sensibili e dotati di una intelligenza molto arguta. «I loro genitori, anche incoraggiati dalle attitudini mostrate dal figlio, sono generalmente esigenti e esercitano alte aspettative di performance. Il mondo esterno è invece permeato da valori narcisistici crescenti, che richiedono ai giovani di essere belli, brillanti, simpatici e ammirati dai coetanei.

Spesso, in questa miscela di componenti, un fattore doloroso scatenante, ad esempio un episodio di bullismo, una malattia, una separazione o un lutto, pone il ragazzo in difficoltà: rispondere a tutte le richieste provenienti dalla famiglia e dal mondo esterno diventa troppo difficile, e così il ragazzo decide con amarezza di ritirarsi dallo stress della lotta e dalla competizione, chiudendosi nella solitudine», ha affermato Carolei.

Con la pandemia, si rischia che il fenomeno venga camuffato e che l'emergenza passi inosservata. Infatti, Crepaldi ha dichiarato che durante il primo lockdown le richieste d'aiuto da parte dei genitori all'associazione "Hikikomori Italia" sono calate di circa l'80%. 

Hikikomori, la situazione in Italia

Da una indagine svolta all'interno della associazione "Hikikomori Italia", su circa 300 genitori, e riportata nel dettaglio nel libro di Marco Crepaldi che si chiama Hikikomori: i giovani che non escono di casa (Alpes Italia Casa Editrice), è possibile stabilire quanti sono i casi in Italia. Si parla di circa 100 mila hikikomori. In Giappone sono più di un milione.

In Italia è stato rilevato che l'età di insorgenza è tipicamente attorno ai 15 anni, e il ritiro può anche essere molto duraturo: ben il 41,7% dei genitori intervistati ha dichiarato che il proprio figlio è in ritiro da un periodo che varia dai 3 ai 10 anni

Secondo Crepaldi i danni della pandemia potrebbero essere stati vari: i genitori, pensando all'obbligo momentaneo di reclusione forzata a causa del virus, potrebbero aver sottovalutato il problema. Poi, esiste anche il pericolo del contraccolpo psicologico che gli hikikomori potrebbero vivere al termine dell'emergenza: infatti, se è vero che molti hanno avuto vantaggio da un mondo bloccato, cosa succederà quando tutto riprenderà a fluire normalmente e le persone torneranno a vivere la loro socialità? 

Alcuni di loro, in questo momento particolare, potrebbero aver tratto sicuramente benefici dalla Didattica a distanza. Ma la previsione più fosca sembra essere quella che riguarda sempre la scuola: probabilmente molti ragazzi, finita la pandemia, non torneranno nelle classi

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