Educazione

Parlare di sesso ai figli: ecco perché è importante

Di Simona Regina
educazionesessuale
15 Febbraio 2016
E' importante trovare le parole giuste per parlare di sesso ai propri figli affinché possano viverlo in modo consapevole ed evitando i rischi. E per evitare che si affidino solo a internet e al passa parola. 
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In Italia non si fa educazione sessuale a scuola (salvo sporadiche iniziative), e anche in famiglia il sesso è tendenzialmente ancora un tabù. Ma che ci piaccia o no, prima o poi, anche i nostri figli vivranno la stagione dei primi amori e anche per loro arriverà la fatidica prima volta. Per evitare allora che si affidino solo a internet e al passa parola è importante trovare le giuste parole per parlare di sesso, affinché possano viverlo più consapevolmente e senza correre rischi (gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili).
 

Genitori e figli non si confrontano sulle tematiche sessuali


Secondo un sondaggio realizzato dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), sessualità e contraccezione rimangono tabù in una famiglia italiana su tre. E i genitori sono poco consapevoli della vita sessuale dei figli: la stragrande maggioranza è convinta che non abbiano ancora avuto rapporti sessuali anche se in realtà sono già sessualmente attivi (non tutti, ovviamente). Ma essere sessualmente attivi non significa essere adeguatamente preparati sull’importanza di avere rapporti protetti.

 

Adolescenti bocciati all’esame del sesso sicuro


Un’indagine su 1400 giovani realizzata nel 2013 dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) ha fatto emergere che gli adolescenti italiani scoprono sempre più precocemente il sesso ma sono sostanzialmente impreparati quando sperimentano le prime esperienze sessuali (prima dei 14 anni nel 19% degli casi): sanno poco di infezioni sessualmente trasmissibili e come proteggersi. Molto meno della metà (35% dei maschi e 29% delle femmine) ricorre, per esempio, al preservativo. “Il preservativo, invece, dovrebbe essere un'abitudine - afferma Paolo Scollo, presidente della Sigo -, una normale misura di protezione. Eppure resistono ancora tabù, in famiglia come a scuola”. Con il risultato che disinformazione e comportamenti scorretti aumentano il rischio di gravidanze indesiderate e di contrarre malattie.

 

Uno studio realizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia ha evidenziato per esempio che gli adolescenti italiani hanno idee piuttosto confuse per quanto riguarda l’Aids: il 37,5% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni intervistati crede che le zanzare possano trasmettere l’HIV (anche se ritengono che raramente succeda), mentre il 36,5% considera pillola e spirale metodi efficaci alternativi al profilattico per prevenire il contagio. “C’è bisogno, insomma di educazione sessuale, ma l'educazione sessuale è un tema che divide. Ancora” puntualizza il ginecologo, che ha appena presentato al sottosegretario del Miur, Davide Faraone, un progetto educativo, per le scuole medie e superiori, per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. 

 

Non rimandare il confronto con i figli su temi legati alla sessualità


Bisogna dunque superare l’imbarazzo di affrontare l’argomento e smettere di credere che, in fondo, sia troppo presto per parlare di sesso. Come spiega Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma, nel libro “Tuo figlio e il sesso” (Bur 2015), la sessualità è un aspetto dello sviluppo che coinvolge la persona a vari livelli – sensoriale, sociale, cognitivo, affettivo, morale ed emotivo – e non ci si può permettere di ignorarla nel corso della crescita dei figli. "Educare alla sessualità non significa dare ai bambini e agli adolescenti indicazioni precise, regole e costrizioni, ma vuol dire aiutarli a compiere il loro percorso con positività e naturalezza”. Trovare dunque il modo migliore per spiegare che ci sono confini personali e norme sociali da rispettare, per fare scelte libere e responsabili verso se stessi e gli altri e instaurare relazioni paritarie, nel rispetto reciproco tra i partner: per esempio, non si può toccare chiunque si desideri, nessuno deve sentirsi obbligato a fare ciò che non si sente di fare e, in altre parole, nessuna costrizione deve esserci alla base di un rapporto sessuale. Significa, dunque, insegnare il rispetto di sé e degli altri, guidarli alla scoperta del proprio corpo (che cambia durante la pubertà) e dei propri sentimenti, educare all’affettività, spiegare “i pericoli che si possono correre e i rischi di rapporti sessuali precoci e non protetti”. È sufficiente un solo rapporto non protetto – ricorda Oliverio Ferraris - per contrarre una malattia sessuale, compreso l’Aids. Anche la prima volta bisogna quindi prendere le necessarie precauzioni”. Per quanto riguarda il preservativo, ribadisce la psicologa, il messaggio da far passare è semplice: “bisogna usarlo”.

 

Il dialogo promuove il sesso sicuro


Da questo punto di vista, il dialogo sembra dare i suoi frutti. Un articolo pubblicato su Jama Pediatrics ha evidenziato infatti che la comunicazione tra i genitori e figli, confrontarsi cioè su problemi e aspetti che riguardano il sesso, è un fattore che può contribuire a sviluppare comportamenti più responsabili, per quanto riguarda l'uso di contraccezione e preservativi.


Passando in rassegna i dati raccolti negli ultimi 30 anni nel corso di 52 studi che hanno coinvolto oltre 25.000 adolescenti, i ricercatori della North Carolina State University hanno riscontrato un effetto positivo, in termini di sesso sicuro, tra gli adolescenti, in particolare tra le ragazze, che hanno discusso di sesso con i genitori, le mamme in particolare.


Le ricerche hanno inoltre smentito il timore che l’educazione sessuale possa indurre i giovani a una vita sessuale più intensa o più precoce. Anzi. Il report dell’Unesco The International Technical Guidance on Sexuality Education indica chiaramente che l’educazione sessuale tende a ritardare le prime esperienze sessuali, riduce la frequenza dei rapporti con partner diversi e promuove una maggiore prevenzione a favore della salute.


Il sesso, insomma, non dovrebbe essere un tabù tra genitori e figli.

 

Del resto, “solo tramite la conoscenza, la consapevolezza e un’adeguata educazione si possono evitare problemi seri di salute e vivere al meglio la sessualità” ribadisce Scollo, che ricorda anche il ruolo dei ginecologi per aiutare i genitori a confrontarsi serenamente con i propri figli e accompagnare i giovani a vivere il sesso in modo sicuro.

 

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