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Perché abbiamo bisogno di genitori autorevoli

di Alice Dutto - 28.04.2017 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Nel suo nuovo libro, lo psicoterapeuta Matteo Lancini spiega quale sia l'importanza di recuperare un ruolo di autorità e guida per i genitori

Negli ultimi anni, la società è stata investita da un cambiamento epocale: «Si è passati da una famiglia “normativa”, improntata sul senso di colpa e sulle regole, ad una “affettiva”, che spinge all'adultizzazione del bambino, assecondando i suoi talenti e promuovendone gli aspetti più espressivi e creativi» spiega Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro e autore del nuovo libro “Abbiamo bisogno di genitori autorevoli”.

L'ARRIVO DELL'ADOLESCENZA

narcisismo

crisi adolescenziale

angoscia dei genitori

infantilizzazione dell'adolescenza

senso di colpa

“no che aiutano a crescere”

I RISCHI

autonomia

delusione del genitore

ritirarsi dal mondo

SUPERARE IL CORTOCIRCUITO

Per aiutare gli adolescenti ad affrontare questo momento dello sviluppo non bisogna tornare indietro a un modello ormai superato, ma andare oltre. Che cosa fare quindi?

1- Continuare a parlare e ad ascoltare i figli

«Il modo per farlo è mantenere la relazione con i propri figli, continuando a parlargli e ascoltandoli, in modo da essere in grado di avvicinare le risorse utili per superare le loro angosce in questo momento così delicato» sottolinea Lancini.

2 - Non dare punizioni privative

È sconsigliato, invece, rispondere in modo autoritario attuando punizioni privative, come ad esempio minacciare di togliere lo smartphone se non si fanno i compiti o di non far uscire il ragazzo di casa. Queste misure, infatti, verrebbero intese dal ragazzo come gesti ritorsivi: tentativi di rallentare la sua autonomia e la sua crescita, portando a situazioni ancora peggiori, come l'abuso di sostanze o il ritiro nella propria stanza.

3 - Puntare su altri castighi, spiegando il perché
«Meglio puntare su altri tipi di castighi, come chiedere di aiutare nei lavori di casa se il ragazzo non fa i compiti, di aiutare un cugino a svolgere i suoi, o di fare un lavoro estivo se è stato bocciato. È poi importante spiegare perché si stanno attuando questi interventi, dicendo che siamo preoccupati per lui e che stiamo facendo tutto questo nel suo interesse: se non porterà a termine ciò che gli abbiamo chiesto, le conseguenze saranno solo sue e a noi dispiacerà». In questo modo, gli faremo capire che ci siamo, che gli vogliamo bene e vogliamo aiutarlo in questo periodo difficile.


L'unico modo per superare questo momento è dunque quello di riadattare i modelli educativi, cambiando quelli dell'infanzia, ma anche quelli dell'adolescenza. Ed è un cambiamento che deve partire dall'adulto, che deve saper sopportare le difficoltà di questo momento.

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