Nostrofiglio

IL NUOVO LIBRO

Perché abbiamo bisogno di genitori autorevoli

Di Alice Dutto
adolescenti

28 Aprile 2017
Nel suo nuovo libro, lo psicoterapeuta Matteo Lancini spiega quale sia l'importanza di recuperare un ruolo di autorità e guida per i genitori

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Negli ultimi anni, la società è stata investita da un cambiamento epocale: «Si è passati da una famiglia “normativa”, improntata sul senso di colpa e sulle regole, ad una “affettiva”, che spinge all'adultizzazione del bambino, assecondando i suoi talenti e promuovendone gli aspetti più espressivi e creativi» spiega Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro e autore del nuovo libro “Abbiamo bisogno di genitori autorevoli”.

L'ARRIVO DELL'ADOLESCENZA
Si cresce, dunque, in un nuovo modello che talvolta favorisce il narcisismo e un'intrinseca fragilità dei ragazzi, anche se mascherata da modi in apparenza spavaldi e spregiudicati, innescando così una crisi adolescenziale di difficile soluzione.

PER APPROFONDIRE: Cosa fare quando gli adolescenti si ritirano nella propria stanza

«Di fronte a questi cambiamenti cresce l'angoscia dei genitori – prosegue l'esperto –. Un disagio che li porta a rinnegare tutto ciò che hanno sostenuto fino a quel momento, operando un'infantilizzazione dell'adolescenza».

Il tentativo è quello di rieditare il loro ruolo educativo riportandolo ai limiti e ai sensi di colpa propri della famiglia “normativa”. «Ma è un tentativo posticcio, perché è come se cercassero di instaurare tardivamente un senso di colpa che non ha mai fatto parte del modello di famiglia affettiva in cui il ragazzo è cresciuto». Non ha senso, dunque, proprio in questa fase della vita imporre i famosi “no che aiutano a crescere” «Si tratta solo di slogan che però hanno poca efficacia».

I RISCHI
In questa situazione, i ragazzi finiscono per sentirsi molto più soli e si consegnano al marketing, alla televisione e all'influenza dei coetanei. «I divieti degli adulti vengono vissuti come dei gesti sadici: un tentativo di bloccare il loro sviluppo e la loro autonomia. La reazione non è più quella oppositiva, come accadeva in passato. Per ribellarsi oggi i giovani si orientano alla delusione del genitore, non corrispondendo più alle sue aspettative. Finiscono così per usare sostanze stupefacenti, andare male a scuola, soffrire di disturbi alimentari o ritirarsi dal mondo chiudendosi nella loro stanza o all'interno degli schermi, lontani dalla vita reale».

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SUPERARE IL CORTOCIRCUITO

Per aiutare gli adolescenti ad affrontare questo momento dello sviluppo non bisogna tornare indietro a un modello ormai superato, ma andare oltre. Che cosa fare quindi?

 

1- Continuare a parlare e ad ascoltare i figli

«Il modo per farlo è mantenere la relazione con i propri figli, continuando a parlargli e ascoltandoli, in modo da essere in grado di avvicinare le risorse utili per superare le loro angosce in questo momento così delicato» sottolinea Lancini.

 

2 - Non dare punizioni privative

È sconsigliato, invece, rispondere in modo autoritario attuando punizioni privative, come ad esempio minacciare di togliere lo smartphone se non si fanno i compiti o di non far uscire il ragazzo di casa. Queste misure, infatti, verrebbero intese dal ragazzo come gesti ritorsivi: tentativi di rallentare la sua autonomia e la sua crescita, portando a situazioni ancora peggiori, come l'abuso di sostanze o il ritiro nella propria stanza.  

 

3 - Puntare su altri castighi, spiegando il perché
«Meglio puntare su altri tipi di castighi, come chiedere di aiutare nei lavori di casa se il ragazzo non fa i compiti, di aiutare un cugino a svolgere i suoi, o di fare un lavoro estivo se è stato bocciato. È poi importante spiegare perché si stanno attuando questi interventi, dicendo che siamo preoccupati per lui e che stiamo facendo tutto questo nel suo interesse: se non porterà a termine ciò che gli abbiamo chiesto, le conseguenze saranno solo sue e a noi dispiacerà». In questo modo, gli faremo capire che ci siamo, che gli vogliamo bene e vogliamo aiutarlo in questo periodo difficile.


L'unico modo per superare questo momento è dunque quello di riadattare i modelli educativi, cambiando quelli dell'infanzia, ma anche quelli dell'adolescenza. Ed è un cambiamento che deve partire dall'adulto, che deve saper sopportare le difficoltà di questo momento.