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Pubertà femminile

I segnali della pubertà femminile

Di Caterina Valletti
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27 Marzo 2017
Non è solo l'arrivo del ciclo mestruale a fare di una ragazza una nuova donna. Con l'entrata nella pubertà si avvia un meccanismo ormonale difficile da gestire. Anche a livello psicologico si trova costretta ad apportare delle modifiche. Scopriamolo meglio!

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A volte si pensa che, per una ragazza, il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta avvenga nel momento in cui arriva il ciclo. Ma sono solo le mestruazioni a determinare l’arrivo all’adolescenza? Quali altri segnali trasmette il corpo di una bambina che sta diventando donna a chi le sta intorno? Scopriamolo con la psicologa Anna Oliviero Ferraris, autrice di molti libri sull’adolescenza come: "Tuo figlio e il sesso", "La ricerca dell’identità", "La sindrome di Lolita".

 

1. L'arrivo della pubertà femminile: i segnali

«La pubertà femminile inizia prima rispetto a quella maschile. Già intorno ai 10 anni, le bambine sono molto più interessate ai coetanei, rispetto ai maschi».

 

Da fuori questo è evidente: le femmine crescono in altezza prima dei compagni maschi, il corpo prende forme rotonde, spunta il seno, le anche si allargano, e tutto questo accade già alla fine delle scuole elementari. All’arrivo nelle scuole medie c’è poi una notevole scissione a livello visivo: se, da una parte, vediamo i maschi ancora con le guance rosa, dall’altra le ragazze usano il mascara e fanno la prova rossetto.

 

Ma questa maturità fisica precoce spesso non è corrisposta a una maturità psicologica: «Come per i maschi, il controllo, l’accettazione, e la conoscenza avvengono tramite un lungo percorso. Le ragazze sembrano più pronte oggi, ma non è semplice comprendere cosa accada veramente dentro di loro.
 

2. Ormoni a lavoro

Il menarca (questo il nome delle prime mestruazioni) «arriva intorno agli 11 anni, anche se l’età media sta calando. Un momento che può essere previsto, controllando se ci sono delle perdite sulle mutandine».

L’utero inizia così la sua attività: il ciclo mestruale segna la fine di un processo di crescita e formazione. Tutto questo accade grazie a diversi ormoni che entrano in funzione. «La crescita del seno, ad esempio, è legata all'estradiolo e può essere lenta o molto evidente».

 

Dentro la ragazza, dunque, si mette in moto una macchina regolata dagli ormoni, che può stancarla e che non sempre funziona perfettamente: «Una conseguenza indesiderata può essere l'acne. La pelle ingrassa più facilmente e si infetta». 

 

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3. Quando andare dal medico

A volte, i dolori e gli sbalzi d’umore rallentano le attività della ragazza durante il cambiamento. Per aver chiaro cosa accade «e per avere un sostegno a livello sessuale, si può fare una prima visita dal ginecologo. Non è, però, un passo obbligatorio; più che altro, dev'essere intesa per la ragazza come un'occasione per capire meglio cosa sta accadendo nel suo corpo. Non deve passare il messaggio che questo passaggio sia una malattia, le mestruazioni sono infatti un processo biologico naturale».


Per vivere meglio il cambiamento fisiologico e psicologico, sarebbe utile una «formazione sessuale infantile», chiarendo al bambino cosa lo aspetta nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza: «Ti capiterà questo ma non preoccuparti, cambierai forme e aspetto, ma il risultato sarà qualcosa di unico».

 

4. Le criticità

Per le (quasi) donne accettarsi, controllarsi e conoscersi sono passi più difficili. «Sono tre fasi inevitabili, che tutti i ragazzi devono passare per giungere all’età adulta. Per le ragazze questo è più difficile».

 

I modelli di riferimento cambiano, e quello che si richiede a queste giovani donne è di esprimere una sensualità, atipica per la loro tenera età. Le ragazze devono essere «sexy come le star della canzone, del cinema e della tv. Un compito non facile, che richiede per la maggior parte delle donne un'attenzione costante al proprio corpo e all'abbigliamento. Il difetto fisico è una colpa a cui va posto immediato rimedio. Il paragone con le bellissime degli schermi è perdente e genera inquietudine».

 

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Questo comporta diverse conseguenze, tra cui lo sforzo che ogni giorno le ragazze compiono per migliorare il loro aspetto e soddisfare il giudizio che le attende. 

 

«Quello su cui i genitori dovrebbero lavorare è l'accettazione del fisico, valorizzandolo per ciò che è, senza nessun tipo di intervento. Insegniamo pure l'uso del make up, magari per coprire un po' di acne, ma limitiamolo se vediamo che le nostre figlie vogliono diventare come i personaggi della tv».