Pubertà maschile

I segnali della pubertà maschile

Di Caterina Valletti
adolescente
24 Marzo 2017 | Aggiornato il 29 Agosto 2018
Il passaggio dall'infanzia alla pubertà è segnato da una serie di cambiamenti. Il corpo del bambino si prepara a diventare quello di un uomo. Ecco cosa accade a un ragazzo in questo momento
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Diventare uomini non è un gioco da ragazzi: l’odore cambia, la voce si abbassa, i peli invadono il corpo, ma soprattutto ci si sente incompresi, brutti e imperfetti agli occhi degli altri.
 

Quali sono i segnali che i genitori possono carpire per comprendere che sta arrivando l’adolescenza? Abbiamo chiesto alla psicologa Anna Oliviero Ferraris, autrice del libro "Tuo figlio e il sesso - crescere figli equilibrati in un mondo con troppi stimoli", di fornirci alcune linee guida.

 

1. Cambiamento in corso: i segnali esterni

I genitori assistono sin dalla nascita a una serie di cambiamenti fisici dei loro figli. «Intorno ai 12 anni, il ragazzo, con gradualità, perde le fattezze infantili, cresce in altezza, cambia il timbro della voce. Tutti questi tasselli esterni corrispondono, in realtà, a un cambiamento interno».

 

Gli ormoni cominciano ad attivare più parti del corpo. Queste iniziano un nuovo lavoro: le ghiandole sudoripare iniziano a produrre sudore con odore più intenso, i peli crescono più robusti e scuri nella zona del pube, sotto le ascelle e sul viso, la pelle ingrassa con più velocità e si riempie di piccole pustole (acne).


Comincia anche il fenomeno della polluzione, un'attività involontaria tramite cui viene emesso in modo non controllato del liquido seminale. Un fenomeno che può creare grande imbarazzo nei ragazzi, soprattutto se glielo si fa notare.

 

Il cambiamento del corpo, che cresce e comincia a funzionare da solo, può creare grandi problemi: non è inusuale vedere ragazzi sproporzionati che fanno fatica anche a muoversi senza fare danni, proprio perché ancora devono imparare a gestire il corpo che sta mutando.

I segnali della pubertà possono avvenire anche in età precoce (prima dei 10 anni). In questo caso, gli specialisti parlano di pubertà precoce, che necessita accertamenti dal pediatra, dall’andrologo e dall’endocrinologo.

 

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2. Cosa sta accadendo dentro?

E il mutamento non è solo esteriore, i ragazzi combattono una dura battaglia anche al loro interno: 

  • Il testosterone aumenta: questo comporta «una spinta verso la sessualità maggiore che può creare uno stato di tensione che prima non c’era». La trasformazione a livello ormonale è molto massiccia, da non sottovalutare.
  • Il pensiero rivolto al sesso: «ci sono ragazzi che pensano molto spesso al sesso, per questo la masturbazione diventa molto più frequente».
  • L’attrazione sessuale: «il ragazzo viene scombussolato da una serie di sensazioni che lo trasformano e creano una condizione psicologica differente, aumentando l’attrazione verso le altre persone, a livello sessuale si creano delle timidezze». La spinta sessuale genera nel ragazzo dei cambiamenti di atteggiamenti, perché gestire l’istinto alla sessualità è complicato.
  • Il confronto con i compagni è spesso complicato: «può venir fuori un problema: c’è chi matura prima e chi dopo». I ragazzi non crescono tutti in modo uniforme, nella diversità c’è chi matura prima una parte del corpo rispetto a un’altra. Questa maturazione difforme può essere causa di scherni tra i compagni.
  • Erezioni involontarie: proprio per le nuove pulsioni sessuali, che il ragazzo sta imparando a gestire, «può capitargli di avere delle erezioni al di là della sua volontà», elemento che può generare grande imbarazzo.
  • L’acne: questo problema è molto fastidioso e invalidante. Il ragazzo che, a differenza della ragazza non può ricorrere al make up, rischia di aumentare la propria timidezza e di chiudersi nelle relazioni verso gli altri.
  • Scissione interna: il ragazzo a questo punto si sente diviso. Da una parte c’è il suo fisico, che risponde in modo non ancora ben chiaro, dall’altra c'è la sua mente, spesso attratta da qualcosa che prima nemmeno considerava. «Vi è una scissione tra il sé fisico e il sé psicologico».

 

3. Ho qualcosa che non va?

Di fronte a tutto questo scombussolamento il ragazzo si chiederà: sono normale? Cos’ho che non va? Per evitare che pensi di essere sbagliato è bene, secondo la psicologa Anna Ferraris, che i genitori pensino in anticipo a una formazione sessuale nell’infanzia: «Sai, ti capiterà questo, ma stai tranquillo».

 

«Questa formazione avrà lo scopo di spiegare le differenze di un corpo infantile e quelle di un corpo adulto: cambierai la forma, forse ci vorrà un po’, ma il risultato sarà unico!».

 

«Confrontandosi anche con i modelli televisivi, al ragazzo capiterà di sentirsi in difetto: la sua crescita è senza trucco e senza inganno, facciamogli capire che anche noi abbiamo passato questa fase e che la finzione televisiva è lontana dalla realtà».

 

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